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Grandi: un anno brillante per Condé Nast, già al lavoro su un settimanale femminile
Il presidente e ad Giampaolo Grandi a margine della presentazione del nuovo periodico Myself da cui sono attesi 7 mio annui in adv, si è dichiarato molto soddisfatto dei risultati sia diffusionali, come le 400 mila copie sfiorate da Glamour, che pubblicitari, vedi le 6.150 pag di adv su Vanity Fair, che la casa editrice ha messo a segno in un anno ancora difficile per il mercato italiano. Sulle novità editoriali prossime niente di imminente, il progetto più avanzato almeno nell'identificazione di genere è il settimanale femminile/familiare di Raffaella Finzi.
Gli investimenti come leva anticiclica, uno dei principi fondamentali dell'economia e protagonista nei piani startegici di Condé Nast che, in un momento non brillante per la carta stampata, sfida il mercato lanciando nel nostro Paese un nuovo mensile femminile costruito per la donna multitasking che si divide tra lavoro, famiglia, tempo libero ma che necessita di un piacevole alleato al proprio fianco, ancora assente nel panorama editoriale italiano. Almeno così risulta dalla ricerca che Eurisko ha condotto per la casa editrice, le cui principali evidenze mostrano l'esistenza di uno spazio per un nuovo periodico che permetta alle lettrici di riconoscersi, confrontarsi, valorizzarsi.
L'Italia dunque il Paese ideale per il debutto di Myself, presente solo in Germania dal 2005 con un notevole successo di pubblico. Un progetto editoriale in cui tutta l'azienda crede molto a partire dal presidente e amministratore delegato Giampaolo Grandi che a margine della presentazione del periodico ha dichiarato: 'Myself era uno dei tanti progetti che ogni anno mettiamo in cantiere e studiamo per capirne fattibilità e resa, ma strada facendo ci siamo accorti, anche grazie ai risultati della ricerca condotta da Eurisko, dell'enorme potenzialità che avrebbe avuto nell'andare a intercettare una vasta fetta di pubblico femminile ancora scoperta. La ricerca parla di un perimetro minimo di 4 milioni di donne che non sono raggiunte da questo tipo di contenuti. In fase di presentazione il numero zero ha inoltre prodotto un grande consenso sia da parte dei lettori che dei clienti, e non solo del settore moda ma anche beauty e tecnologia. Nel primo numero ci sono 150 pagine editoriali a cui si vanno ad aggiungere le 140 di inserito pubblicitario, risultato nettamente superiore alle 90 previste. Una fiducia quella degli investitori dimostrata dalle circa 70 pagine di pubblicità che anche il secondo numero ha registrato. Obiettivo diffusionale a regime, si spera tra 3 anni, è di 200 mila copie vendute, di cui 180 mila in edicola e 20 mila su abbonamento. A livello pubblicitario invece ci aspettiamo di produrre 1000 pagine all'anno per un valore di circa 7 milioni di euro.'
L'edicola è molto importante per il Gruppo dato che il venduto rappresenta il 40% del fatturato, mentre il 60% dei ricavi è realizzato con la raccolta pubblicitaria. Ecco perchè importante che il prezzo di lancio di 1,50 euro rimanga tale per almeno un anno tanto da favorirne il decollo, per poi passare a 2,50 euro prezzo medio di mercato per un mensile di questo genere. Nessuna sovrapposizione con testate tipo Donnamoderna (progetto lanciato a suo tempo da Grandi stesso) spiega il presidente, perchè Myself vanta un approccio solare, energetico, verso quello più doveristico del settimanale Mondadori. Ma nemmeno con Glamour perchè seppure simile nel taglio, differisce nettamente per target.
La ricerca presentata da Giuseppe Minoia, presidente di Gfk Eurisko, in occasione del lancio di Myself, ha evidenziato le abitudini e le caratteristiche di un segmento femminile composto da 4 milioni di donne tra i 35 e i 55 anni di condizione socioculturale alta e medio alta, con atteggiamenti e comportamenti autonomi sul piano economico e relazionale. Una larghissima percentuale pari al 72% è sposata, ha figli e conduce una vita intensa e ricca di responsabilità. L’impegno medio nelle attività dentro e fuori casa è stimato in circa 15 ore al giorno e rappresenta un attivismo di nuovo tipo, motivato dalla volontà di coltivare se stesse, di non rinunciare a nulla della propria personalità. Sono donne istruite e colte: più del 60% possiede un diploma, il 20% una laurea e il 42% ha comprato almeno un libro nell’ultimo mese. Sono esplorative - il 68 % ama l’idea di viaggiare all’estero - curiose e aperte alle nuove realtà - il 47% ha come obiettivo nella vita il miglioramento della propria cultura.
Nonostante l’elevata complessità che devono gestire nella vita di ogni giorno,
il loro atteggiamento è costruttivo e le loro scelte sono parte integrante di un percorso consapevole verso l’autorealizzazione. E' un piacere occuparsi della casa e degli arredi: il 67% lo considera un mezzo per esprimere la propria creatività e il proprio orientamento estetico nel design. È anche interessante rilevare come le donne prese in esame dalla ricerca abbiano un grande interesse per i temi della moda (44%) e della bellezza (38%), e verso una nuova cultura del benessere e della salute (37%). Completano il quadro le preferenze riguardo ai media, generalmente quelli classici: quotidiani, periodici e Tv (da quelle generaliste a quelle on demand), perché ritenuti utili e riposanti. Informano, forniscono opinioni, saperi e strumenti alle lettrici nel loro “triplo ruolo”, e costituiscono uno spazio di relax, compensazione e ricarica emotiva.
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Guarda anche l'intervista video a Roberta Battocchio, vice president group marketing director di Condé Nast, su ADVexpress Tv.
'Vincono gli editori che sanno spendere bene' conclude Grandi 'e i nostri risultati ripagano una politica improntata alla qualità. Gli oltre 70 milioni prodotti da Vanity Fair e i 15 di Glamour ne sono la prova. Nonostante una seconda parte dell'anno in frenata rispetto alla prima, il 2011 dovrebbe comunque chiudersi molto bene. Basti pensare alle 6.150 pagine di pubblicità vendute su Vanity Fair e, a livello di risultati diffusionali, le 400 mila copie sfiorate da Glamour. E GQ, sopratutto dopo l'azzeccata scelta di Romagnoli, rimane ancora una testata unica nel panorama dei maschili italiani.'
Sulle novità editoriali prossime niente di imminente. Condé Nast è al lavoro come di consueto su 3 o 4 progetti in diverse fasi di sviluppo, forse il più avanzato almeno nell'identificazione di genere è il settimanale femminile/familiare di Raffaella Finzi.
Maria Ferrucci
L'Italia dunque il Paese ideale per il debutto di Myself, presente solo in Germania dal 2005 con un notevole successo di pubblico. Un progetto editoriale in cui tutta l'azienda crede molto a partire dal presidente e amministratore delegato Giampaolo Grandi che a margine della presentazione del periodico ha dichiarato: 'Myself era uno dei tanti progetti che ogni anno mettiamo in cantiere e studiamo per capirne fattibilità e resa, ma strada facendo ci siamo accorti, anche grazie ai risultati della ricerca condotta da Eurisko, dell'enorme potenzialità che avrebbe avuto nell'andare a intercettare una vasta fetta di pubblico femminile ancora scoperta. La ricerca parla di un perimetro minimo di 4 milioni di donne che non sono raggiunte da questo tipo di contenuti. In fase di presentazione il numero zero ha inoltre prodotto un grande consenso sia da parte dei lettori che dei clienti, e non solo del settore moda ma anche beauty e tecnologia. Nel primo numero ci sono 150 pagine editoriali a cui si vanno ad aggiungere le 140 di inserito pubblicitario, risultato nettamente superiore alle 90 previste. Una fiducia quella degli investitori dimostrata dalle circa 70 pagine di pubblicità che anche il secondo numero ha registrato. Obiettivo diffusionale a regime, si spera tra 3 anni, è di 200 mila copie vendute, di cui 180 mila in edicola e 20 mila su abbonamento. A livello pubblicitario invece ci aspettiamo di produrre 1000 pagine all'anno per un valore di circa 7 milioni di euro.'L'edicola è molto importante per il Gruppo dato che il venduto rappresenta il 40% del fatturato, mentre il 60% dei ricavi è realizzato con la raccolta pubblicitaria. Ecco perchè importante che il prezzo di lancio di 1,50 euro rimanga tale per almeno un anno tanto da favorirne il decollo, per poi passare a 2,50 euro prezzo medio di mercato per un mensile di questo genere. Nessuna sovrapposizione con testate tipo Donnamoderna (progetto lanciato a suo tempo da Grandi stesso) spiega il presidente, perchè Myself vanta un approccio solare, energetico, verso quello più doveristico del settimanale Mondadori. Ma nemmeno con Glamour perchè seppure simile nel taglio, differisce nettamente per target.
La ricerca presentata da Giuseppe Minoia, presidente di Gfk Eurisko, in occasione del lancio di Myself, ha evidenziato le abitudini e le caratteristiche di un segmento femminile composto da 4 milioni di donne tra i 35 e i 55 anni di condizione socioculturale alta e medio alta, con atteggiamenti e comportamenti autonomi sul piano economico e relazionale. Una larghissima percentuale pari al 72% è sposata, ha figli e conduce una vita intensa e ricca di responsabilità. L’impegno medio nelle attività dentro e fuori casa è stimato in circa 15 ore al giorno e rappresenta un attivismo di nuovo tipo, motivato dalla volontà di coltivare se stesse, di non rinunciare a nulla della propria personalità. Sono donne istruite e colte: più del 60% possiede un diploma, il 20% una laurea e il 42% ha comprato almeno un libro nell’ultimo mese. Sono esplorative - il 68 % ama l’idea di viaggiare all’estero - curiose e aperte alle nuove realtà - il 47% ha come obiettivo nella vita il miglioramento della propria cultura. Nonostante l’elevata complessità che devono gestire nella vita di ogni giorno,
il loro atteggiamento è costruttivo e le loro scelte sono parte integrante di un percorso consapevole verso l’autorealizzazione. E' un piacere occuparsi della casa e degli arredi: il 67% lo considera un mezzo per esprimere la propria creatività e il proprio orientamento estetico nel design. È anche interessante rilevare come le donne prese in esame dalla ricerca abbiano un grande interesse per i temi della moda (44%) e della bellezza (38%), e verso una nuova cultura del benessere e della salute (37%). Completano il quadro le preferenze riguardo ai media, generalmente quelli classici: quotidiani, periodici e Tv (da quelle generaliste a quelle on demand), perché ritenuti utili e riposanti. Informano, forniscono opinioni, saperi e strumenti alle lettrici nel loro “triplo ruolo”, e costituiscono uno spazio di relax, compensazione e ricarica emotiva. Guarda anche l'intervista video a Roberta Battocchio, vice president group marketing director di Condé Nast, su ADVexpress Tv.
'Vincono gli editori che sanno spendere bene' conclude Grandi 'e i nostri risultati ripagano una politica improntata alla qualità. Gli oltre 70 milioni prodotti da Vanity Fair e i 15 di Glamour ne sono la prova. Nonostante una seconda parte dell'anno in frenata rispetto alla prima, il 2011 dovrebbe comunque chiudersi molto bene. Basti pensare alle 6.150 pagine di pubblicità vendute su Vanity Fair e, a livello di risultati diffusionali, le 400 mila copie sfiorate da Glamour. E GQ, sopratutto dopo l'azzeccata scelta di Romagnoli, rimane ancora una testata unica nel panorama dei maschili italiani.'
Sulle novità editoriali prossime niente di imminente. Condé Nast è al lavoro come di consueto su 3 o 4 progetti in diverse fasi di sviluppo, forse il più avanzato almeno nell'identificazione di genere è il settimanale femminile/familiare di Raffaella Finzi.
Maria Ferrucci

