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Ibarra (Wind): 'Nel 2013 primi nel settore consumer, grazie a un servizio di qualità'

In un'intervista al Corriere della Sera, l'Ad di Wind dichiara ancora una volta l'intenzione di portare Wind al primo posto nel mercato consumer in Italia, 'strappando' clienti alla concorrenza. Attualmente la quota di mercato a valore sul segmento consumer ha superato il 25%. In merito alla possibilità di condividere le antenne con gli altri operatori, Ibarra afferma: "Da qui a 5 anni le reti dovranno essere tutte condivise e la differenza la faranno i servizi".
A fine 2013 sarà Wind l'operatore numero uno del mercato consumer in Italia. Parola di Maximo Ibarra (nella foto), Ad della società, che in un'intervista al Corriere della Sera dichiara ancora una volta l'ambizioso obiettivo di raggiungere e superare i competitor entro la fine del prossimo anno.

Attualmente, i dati Agcom sulle linee mobili totali relativi al primo trimestre 2012 certificano Telecom al 34,9%, Vodafone al 32,3% e Wind al 22,8%. Come quota di mercato a valore sul segmento consumer, spiega Ibarra, Wind ha già superato il 25%.

Trattandosi di un mercato maturo (92,6 milioni di sim su una popolazione di 60 milioni), l'unico modo per crescere è 'strappare' clienti ai competitor. Come? Attraverso una qualità elevata, non solo in termini di rete ma anche, e sopratutto, di servizi al cliente, fruiti sia nei punti vendita che nei call center.

"Inoltre puntiamo sul filone della trasparenza - dichiara Ibarra al Corriere -. Cosa significa? Non facciamo pagare la tassa a chi ha un abbonamento. E per chi ha una ricaricabile, il traffico delle nostre opzioni viene sempre calcolato al secondo. Facciamo pagare il 'minuto vero' perchè questo è un momento in cui le famiglie fanno raffronti un po' come nei supermercati".

Riguardo alla possibilità di condividere le antenne con altri operatori, il manager la considera una possibilità plausibile, anche considerando il fatto che il limite delle emissioni elettromagnetiche in Italia (6 volt al metro) è molto stringente rispetto a quello europeo (30-40 volt). Secondo Ibarra, dunque, tra 5 anni per forza di cose le reti dovranno essere condivise e a fare la differenza saranno i servizi.

SP