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Il CdA Rai ha approvato all'unanimità il nuovo piano industriale. Al via una tv di Stato con meno canali e Tg, ma più attenta a web e HD. Nel 2015 Bilancio in rosso di 30 mln

Il direttore generale Antonio Campo dall'Orto, otto mesi dopo 'l'investitura', ha presentato al consiglio d'amministrazione la nuova tv di servizio pubblico. Ci sarà la riunificazione fra RaiSport 1 e 2 mentre RaiScuola potrebbe traslocare sul web. Da giugno saranno ridotti i notiziari dei telegiornali delle tre reti principali: le edizioni attuali sono ventisette, un record europeo. Da settembre arriverà una piattaforma gratuita (stile Netflix) e trasmetterà attraverso due app per smartphone e tablet: una dedicata ai programmi, una alle notizie. Entro il 2020, poi, tutta la catena produttiva dell'azienda sarà in  full HD: già sette partite degli Europei di calcio lo saranno, mentre un canale sperimentale sarà varato nel 2017.
 
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Il Consiglio di amministrazione della Rai ha approvato all'unanimità il Piano industriale 2016-2018. Per conseguire gli obiettivi strategici, spiega nella sua illustrazione il Direttore generale Antonio Campo Dall' Orto, "sarà necessario un profondo rinnovamento editoriale che consenta all'azienda di sviluppare una vocazione sempre più universale e mantenere la leadership di ascolti nel nuovo contesto digitale multipiattaforma". 

Per fare ciò due le direttrici di sviluppo, come si legge nella nota diramata dalla Rai. Prima di tutto sarà necessario dare centralità alla generazione dei contenuti, sviluppando un'offerta editoriale di qualità e rafforzandone le caratteristiche di servizio pubblico anche attraverso la revisione del mix dei generi e dei linguaggi.

Inoltre dovrà completarsi la trasformazione da broadcaster tradizionale a Digital Media Company rivedendo il modello ideativo e distributivo, sviluppando un'offerta digitale distintiva e personalizzabile attraverso investimenti tecnologici, nuovi modelli produttivi e professionali adeguati al proprio ruolo di Servizio pubblico leader degli ascolti televisivi. Da settembre arriverà una piattaforma gratuita (stile Netflix) e trasmetterà attraverso due app per smartphone e tablet: una dedicata ai programmi, una alle notizie. Entro il 2020, poi, tutta la catena produttiva dell'azienda sarà in  full HD: già sette partite degli Europei di calcio lo saranno, mentre un canale sperimentale sarà varato nel 2017.

Sei invece le parole chiave di questa nuova fase che saranno declinate in ogni aspetto della vita aziendale: universalità, indipendenza, pluralismo, responsabilità, innovazione, eccellenza.

Per quanto riguarda i canali diminuiranno in numero. L'attuale Rai dispone di diciassette  canali. Presto potrebbero diventare sedici, forse quindici: ci sarà la riunificazione fra RaiSport 1 e 2 (dopo le Olimpiadi di agosto, trasmesse in esclusiva dalla Rai, rimarrà solo un canale di sport), RaiScuola potrebbe traslocare sul web e lasciare il digitale terrestre.

Il Piano industriale attribuisce grande importanza alla Fiction, genere in cui Rai conserva una leadership di ascolti, produzione e qualità, che dovrà sempre di più trasformarsi in terreno di dialogo intergenerazionale con un'evoluzione in senso contemporaneo e internazionale. Anche per il cinema il Piano ribadisce la posizione di leadership della Rai nella produzione domestica e di soggetto determinante a sostegno di un settore industriale strategico per il Paese.

Anche l'intrattenimento  subirà modifiche. Già da settembre arriveranno nuove scenografie per i vecchi programmi ma soprattutto nuove trasmissioni. L'obiettivo è ridimensionare il genere poliziesco e quello di 'infotaniment' (vedremo sempre meno programmi o rubriche che miscelano informazione e intrattenimento). Ogni rete avrà una sua missione ed un profilo più netto. Quello di RaiUno sarà "familiare, universale, in sintonia con il Paese, votata all'impegno civile, con grandi eventi e i talenti migliori" (e non più anziano), RaiDue "affidabile ma sorpendente, eclettica ma anti-conformista, sperimentale ed esploratrice, con un'informazione agile ed efficace", RaiTre "linguaggi innovativi, immagini d'autore", Rai Quattro "sfrontata, divertente, giovane, fantasy".

Sul fronte tecnologico sono previste, prosegue la nota, numerose innovazioni come il passaggio alla produzione in qualità full Hd, la sperimentazione del 4k e il lancio di un canale con contenuti codificati in Hdr (High dimension range), lo sviluppo delle reti Ip. Sul fronte produttivo gli attuali centri di produzione verranno valorizzati e differenziati nella produzione dei contenuti.

Per quanto riguarda l'informazione, il Piano industriale impegna la Rai ad articolare e diversificare il linguaggio del racconto giornalistico e a sviluppare formati innovativi multipiattaforma in modo tale da svolgere al meglio il ruolo di Servizio pubblico universale e garantire un'informazione plurale. Per raggiungere questo obiettivo il Direttore editoriale Carlo Verdelli ha presentato al Direttore generale e al Cda la proposta di squadra che lo coadiuverà nell'attività di coordinamento dell'offerta informativa: Francesco Merlo, Pino Corrias e Diego Antonelli. A loro si aggiungono 4 giornalisti Rai selezionati attraverso il job posting: Frediana Biasutti, Cristina Bolzani, Paola D'Angelo e Valentina Dellorusso.  Il direttore editoriale Carlo Verdelli, inoltre, per dare maggiore importanza a  RaiNews24 , l'all news diretta da Antonio di Bella, intende ridurre i notiziari dei telegiornali delle tre reti principali: le edizioni attuali sono ventisette (quindici principali, dodici 'flash'), un record europeo. Diminuiranno a partire da giugno. 

Il consiglio di amministrazione della Rai ha infine preso atto della designazione di Raffaele Agrusti, Cfo della Rai, alla presidenza di RaiWay. Tale proposta verrà sottoposta all'approvazione dell'assemblea.

Un Piano industriale interessante che, però, deve fare i conti con un bilancio, quello del 2015 , previsto ancora in 'rosso' di 30 milioni di euro.  Così si legge su Repubblica.it che ne giustifica il 'buco' con operazioni onerose quali ad esempio l'acquisto dei diritti tv sugli Europei di calcio.