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Il docu-reality "I miei 60 giorni all'inferno" debutta in Italia su Crime+Investigation
Ideato dallo sceriffo Jamey Noel, che ha anche selezionato i sette protagonisti, si tratta di esperimento sociale e televisivo inedito. Attraverso momenti di grande tensione, il programma cerca di fare luce sulle lacune del sistema carcerario americano e sulla corruzione presente nel penitenziario di Clark nonché punta a mostrare le dinamiche più oscure e cruente della vita dei detenuti.
Una finestra autentica e brutale sulla vita all’interno le carceri americane. Arriva in Italia il docu-reality I miei 60 giorni all’inferno da mercoledì 27 aprile alle 22.00 solo su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 118).
Sette persone innocenti , sette cittadini modello, decidono di vivere per sessanta giorni nel carcere di massima sicurezza di Clark (Indiana, USA) a stretto contatto con guardie e pericolosi criminali, tenuti assolutamente all’oscuro dell’iniziativa: stessi orari, stesso cibo e stesse regole.
Ideato dallo sceriffo Jamey Noel, che ha anche selezionato le sette persone, si tratta di esperimento sociale e televisivo inedito. Attraverso momenti di grande tensione, il programma cerca di fare luce sulle lacune del sistema carcerario americano e sulla corruzione presente nel penitenziario di Clark nonché punta a mostrare le dinamiche più oscure e cruente della vita dei detenuti.
Sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro, le telecamere di Crime+Investigation seguiranno da vicino e senza censura l’esperienza dietro le sbarre dei sette partecipanti, tra cui un’insegnante, un ex marine, una poliziotta e una mamma casalinga, ognuno con le sue motivazioni e aspettative. L’unica protagonista a dover cambiare nome è Maryum Ali, figlia del campione di pugilato Muhammad Ali.
Il docu-reality I miei 60 giorni all’inferno , già confermato per una seconda stagione in Usa, è stato celebrato da vari quotidiani. L’Hollywood Reporter l’ha elogiato per il suo realismo: “Non si tratta di una prigione da film di Hollywood; è una vera prigione che è completamente affollata. Si percepisce chiaramente la claustrofobia dell’ambiente. La violenza è reale e straziante…”. Il primo episodio è stato seguito da 1,2 milioni di spettatori.
Il programma è prodotto da Lucky 8 TV per A+ E Networks.
MF
Sette persone innocenti , sette cittadini modello, decidono di vivere per sessanta giorni nel carcere di massima sicurezza di Clark (Indiana, USA) a stretto contatto con guardie e pericolosi criminali, tenuti assolutamente all’oscuro dell’iniziativa: stessi orari, stesso cibo e stesse regole.
Ideato dallo sceriffo Jamey Noel, che ha anche selezionato le sette persone, si tratta di esperimento sociale e televisivo inedito. Attraverso momenti di grande tensione, il programma cerca di fare luce sulle lacune del sistema carcerario americano e sulla corruzione presente nel penitenziario di Clark nonché punta a mostrare le dinamiche più oscure e cruente della vita dei detenuti.
Sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro, le telecamere di Crime+Investigation seguiranno da vicino e senza censura l’esperienza dietro le sbarre dei sette partecipanti, tra cui un’insegnante, un ex marine, una poliziotta e una mamma casalinga, ognuno con le sue motivazioni e aspettative. L’unica protagonista a dover cambiare nome è Maryum Ali, figlia del campione di pugilato Muhammad Ali.
Il docu-reality I miei 60 giorni all’inferno , già confermato per una seconda stagione in Usa, è stato celebrato da vari quotidiani. L’Hollywood Reporter l’ha elogiato per il suo realismo: “Non si tratta di una prigione da film di Hollywood; è una vera prigione che è completamente affollata. Si percepisce chiaramente la claustrofobia dell’ambiente. La violenza è reale e straziante…”. Il primo episodio è stato seguito da 1,2 milioni di spettatori.
Il programma è prodotto da Lucky 8 TV per A+ E Networks.
MF


