Media
Il Financial Times riorganizza il reparto commerciale e prepara il lancio di un'edizione globale unica
Come riporta la stampa internazionale, è in programma nella prima metà del 2014 il lancio dell'edizione globale unica del quotidiano. Il reparto commerciale sarà riorganizzato in sei comparti: B2C, B2B, trading, career management, formazionee mercati emergenti. Tutti riporteranno a Dominic Good, che è stato promosso global sales director. Nel suo 125esimoanno di età, il Financial Times ha riportato il valore più alto in termini di diffusione, che a ottobre ha toccato quasi le 630mila copie.
Come riporta la stampa internazionale, è in programma nella prima metà del 2014 il lancio dell'edizione globale unica del Financial Times. In vista di questa trasformazione, i team commerciali dedicati alla raccolta locale sono stati snelliti per una maggiore focalizzazione sulla raccolta internazionale. D'altra parte, i circa 200 investitori 'core' del giornale sono aziende globali, che generano il 70% dei ricavi totali. Invece di avere una suddivisione per zone, con dei capi regionali, il reparto commerciale sarà riorganizzato in sei comparti: B2C, B2B, trading, career management, formazione e mercati emergenti. Tutti riporteranno a Dominic Good, che è stato promosso global sales director. La ristrutturazione ha comportato la perdita di circa 20 persone, circa il 15% della forza vendita, formata in totale da 140 persone.
Il lancio dell'edizione globale non convince tutti. Lorna Tilbian, executive director di Numis Securities, ad esempio ha dichiarato: "Forse l'edizione unica sarà efficace dal punto di vista degli inserzionisti, fa funzionerà per i lettori? Personalmente non mi interessano pagine di notizie sull'Asia e sul Medio Oriente, ma voglio sapere in modo approfondito cosa sta succedendo nel Regno Unito. La maggior parte delle persone non è generalista".
Tra i progetti per il 2014 anche un corso di formazione per lo staff del Financial Times, the Global Commercial Academy, realizzato per sviluppare gli skill necessari a una moderna multimedia company. Nel suo 125esimo anno di età, il Financial Times ha riportato il valore più alto in termini di diffusione, che a ottobre ha toccato quasi le 630mila copie, con la maggior parte degli abbonati che preferiscono la versione digitale (387mila). Le vendite della testata cartacea hanno registrato un decremento del 45% negli ultimi dieci anni e l'advertising sul giornale nel 2013 è calato complessivamente di circa il 6%, per attestarsi sui 70 milioni di sterline. Sulla verisone digitale invece, la pubblicità è cresciuta di circa il 15%, anche se la stragrande maggioranza dell'aumento (90%) deriva da brand già presenti sulla carta che decidono di investire anche sul digitale.
Ottima la performance della Christmas issue del Financial Times, su cui hanno investito brand del calibro di Rolex, Christian Dior, Louis Vuitton, Chanel e Tiffany & Co. Grande attenzione da parte dell'editore continua a esssere riservata al portfolio digital, anche perché il mobile advertising è cresciuto del 23% nei primi 9 mesi del 2013 e dunque anche questa è un'onda da cavalcare.
SP

