Media
Il futuro dei quotidiani: raccolta a +17% entro il 2010
L'argomento è ben noto agli addetti ai lavori e non solo: l'avvento di
internet ha rivoluzionato il modo di fare informazione ed ha provocato non pochi
cambiamenti nel mercato dell'editoria. In particolare, tutti si chiedono: i
quotidiani tradizionali sono davvero destinati a scomparire? Oppure
semplicemente si evolveranno per rispondere alla sfida che la rete lancia
loro?
A discutere sullo spinoso tema, si sono riuniti questa mattina a Milano, al Palazzo delle Stelline, Marcel Koes (nella foto a sx), direttore marketing World Associations of Newspapers; Roberto Antoniotti e Davide Garavaglia , rispettivamente Ad e direttore marketing di Atex Global Media, multinazionale che fornisce soluzioni informatiche per il settore editoriale.
L'azienda collaborerà con la WAN per il progetto Shaping the Future of the Newspapers, che intende analizzare gli sviluppi strategici del settore tramite rapporti dettagliati e farli conoscere agli editori di tutto il mondo.
Il parere dei tre relatori, moderati da Gianluca Ferraris di Economy , è concorde: i quotidiani non solo non scompariranno, ma, se sapranno integrarsi con la rete e sfruttare le opportunità che questa offre, continueranno ad essere apprezzati dal lettore/utente e dagli investitori.
"Non è possibile ipotizzare un futuro unicamente on-line per le testate quotidiane, principalmente perchè le ricerche dimostrano che il valore della pubblicità su internet è marginale rispetto a quello della pubblicità sulle testate cartacee e la redditività resta comunque un obiettivo fondamentale per la sopravvivenza di qualunque prodotto editoriale", ha spiegato Roberto Antoniotti (nella foto a dx).
D'altra parte, Marcel Hoes ha dimostrato come il
quotidiano tradizionale non sia affatto un medium obsoleto, ma al contrario
"vitale e vibrante". I dati
parlano chiaro: da alcune ricerche condotte dalla stessa World Associations of
Newspapers emerge che la diffusione mondiale dei quotidiani non è in
diminuzione, anche grazie al boom delle testate free press.
"Per quanto riguarda la pubblicità – ha aggiunto Hoes – i quotidiani nel 2006 hanno contribuito per il 29,4% al mercato pubblicitario mondiale, generando un fatturato di 425 miliardi di dollari. La raccolta, in riferimento all'anno 2006, ha registrato un +4% e negli ultimi cinque anni è cresciuta del 15%. Non solo: entro il 2010 ci si aspetta una crescita ancora maggiore, intorno al 17%".
La posizione di primo piano dei quotidiani nel panorama dei media non toglie però loro l'esigenza di stare al passo coi tempi, rinnovandosi in forma e contenuti. Lo dimostra il fatto che negli ultimi 18 mesi sono stati investiti ben 6 miliardi di dollari in nuove tecnologie per la stampa, con l'intento di aumentare l'appeal delle testate.
"Tutto questo non vuol dire che l'on-line non sia in crescita, al contrario – ha precisato Hoes – Anche l'utilizzo della rete e la pubblicità sul web sono destinati ad aumentare (ci si aspetta che l'advertising on-line cresca del 18% entro il 2010) tuttavia internet sembra non togliere tempo alla lettura dei quotidiani, dal momento che ad una maggiore penetrazione di internet corrisponde spesso una maggiore penetrazione delle testate quotidiane. Il consumatore è infatti in grado di operare in multitasking, per cui l'uso dei differenti media non si esclude a vicenda. La conclusione è significativa: per gli editori è più proficuo utilizzare la rete per ampliare il proprio pubblico, integrando le due piattaforme, senza sostituire il cartaceo con l'on line".
Si
può dire dunque che oggi sia cambiata l'idea stessa di quotidiano. Come ha illustrato Davide Garavaglia (nella
foto a sx), "quotidiano è divenuto sinonimo di 'contenuti di
oggi, consegnati all'utente in qualunque modo voglia usufruirne'. Non è
importante la piattaforma, ma il contenuto. Il lettore/utente e anche cliente
per gli inserzionisti, va intercettato con contenuti personalizzati. In
particolare, il contenuto pubblicitario deve essere collegato a quello
editoriale per essere interessante. Proprio per questo nasce Atex
DNA-Digital News and Advertising, la soluzione pensata da Atex che unisce
contenuti editoriali e pubblicitari in base al profilo utente e consente di
mandarli in modo personalizzato su tutti i canali a disposizione".
Le campagne in rete 'valgono' ancora soltanto il 10-15% di quelle su stampa tradizionale, ma ciò non toglie che il web offra delle importanti opportunità agli investitori, prima tra tutte quella di poter ottenere informazioni certe su chi fruisce della pubblicità. Proprio per questo la tendenza che è necessario assecondare è quella della creazione di campagne multimediali integrate, che consentano di trarre vantaggio dalle peculiarità dei singoli mezzi.
Serena Piazzi

