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Il Sole 24 Ore lancia il libro ‘Papa Francesco e le donne’. Red Cell firma la campagna a supporto

L’iniziativa editoriale, realizzata in collaborazione l’Osservatore Romano, è sostenuta da una campagna stampa pianificata dal 5 luglio, per un mese, sui mezzi del Gruppo 24 Ore.
 
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Il Sole 24 Ore, in collaborazione con L’Osservatore Romano, presenta in edicola a partire da mercoledì 9 luglio il volume ‘Papa Francesco e le donne’, scritto dalle storiche e giornaliste Lucetta Scaraffia e Giulia Galeotti: un libro per riflettere sul ruolo delle donne nella Chiesa cattolica e sulle questioni ancora irrisolte, attraverso le parole di Papa Bergoglio.
 
L’iniziativa editoriale è sostenuta da una campagna stampa, realizzata da Red Cell, pianificata dal 5 luglio, per un mese, sui mezzi del Gruppo 24 Ore.
 
Il libro raccoglie infatti tutti i testi in cui Papa Bergoglio ha parlato della “questione femminile” nella Chiesa cattolica. Testi efficaci, che hanno suscitato molta attenzione e che sono qui introdotti da due saggi limpidi e appassionati delle studiose Lucetta Scaraffia e Giulia Galeotti.
 
Lucetta Scaraffia nel suo saggio riassume i nodi storici e teologici connessi a questo problema, con parole che fanno riflettere: “In un contesto di emancipazione femminile realizzato, quale è quello dei paesi occidentali, l’atteggiamento della Chiesa sembra invece rovesciarsi.

Soprattutto in una cultura in cui l’emancipazione delle donne viene misurata sul libero accesso agli anticoncezionali e sulla legalizzazione dell’aborto, la Chiesa viene percepita come una nemica dell’emancipazione. A questo conflitto culturale si aggiunge - continua Scaraffia - l’assenza di donne nelle sfere decisionali della Chiesa, benché le religiose siano, almeno per ora, molto più numerose  dei religiosi. Inoltre, esse sono in genere relegate in ruoli di sottoposte [...] con compiti subalterni”.
 
Gli ultimi dati, risalenti al 2012, ci dicono che le religiose cattoliche nel mondo sono 702.529, mentre i religiosi (esclu­si i sacerdoti) 55.314. Il che significa che su 14 consacrati, 13 sono donne. Detto altrimenti, a livello mondiale i maschi costituiscono il 7 per cento della comunità religiosa cattolica. Le proporzioni cambiano se ai maschi religiosi sommiamo i vescovi (5.133) e i sacerdoti (414.313): in questo caso il peso femminile risulta ridimensionato, ma le donne rappresenta­no comunque il 60 per cento della Chiesa consacrata.
 
Giulia Galeotti nel suo saggio illustra il ruolo che le donne, religiose e laiche, hanno svolto nella storia della Chiesa, con le risposte che i Papi contemporanei hanno dato alle richieste di una presenza femminile più rilevante all’interno dell’istituzione. “Si tratta di presenze femminili di cui si è persa completamente la forza di rottura e di cambiamento: edulcorandone le parole, i gesti e le esperienze, non ci si è dimenticati di loro, ma le si è ricordate male. Non è un problema di memoria, dunque, ma di prospettiva: tramandate attraverso lo sguardo maschile, sono state completamente snaturate.” Questa l’interpretazione e il fil rouge del saggio di Giulia Galeotti nell’excursus storico delle donne che hanno fatto grande la Chiesa.
 
È in questo contesto socio-culturale che assume importanza fondamentale il punto di vista di Papa Francesco, che ha detto parole importanti su questa questione ancora così controversa della donna nella Chiesa, sottolineando più volte nei suoi discorsi la sua disponibilità a una presenza più significativa della figura femminile.
 
Il pensiero di Papa Francesco, ribadito in molte circostanze, è molto chiaro - riprende la Scaraffia nelle sue riflessioni: “denuncia con una sincerità e un coraggio veramen­te nuovi la condizione di subalternità in cui si trovano oggi le donne nella Chiesa, e chiede uno studio approfondito per motivare una loro presenza più autorevole.” Non ritieneche sia sufficiente un’apertura alle donne concessa da una persona - sia pure il Papa - ma pensa sia necessario il riconoscimento della loro importanza per la vita della Chiesa da un punto di vista approfondito e ben motivato. Il cambiamento quindi ci deve essere, e deve essere profondo e accompagnato da una adeguata riflessione.

MG