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Convegno MediaTelling. La qualità del dato anima l'efficacia degli algoritmi. I database nascondono potenzialità imprevedibili. Lazzeri (Microsoft): “L'AI non sostituirà i lavoratori, ma chi non sarà in grado di utilizzarla"

In occasione di MediaTelling, l’evento che ha visto riunite Audicom, Audioutdoor, Audimovie, Audiradio e Auditel a Milano, Francesca Lazzeri, Principal Data Scientist Manager in Microsoft, ha raccontato, anche attraverso casi di studio personali, come le conoscenze sui dati unite alle capacità di creazione di algoritmi ad hoc e strumenti di calcolo, possano generare soluzioni di forte impatto per tutte le realtà lavorative, valorizzando informazioni e dati proprietari, sempre nel rispetto dei dati sensibili e delle norme, e generare scenari positivi imprevisti.

“Big data, new oil”. Una frase, una visione, ormai in circolazione da diverso tempo. Ma i dati da soli non bastano: servono dati di qualità, “puliti”, interpretati (e interpretabili) da fornire ad algoritmi e tool calcolatori per ottenere il risultato utile, voluto. Gli strumenti oggi ci sono, ma bisogna avere una base di partenza certa, un dato di prim'ordine appunto.

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Questi i concetti chiave rimarcati da Francesca Lazzeri, Principal Data Scientist Manager in Microsoft, durante il suo intervento “AI e Media: Opportunità e Sfide nell'Era Digitale”. Una presentazione che ha preso piede questa mattina durante l'evento “MediaTelling”, l'incontro che ha visto protagonisti, e presenti, i presidenti di Audicom, Audioutdoor, Audimovie, Audiradio e Auditel, riuniti per la prima volta a Milano mossi dal raggiungimento di un obiettivo comune: la convergenza delle metriche di misurazione dei media per traguardare la Total Campaign.

La presenza dell'esperta all'evento sottolinea come le potenzialità per creare un sistema di dati interoperabili tra le varie Audi, a beneficio del rilevamento della audience totale degli spettatori dei vari mezzi, sia oggi possibile, grazie anche alle metriche di monitoraggio che i sistemi dovrebbero avere al fine di essere testati e dichiarati performanti, come la security compliance, l'impatto sul business, la valutazione della precisione, l'accuratezza e il sentiment degli operatori.

“L'AI non sostituirà i lavoratori, ma coloro che non saranno in grado di utilizzarla” ha dichiarato Lazzeri, e lo ha messo in luce anche attraverso il racconto di 4 casi di lavoro vissuti direttamente, grazie ai quali ha mostrato come l'approccio metodologico, di pensiero, nell'utilizzo dei database (anche analogici, poi digitalizzati) sia il punto di partenza per lo sviluppo di un algoritmo che spesso, oltre al risultato per il quale è stato creato, apre le porte ad ulteriori utilizzi e a molteplici ricadute positive di servizio, alcune non inizialmente preventivate. Da qui una ulteriore conferma di come le informazioni immagazzinate da una realtà posseggano un potenziale inespresso.

Sul finale del racconto la scienziata ha ricordato gli aspetti etici, legislativi, di privacy, che l'utilizzo dei dati personali comportano, problematicità che si possono superare attraverso un lavoro di concerto che coinvolga tutti i settori e le realtà interessate.

DR