Media
La tv del futuro: tra digitalizzazione e personalizzazione
Nove esperti del settore media si sono riuniti oggi alla conferenza
'La tv secondo noi', una delle iniziative del Cisco Expo
2008, tenutasi a Milano, all'Ata Quark Hotel, in via Lampedusa.
In particolare hanno partecipato al dibattito, in cui si è discusso in merito
alle nuove opportunità, alle prospettive e alle esperienze della nuova
televisione digitale: Yves Confalonieri, direttore generale
RTI New Media e vicepresidente Promoservice,
Gianluca Corti, direttore marketing
Infostrada, Guerino Delfino (nella foto a
sinistra), presidente e ceo di Ogilvy,
Fabrizio Meli, direttore della digital tv di Tiscali,
Salvo Mizzi, responsabile digital innovation di Telecom
Italia, Alessandro Petazzi, responsabile media e IPTV di
Fastweb, Fabrizio Piscopo, ad di Sky Pubblicità, Fabio
Rimassa, advertising sales director di H3G e Layla Pavone (nella foto a destra), presidente di IAB Italia.
A moderare c'era Gaetano Pellegrino, senior manager Internet Business Solutions Group (IBSG) di Cisco .
Il topic dell'incontro era la televisione del futuro, ovvero ci si proponeva di tratteggiare e soprattutto di commentare gli scenari evolutivi che stanno interessando questo mezzo.
Oggi si va sempre più verso un approccio multicanale e multipiattaforma alla tv: soprattutto con l'avvento della tv digitale, è possibile infatti fruire dei programmi televisivi servendosi di più strumenti, dal cellulare al proprio pc.
Confalonieri ha accennato a questo proposito al concetto di 'snack tv', riferendosi in particolare alla tv su internet, ed ha messo in luce la necessità di trovare delle risorse pubblicitarie innovative per una televisione di questo tipo.
"E' necessario pensare a un nuovo modello pubblicitario - ha dichiarato – che permetta di targettizzare meglio l'utente finale". Non solo banner dunue, ma qualcosa di più specifico, che possa sfruttare appieno le opportunità del nuovo mezzo.
Corti, parlando dei contenuti innovativi del portale Libero e della neonata InfostradaTV, ha messo in luce l'interscambiabilità tra il web e la iptv ed ha spiegato che il segreto è saper proporre contenuti anche 'old', ma in modo innovativo, portando valore aggiunto ai Clienti finali.
Anche il mondo della pubblicità non può che risentire dell'evoluzione che sta interessando la televisione e in generale dell'imprtanza della digitalizzazione. Delfino ha tuttavia dichiarato che "l'advertising è ancora troppo generalizzato, non ancora pronto a soddisfare le nuove nicchie di consumatori. Bisogna dimenticare l'approccio quantitativo e imparare a targettizzare, tenendo presente che la digitalizzazione fornisce un notevole aiuto in tal senso".
Meli, di Tiscali, si è concentrato sulla tv on demand, parlando della necessità di rompere la schematizzazione temporale del palinsesto. La televisione si può anche guardare in differita e diventa una 'replay tv', dal momento che chi non può vedere una partita o qualsiasi altro programma in un determinato momento può tranquillamente goderselo in un'altra occasione, come se fosse 'in diretta'.
Inoltre, come ha spiegato Meli, "il sistema di Tiscali consente agli utenti di agganciare i contenuti tra loro per creare il proprio palinsesto personalizzato".
Una tv personalizzata dunque, che si colloca in un contesto di vera e propria 'mediamorfosi', come ha dichiarato Salvo Mizzi di Telecom Italia. "Telecom supporta la libertà espressiva digitale del Paese" – ha spiegato Mizzi – oggi infinite persone sono diventate produttrici di contenuti, esperienze etc. da mettere in rete e non si può che assecondare questa libertà".
Non è però importante soltanto, come ha messo in luce Petazzi, la personalizzazione o l'on demand, fondamentale continua ad essere anche "fornire contenuti rilevanti per il cliente".
Sull'importanza del contenuto ha concordato anche Piscopo, che ha posto l'accento però anche sul fatto che non solo la tv, ma anche la pubblicità si avvia sempre più verso l'on demand.
"L'advertising del futuro è on demand – ha dichiarato Piscopo- oggi si va verso il 'permission marketing', che consente all'utente di scegliere la pubblicità che vuole vedere. 30" di spot non sono più sufficienti poichè le persone vogliono approfondire la conoscenza del prodotto".
Layla Pavone ha sottolineato il fatto che "non tutti avvertono il cambiamento in atto, c'è spesso un approccio naif o peggio un demonizzazione della cosiddetta 'runaway technology', per questo è fondamentale comunicare che internet è una cosa positiva".
Tuttavia Rimassa ha affermato che le nuove tecnologie consentono anche di "raccogliere informazioni sul modo in cui i contenuti vengono utilizzati da parte degli utenti" e questo è fondamentale perché si possa ottenere, in un futuro già prossimo, una tv sempre più a misura di utente.
Serena Piazzi

