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Linkiesta, Mezzo Emergente. Meretti: premiati contenuti editoriali e audience di qualità

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Agli NC Awards 2014 il Premio Speciale dell'Editore 'Mezzo Emergente' assegnato, in accordo con la giuria, al miglior mezzo pubblicitario emergente che si è particolarmente distinto per innovazione, risultati e velocità di crescita, quest'anno va a Linkiesta, " la testata 'pure digital' che ha fatto dell'innovazione, la differenziazione dei linguaggi e delle formule narrative i propri punti di forza. Nato nel 2011 il giornale digitale ha raggiunto risultati superiori alle attese in termini di audience con circa due milioni di utenti unici al mese. Allo stesso tempo, nel 2013 Linkiesta ha lanciato il servizio di native advertising AdVox, un nuovo strumento con cui la testata mette a disposizione dei brand le proprie competenze editoriali.
 
Per conoscere meglio il posizionamento della testata di informazione online e le offerte al mercato pubblicitario, abbiamo incontrato il direttore generale Davide Meretti.
 
Linkiesta, per la quale il premio degli NC Awards rappresenta un ulteriore stimolo allo sviluppo e all' innovazione, spiega il manager, è un giornale digitale che fa della qualità la sua cifra principale, poiché parla all'intelligenza degli utenti fornendo una chiave di lettura e di interpretazione della realtà, soprattutto in tema di Economia, Finanza, Lavoro, Imprese, ma anche di Cultura e Intrattenimento. Insomma, fuggendo da logiche commerciali ed editoriali di massa, Linkiesta, di cui è direttore Marco Alfieri, punta su  contenuti editoriali e pubblicitari di qualità, intraprendendo una sfida coraggiosa in un mercato della pubblicità online, che, spiega Meretti, è ancora dominato da logiche che privilegiano grandi volumi e nel quale le remunerazioni tradizionali, i CPM, sono in calo.  Un mercato nel quale risulta difficile per una testata votata alla qualità trovare la giusta valorizzazione che le consenta di investire in innovazione. 
 
Linkiesta, forte di un'audience di 2 mln di utenti,  raddoppiati a ottobre,  e con quasi 5 mln di pagine viste al mese,  ha deciso, come si suol dire, di giocare la partita non puntando su una dimensione esasperata, ma su un'offerta giornalistica alta, con contenuti esplicativi e non di massa,  per generare e favorire opinione. A questa logica risponde la riprogettazione  della homepage del sito attualmente in corso,  in modo da rendere più immediata agli utenti l'offerta editoriale.  Il tutto ispirandosi a recenti esperienze giornalistiche  nate negli Usa con successo, che testimoniano un importante ritorno di interesse da parte degli investitori nell'editoria online. Qualche esempio?  Vox.com lanciato dal  gruppo Vox Media,  finanziato da private equity e affidato a Ezra Klein,  ex redattore del Washington Post; o The Intercept,  iniziativa editoriale di Pierre Omidyar, fondatore di ebay e di  First Look Media, che ha chiamato a sé Glenn Greenwald (ex redattore di The Guardian) per il sito. E ancora, FiveThirtyEight,  fondata dallo statistico Nate Silver, diventato famoso per aver predetto con grande precisione, sul  suo blog sul New York Times,  i risultati elettorali di Obama alle scorse elezioni americane. 
 
E' nell'alveo di un giornalismo d'opinione già di successo in America e con grandi spazi di sviluppo anche in Italia, che si inserisce Linkiesta., testata che parla a un'audience di 35 - 55 enni, i decision markets di oggi, così come ai 20-30 enni  'decisori di domani, due fasce accomunate dalla volontà di dotarsi di validi strumenti di interpretazione dell'attualità. Un lettorato sofisticato che, spiega Meretti, la testata vuole valorizzare e far conoscere in maniera adeguata al mercato. 
 
Ecco allora che sul fronte commerciale Linkiesta ha varato un nuovo servizio di native advertising,Advox, che intercetta l'esigenza delle aziende di produrre contenuti su misura per clienti e new business, poiché, osserva il manager, il marketing delle aziende passa sempre più dalla produzione di contenuti e dalla capacità di diventare media company. 
Un mercato, questo, nel quale Linkiesta che ben conosce le sue audience e i rispettivi percorsi di lettura e interessi, si può inserire da protagonista, grazie anche alla capacità creare valore aggiunto per i propri investitori, fuggendo dalla tenaglia dei volumi di massa e dei prezzi sconto che rallenta lo sviluppo del mercato. 
Attraverso la collaborazione con Linkiesta, le valenze di business e i valori di un brand trovano un contesto ideale nel perimetro editoriale della testata. Le aziende ritrovano infatti nei temi che la testata  ha a cuore per il suo pubblico quegli stessi argomenti su cui instaurano la loro comunicazione e brand identity. 
 
Nell'offerta pubblicitaria della testata non mancano la classica pubblicità tabellare e display, ma con un valore aggiunto dato dalla particolare attenzione alla grafica ricercata dei formati e alla loro visibilità  sulla home page del sito per renderne più gratificante la fruizione e garantire  maggiore visibilità ed efficacia agli investitori. Evitando, peraltro, che  il contenuto pubblicitario infastidisca la lettura delle news e viceversa. 
 
Un posizionamento d'interesse, questo, per i brand, sottolinea il direttore generale de Linkiesta, che solo un editore può garantire al meglio ai clienti conoscendo bene gli orientamenti del traffico sul sito e le pagine sulle quali si concentra il time online. Seguendo la logica che il giornale online è ormai sempre più un rete di nodi, di punti d'accesso, ciascuno dei quali deve poter restituire massima visibilità agli advertiser. E proprio in virtù del fatto che il 50% dell'utenza del Linkiesta è da device mobili, sono allo studio una nuova release del sito e la progettazione di nuovi formati pubblicitari che saranno pronti dopo l'estate. 
 
EC