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Mauri (Mondadori): 'Nel 2015 ricavi netti a 1,12 mld (-4%). Focus su Big Data e CRM, puntiamo a portare i ricavi digitali al 10% del fatturato. Entro il 15 aprile closing dell'operazione RCS Libri'

Il 2015 ha segnato per Mondadori il passaggio ad una nuova fase, in cui la Società è tornata ad investire per rafforzare la posizione competitiva nei business strategici del Gruppo e supportare il processo di crescita. Nei primi due mesi del 2016 libri in leggero incremento e in Italia raccolta digital sui periodici a quota +18%.Confermato l'interesse per Banzai Media. Mauri: "Lo sviluppo dell'area digitale e delle competenze ad essa connesse è imprescindibile per un editore. Per il 2016 per il Gruppo prevediamo ricavi flat". 
"Il 2015 è stato un anno di svolta per il Gruppo Mondadori, che ha concluso importanti operazioni volte alla rifocalizzazione sul core business, rappresentato da libri e periodici", ha esordito così Ernesto Mauri (nella foto), Ad del Gruppo, alla presentazione dei risultati alla comunità finanziaria, tenutasi oggi, 17 marzo, a Milano. 

I ricavi netti consolidati dell’esercizio 2015 si sono attestati a 1,12 miliardi di euro, in riduzione del 4% rispetto ai 1,169 miliardi di euro del 2014. "La posizione finanziaria netta di Gruppo al 31 dicembre 2015 si è attestata a -199,4 milioni di euro, in netto miglioramento (92,4 milioni di euro) rispetto ai -291,8 milioni del 31 dicembre 2014 per effetto della generazione di cassa del Gruppo negli ultimi dodici mesi, derivante sia dalla migliorata gestione operativa sia da quella straordinaria: si tratta dell'indicatore più importante dello stato di salute del Gruppo", ha sottolineato Mauri. 

Scende a 75,5 milioni di euro (rispetto ai 76,9 del 2014, ndr.) la raccolta sui Periodici in Italia, che tuttavia ha un peso minore sui ricavi totali dell'area, determinati in larga parte dalle diffusioni (127,2 milioni). Migliore la situazione in Francia, grazie anche alla cospicua quota di abbonamenti.

Le operazioni citate da Mauri in apertura sono note a tutti: a luglio, Mondadori ha incrementato al 100% la propria partecipazione in Gruner+Jahr/Mondadori, arricchendo così il proprio portafoglio con un brand di successo come Focus, in linea con la strategia di consolidare la leadership del Gruppo nel mercato dei magazine concentrandosi sulle testate più rilevanti e con maggiori potenzialità di sviluppo nel digitale. Nel mese di ottobre è stato realizzato un passo fondamentale nell’evoluzione strategica del Gruppo attraverso l’accordo per l’acquisizione di RCS Libri che dal 2016 permetterà a Mondadori di consolidare la propria presenza in Italia nel mercato dei libri trade e nell'editoria scolastica, nonché nel business degli illustrati a livello internazionale (principalmente negli Stati Uniti).

"Per quanto riguarda RCS Libri, attendiamo il via libera dall'Antitrust, che dovrebbe arrivare entro fine marzo. A quel punto, avremo 15 giorni operativi per il closing, quindi mi aspetto di concludere l'operazione entro il 15 aprile al massimo. Poi potranno partire le trattative per la cessione di Marsilio e Bompiani con sei mesi di tempo per la prima e nove per la seconda", ha sottolineato Mauri. 

Occhi puntati anche su Banzai Media, per la cui acquisizione Mondadori sarebbe pronta a mettere sul piatto 50 milioni (leggi news). 
Mauri conferma l'interesse per i siti Banzai e soprattutto per il know how dell'azienda sul digitale. "Un editore oggi non può prescindere dal presidiare con successo questo business - ha spiegato l'Ad del Gruppo Mondadori - . La bassa redittività che caratterizza oggi l'area dei periodici è un problema da risolvere e l'unica soluzione è lo sviluppo dell'area digitale, non solo da un punto di vista dei contenuti, ma anche della tecnologia".  In serata il Gruppo presieduto da Paolo Ainio ha confermato in una nota di aver avviato trattative esclusive con Mondadori per la cessione di Banzai Media Holding. Il periodo di esclusiva negoziale con il gruppo guidato da Ernesto Mauri sarà fino al 30 aprile (leggi news). La stessa notizia è stata resa nota in un comunicato dal gruppo editoriale di Segrate. 

E se lo sviluppo di quest'area richiederebbe troppo tempo e troppe energie se realizzato internamente, la strada è quella delle acquisizioni. Prende le mosse da qui l'attenzione nei confronti di Banzai Media, realtà consolidata nel settore, e anche di altre realtà, come ha anticipato Mauri. "Stiamo valutando diversi 'dossier' per eventuali acquisizioni in tal senso", ha affermato il manager. 

Oltre a una crescita importante sui ricavi digitali, che ora rappresentano il 5% del fatturato totale ma, nelle intenzioni di Mauri, dovranno raggiungere almeno il 10%, il Gruppo punta, anche grazie all'aumento degli utenti, a un incremento delle attività di 'marketing service'. "In futuro una fonte sempre più importante di ricavi sarà la capacità di offrire agli investitori non solo contenuti, ma anche clienti il più possibile profilati. Per questo motivo, stiamo potenziando molto il CRM e le operazioni legate ai big data: attualmente disponiamo di un'enorme quantità di dati che però non è adeguatamente valorizzata. Abbiamo riunito sotto un unico cappello le attività legate a Kiver, a Cemit e agli abbonamenti, in modo da rendere più efficiente quest'area di attività che diventerà per noi sempre più strategica", ha sottolineato Mauri. 

D'altra parte, anche sul fronte periodici il business sta già andando ben oltre le semplici testate cartacee. Emblematico il caso di Panorama, trasformatosi a tutti gli effetti un vero e proprio sistema: "Panorama d'Italia, da solo, ha fruttato nel 2015 oltre 4 milioni di euro di fatturato - ha affermato l'Ad del Gruppo Mondadori - . Una dimostrazione del fatto che, pur mantenendo il focus sulla rivista, non ci si può fermare ad essa, ma bisogna allargare il raggio d'azione anche ad altre attività". 

Per quanto riguarda le previsioni per l'anno in corso, Mauri ha affermato: "Sul fronte dei Libri, ci aspettiamo nel 2016 una forte crescita lato trade, anche perché dovremmo beneficiare quest'anno dei cambiamenti messi in atto a febbraio 2015 (ovvero azioni di riduzione dei titoli novità e della tiratura media al fine di ridurre i livelli futuri di invenduto, ndr.). I primi segnali sono buoni, dal momento che nel primo bimestre abbiamo già registrato un leggero incremento". 

"In merito ai Periodici, oltre che sulle diffusioni e sull'advertising, puntiamo allo sviluppo di iniziative particolari, e crediamo di poter segnare nel 2016 un +2% - ha aggiunto il manager - . Bene la raccolta online: in Italia, stiamo registrando una crescita del +18% sui magazine. Stimiamo una crescita del +2% anche per l'area Retail, che sarà determinata dallo sviluppo di nuovi punti vendita in franchising e dall'apertura di due nuovi megastore. 

Grazie a questi risultati, il Gruppo Mondadori prevede una chiusura d'anno con ricavi flat. Prevista inoltre una ulteriore riduzione del debito del gruppo con una posizione finanziaria netta negativa per meno 170 milioni.

Ma torniamo al 2015, ripercorrendo nel dettaglio i risultati per ogni area di business. 

Il margine operativo lordo consolidato del Gruppo è risultato in significativo miglioramento nell’esercizio 2015 (+14%), attestandosi a 81,6 milioni di euro rispetto ai 71,5 milioni di euro del 2014, anche per effetto del contributo positivo di elementi non ricorrenti, quali le plusvalenze registrate dalle cessioni di un immobile sito a Roma e del 50% della joint venture Harlequin Mondadori.

Il risultato operativo consolidato dell’anno è pari a 54,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 48,2 milioni del 2014 di circa il 13% per effetto della citata crescita del margine operativo lordo. 

Al 31 dicembre 2015, il flusso di cassa operativo dell’anno è positivo per 70 milioni di euro;

LE AREE DI BUSINESS

LIBRI

Nel 2015 il mercato dei libri ha registrato, dopo anni di costante flessione, un incremento pari allo 0,9% rispetto al 2014 (fonte: GFK, a dicembre): in questo contesto il Gruppo Mondadori ha confermato la propria leadership nel segmento trade con una quota pari al 24% (rispetto al 25,3% nel 2014).

Per quanto riguarda invece il mercato dei libri scolastici, Mondadori Education si conferma terzo player del comparto con una quota adozionale pari al 12,5% (fonte: AIE).

Nel 2015 i ricavi dell’area Libri si sono attestati a 320,8 milioni di euro, in calo del 5,7% rispetto ai 340,1 milioni di euro dell’anno precedente, con una performance positiva dell’area Educational ed un calo registrato dal segmento Trade:

- Libri Trade: la contrazione dei ricavi registrata nel 2015 nel trade rispetto all’esercizio precedente (da 182,4 milioni di euro a 160,4 milioni di euro) è stata determinata dalla selettiva programmazione editoriale finalizzata a migliorarne l’efficienza e quindi la redditività; in particolare nel corso dell’esercizio sono state intraprese azioni di riduzione dei titoli novità e della tiratura media al fine di ridurre i livelli futuri di invenduto. Tali azioni mirate sono state e saranno intraprese mantenendo quale obiettivo prioritario la ricerca e il continuo miglioramento della qualità del piano editoriale, come dimostrato dalla classifica dei primi dieci titoli venduti nel 2015 che ha visto il Gruppo presente con 5 opere (Grey, La ragazza del treno, È tutta vita, After e Cinquanta sfumature di grigio);

- Libri Educational: il Gruppo ha registrato nel comparto una crescita del 2,8%, rispetto all’esercizio precedente, per effetto delle positive performance di Mondadori Electa (+17,5%) nell’ambito della gestione delle concessioni museali e dell’organizzazione di mostre, e anche del contributo di EXPO Milano 2015, che hanno più che compensato la flessione dei ricavi nel segmento della scolastica (-4,3%).

I ricavi relativi alle vendite degli e-book, pari a 10 milioni di euro, hanno registrato un incremento del 15% rispetto allo scorso esercizio, attestando il contributo delle vendite digitali sul totale trade al 6,2% (4,8% al 31 dicembre 2014).

PERIODICI ITALIA

Nel 2015 il Gruppo Mondadori si è confermato leader di mercato con una quota, a valore, pari al 31,2% al 31 dicembre 2015 (fonte interna Press-di; dicembre 2015).
Nel periodo in esame l’area Periodici Italia ha registrato ricavi complessivi per 296,3 milioni di euro, in calo del 2,1% rispetto ai 302,7 milioni di euro del 2014 (-4,9% a perimetro omogeneo, al netto dell’acquisizione del 50% di Gruner+Jahr/Mondadori), riportando un andamento superiore a quello del settore di riferimento in ambito pubblicitario e sostanzialmente in linea in ambito diffusionale:

- i ricavi diffusionali diminuiscono dell’1,7%; a perimetro omogeneo la flessione è pari al 7,5%, in linea con il mercato, anche per il calo del canale abbonamenti derivante anche dalla razionalizzazione degli abbonamenti a scarsa marginalità;

- i ricavi derivanti dai prodotti collaterali si riducono dell’8,8% rispetto al 2014, per effetto delle azioni di razionalizzazione delle iniziative, finalizzate a mantenerne la redditività (-10,6% a perimetro omogeneo);

- i ricavi pubblicitari complessivi risultano in calo dell’1,8%; a perimetro omogeneo la raccolta pubblicitaria lorda sui brand Mondadori in Italia (print + web) è in flessione del 3,7%.

Le attività internazionali, tramite Mondadori International Business, hanno registrato un aumento dei ricavi del 2,4% rispetto al 2014, principalmente riconducibile alle performance del Grazia International Network e al lancio delle edizioni internazionali de Il mio Papa.

I dati di traffico dei siti Mondadori mostrano un’audience complessiva pari a 9,5 milioni di utenti unici (fonte: Audiweb, dicembre 2015), in crescita del 16% rispetto al 2014, anche per effetto dell’inclusione nel perimetro del brand Nostrofiglio.it (Gruner+Jahr/Mondadori) che a dicembre 2015 contava oltre 1,3 milioni di utenti unici (+19% rispetto al 2014).

PERIODICI FRANCIA

Nell’esercizio 2015 l’area Periodici Francia ha evidenziato un andamento diffusionale in crescita rispetto all’esercizio precedente - grazie in particolare alla positiva performance degli abbonamenti - e una raccolta pubblicitaria migliore rispetto al settore di riferimento.

Nel periodo in esame i ricavi di Mondadori France si sono attestati a 334,6 milioni di euro, in diminuzione dell’1,9% rispetto al 2014 (340,9 milioni di euro), dimezzando il calo rilevato nell’esercizio precedente (-3,7% nel 2014).

La contrazione delle attività print si è infatti arrestata al 2,9%, mentre le attività digitali hanno registrato un’accelerazione della crescita (+27%) per effetto dello sviluppo delle attività digitali delle properties (+26%: ricavi pubblicitari e derivanti dalla vendita di copie digitali) e di NaturaBuy (+31%).

I ricavi pubblicitari di Mondadori France, in un mercato ancora in calo e nonostante un avvio d’anno particolarmente negativo a seguito degli attacchi terroristici di gennaio, hanno registrato una flessione del 3,3% (print e digitale) rispetto al 2014. In particolare:

- la raccolta pubblicitaria print è risultata in calo a valore del 5% rispetto al 2014, con una performance migliore rispetto al trend registrato dal mercato (-6,3%; fonte Kantar Media, a dicembre); Mondadori France si conferma secondo operatore nel mercato pubblicitario della stampa periodica con una quota a volume del 10,9%;

- i ricavi derivanti dalla pubblicità digitale hanno presentato una crescita di quasi il 30% (a fronte di un mercato in crescita del 5,5%; fonte SRI-Udecam-PwC), rappresentando quasi il 15% dei ricavi pubblicitari totali, per effetto del rapido sviluppo dell’audience (+20%).

I ricavi diffusionali (vendite in edicola e abbonamenti), che rappresentano oltre il 70% del totale, hanno registrato un calo complessivo dell’1,8%, in lieve miglioramento rispetto al trend dell’esercizio precedente, per effetto dell’andamento degli abbonamenti che rappresentano oltre la metà del totale.

L’audience complessiva delle testate di Mondadori France ha raggiunto un totale di 8,8 milioni di utenti unici (fonte: Mediamètre Net Ratings MNR, dato medio gennaio-dicembre 2015), in crescita del 23,8% circa rispetto al dato medio del 2014, anche per effetto della progressiva digitalizzazione dei team editoriali.

RETAIL

Nell’area Retail è proseguita la strategia tesa ad adeguare l’organizzazione e tutti i canali di vendita all’evoluzione del mercato, che nel 2015 ha mostrato primi segnali di ripresa, con azioni finalizzate alla riduzione dei costi operativi e alla progressiva revisione del network e del format.

Nell’esercizio 2015 l’area Retail ha registrato una flessione dei ricavi del 7,2%, pari a 196 milioni di euro rispetto ai 211,2 milioni di euro all’anno precedente, principalmente per effetto della cessione del flagship store di corso Vittorio Emanuele a Milano (che nel 2014 aveva contribuito per 14,2 milioni di euro). Nella categoria Libro, che ha rappresentato il 77% dei ricavi degli store, la market share di Mondadori Retail è pari al 14,2%.

SP