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Media Italia. Miss Italia 2009: alta la Miss, basso l'ascolto
Miss Italia 2009
Avevamo concluso l’articolo di ieri chiedendoci con curiosità quanto sarebbe durata la serata finale.
Ebbene è durata quanto lo scorso anno: troppo.
Si è conclusa infatti poco prima dell’una di notte, dopo una interminabile eliminazione di Miss che ha portato alle due finaliste.
Tuttavia, come si vede dal grafico 5 minuti per 5 minuti, anziché crescere spinto dalla aspettativa, l’ascolto già dopo mezzanotte ha subito una importante flessione e sono rimasti inchiodati stabilmente al teleschermo circa 4 milioni di individui veramente interessati a vedere chi avrebbe vinto.
Alla fine ha prevalso l’altissima calabrese Maria Perrusi (oltre un metro e ottanta) sulla campana Mirella Sessa.
Peccato che il risultato complessivo d’ascolto sia stato inversamente proporzionale all’altezza della vincitrice. La Finale, infatti, ha ottenuto un ascolto di 5,3 milioni nel minuto medio (share 28,1%), in calo di circa l’8% rispetto allo scorso anno.

Dal grafico si vede che dopo una buona partenza, grazie anche al traino della prima puntata della nuova edizione di Affari Tuoi, dalle 22.30 in poi l’ascolto è sceso ed è rimasto al di sotto dei livelli dello scorso anno. Senza voler infierire andando troppo indietro nel tempo, si pensi che nel 2005 la finale, sempre di lunedì, aveva ottenuto oltre 9 milioni di ascolto.
Nel complesso la media d’ascolto delle 3 puntate è stata di circa 4 milioni (share 24,8%).
Questo significa un ulteriore seppur piccolo calo (-1,8%) nel trend generale d’ascolto.


Potrebbe essere un segnale di frenata dell’emorragia di pubblico o una ulteriore conferma che, nonostante cambino i conduttori, le direzioni artistiche e i meccanismi di selezione ed eliminazione delle concorrenti, l’evento sta diventando sempre più di nicchia.
Non è un caso che Sipra abbia ridotto il listino degli spot pubblicitari rispetto allo scorso anno.
E non è un caso che ciò nonostante i break pubblicitari siano stati piuttosto leggeri (da 3 a 6 spot). (In allegato le tabelle in pdf)
Roberto Roseano
Research Director e Consigliere Media Italia

