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Mediaset entra nelle produzioni internazionali e punta a un 2014 flat per Premium. Pay tv: vicino l'accordo con partner in Italia e probabile uscita di scena in Spagna
A due anni dall'uscita definitiva da Endemol, il gruppo del Biscione decide di lanciarsi 'con forza' nella produzione di contenuti televisivi internazionali. Questa tra le maggiori novità annunciate alla presentazione dei palinsesti autunnali Mediaset. Sul fronte pay per l'Italia sembrerebbe vicino l'accordo con un partner industriale. Oltre ad Al Jazeera ci sarebbero più operatori interessati alla partnership. Tra due giorni (il 4 luglio) la scadenza per ridefinire l'azionariato di Digital+. Se Mediaset dovesse cederne il 22% a Telefonica per 350 milioni di euro, la vendita porterebbe il gruppo iberico a detenere l'intero pacchetto azionario della pay-tv.
In occasione della presentazione dei palinsesti televisivi del prossimo autunno (leggi news), il vicepresidente Mediaset Piersilvio Berlusconi ha illustrato le principali strategie del gruppo editoriale puntando il dito sulla crisi che da troppo tempo affligge l'Italia. Urgono per il figlio dell'ex premier riforme e si auspica che l'attuale governo non perda questa grande occasione per risollevare le sorti del nostro Paese. "La crisi che stiamo vivendo è troppo lunga. Non c'è più un minuto da perdere: come italiano e come imprenditore tifo per le riforme subito e per la fretta del governo. Renzi ha una chance unica e una grandissima responsabilità". Così Berlusconi Jr promuove a sorpresa il premier e lo definisce "il più bravo comunicatore dopo mio padre".
Tornando al Gruppo che dirige, Piersilvio ci tiene a puntualizzare che: "l'editoria negli ultimi cinque ha visto sparire il 34% degli investimenti pubblicitari. Noi abbiamo reagito mettendo in sicurezza l'azienda (620 i milioni risparmiati in due anni), ma non abbiamo mai smesso di investire su prodotto e tecnologie per non perdere il vantaggio competitivo che ancora oggi il mercato ci riconosce."
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Il Biscione vanta infatti un sistema di comunicazione a tutto tondo che ruota attorno a quattro punti cardine: una tv sempre più forte grazie ai 20 miliardi di euro investiti nell'industria dei contenuti negli ultimi dieci anni; un'importante connotazione web che ne fa il primo editore video con oltre 2,3 milioni di visualizzazioni al giorno (stimate in 700 mln totali per il 2014); una pay tv che risponde alle esigenze del pubblico con grandi eventi in diretta, streaming online e contenuti on demand; una sempre più ricca attività di produzione contenuti che, per la prima volta, sarà estesa oltreconfine.
Questa infatti una delle novità più rilevanti emerse dalla serata. A due anni dall'uscita definitiva da Endemol, Mediaset punta sulla produzione di contenuti televisivi internazionali. "Abbiamo deciso di entrare con forza nella produzione di contenuti internazionali: film, fiction e intrattenimento. Sono in corso colloqui con grandi player interessati a una collaborazione", ha annunciato Piersilvio. "Il progetto nasce dalla riflessione su quanto in Europa siano richiesti contenuti di qualità. Rispetto a Endemol la produzione sarà molto più focalizzata per l'Italia e la Spagna anche se poi puntiamo alla commercializzazione dei contenuti anche in altri Paesi".
Operazione che riguarderà una quota degli investimenti nella fiction di Mediaset in Italia e di Telecinco in Spagna (tra il 10% e il 15% di quanto le reti del biscione italiane e spagnole spendono oggi per i contenuti), unitamente a investimenti destinati al cinema, per realizzare importanti co-produzioni in grado di essere proposte ai grandi player internazionali in vari formati per più piattaforme.
Questa la strategia del Biscione, iniziando dal film di Daniele Lucchetti by Taodue, “Chiamatemi Francesco”, la cui versione integrale verrà trasmessa in due puntate su Canale 5, senza che passare dall'offerta pay dopo l'uscita dalle sale. Idem per “Tutta colpa di Freud”, commedia brillante che in sala ha totalizzato un box office di circa 8 milioni, che arriverà sulla rete ammiraglia in due puntate da 75 minuti.
Dopo il trionfo della Grande bellezza, Oscar per il miglior film straniero e grande successo televisivo - con quasi 9 milioni di telespettatori e il 36% di share per la prima tv in chiaro su Canale 5 il 4 marzo, a sole 24 ore dalla statuetta - coprodotto e distribuito da Medusa, il gruppo Mediaset ha un accordo con Paolo Sorrentino per i suoi prossimi due film.
Il primo dei due, La giovinezza, è già sul set dal 9 maggio. Il film, girato in inglese, ha un cast internazionale con Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda. È una produzione Indigo Film in collaborazione con Medusa Film per l'Italia con partner europei. L'uscita è prevista nella primavera 2015. In cantiere poi L'attesa, opera prima di Piero Messina, aiuto regista di Sorrentino, che farà da supervisore. Altri progetti di fiction sono in fase di studio ed elaborazione soprattutto a livello europeo, ma anche con partner d'Oltreoceano.
Sul fronte pay per l'Italia sembrerebbe vicino l'accordo con un partner industriale. Oltre ad Al Jazeera ci sarebbero più operatori interessati alla partnership, soprattutto in seguito al rafforzamento di Mediaset Premium dopo la recente assegnazione dei diritti tv in esclusiva per la Champions League per il triennio 2015-18 e la Serie A (leggi news). Operazione grazie alla quale Piersilvio ha dichiarato di aspettarsi il passaggio di "centinaia di migliaia" di abbonati da Sky a Premium: "Ci attendiamo uno spostamento piuttosto netto". Anche perché la platea di abbonati a cui si rivolgono le due piattaforme oltre a essere satura non è certo così ampia: 3,5 milioni sono abbonati calcio di Sky (su un totale di 4,7 milioni di clienti), 1,6 quelli di Mediaset (su un totale di circa 2 milioni).
Dal 2015 il Biscione spenderà 593 milioni di euro l'anno solo per il calcio. Considerando dunque che nel 2013 i ricavi caretteristici della società si attesano sui 550 milioni, per mantenere intorno ai 20 euro la spesa media mensile dei suoi utenti dovrà portare la base abbonati al calcio oltre quota 2,5 milioni. Ma Berlusconi non pare preoccupato.
Intanto però il 2014 rappresenterà per Mediaset Premium una stagione transitoria in cui non trasmetterà la Champions, mentre avrà i diritti tv dell'altra competizione calcistica continentale, l'Europa League. Ragione per cui ha precisato il vicepresidente Mediaset: "Il nostro obiettivo su Premium per l'anno in corso è di avere ricavi flat sul 2013. Ma è una sfida".
Alla luce di tutti questi elementi l'ingresso di un socio nella pay tv italiana non è più rimandabile: Premium non riesce a raggiungere i pareggio operativo e dal 2015 i suoi costi aumenteranno vertigionosamente proprio con Champions League e Serie A. Nonostante il gruppo si auguri di strappare "migliaia di abbonati a Sky", potrebbe essere necessario aumentare la spesa annua per abbonato nel calcio. E questo potrebbe non essere una scelta vincente.
Rimanendo nell'area dei contenuti a pagamento, diversa è la prospettiva del Biscione in Spagna. A quanto lascia intendere Berlusconi, il gruppo si starebbe preparando a lasciare le attività pay nella penisola iberica.
Il vicepresidente del Biscione non nasconde, infatti, che da parte degli spagnoli ci sia "la volontà di portare avanti il progetto pay da soli nel loro paese" e che anche lo stesso governo di Madrid temesse una partnership sulla pay che in futuro potesse aprirsi ad altri gruppi esteri (e in particolare ad Al Jazeera): "Non ci sono solo gli interessi di Mediaset. C'è la difesa di un ambito dove l'ingresso di stranieri, e non mi riferiscono a noi, non è visto come il massimo".
Il Biscione sembra, quindi, aver "trovato la strada giusta" per risolvere il riassetto di Digital+, la pay-tv spagnola partecipata anche da Telefonica. A due giorni dalla scadenza fissata per ridefinirne l'azionariato (4 luglio), se Mediaset dovesse cederne il 22% a Telefonica per 350 milioni di euro, la vendita porterebbe il gruppo iberico a detenere l'intero pacchetto azionario della pay-tv. Nel caso in cui le parti non raggiungessero un accordo, Mediaset Espana entro venerdì può decidere se rilanciare puntando a incrementare la posizione in Digital+ oppure esercitare il diritto di trascinamento cedendo la quota a telefonica per meno di 300 milioni o ancora mantenere il suo 22%.
MF

