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Mediaset: la pubblicità vola a +10% in aprile e cresce del 4,5% nei primi 4 mesi. Berlusconi: "Da Premium una bella plusvalenza"

Lo ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi nel corso dell'annuale Assemblea degli Azionisti Mediaset, commentando il buon andamento della raccolta nel 2016 in continuità con la soddisfacente performance messa a segno nel 2015 (adv a +1%). L'AD del Biscione ha ribadito inoltre che l'accordo con Vivendi, che prevede la cessione di Premium ai francesi e lo scambio azionario del 3,5% fra le due aziende, non è il primo passo per un disimpegno della famiglia Berlusconi dall'editoria. Infine amarezza per la maxi multa di 51 mln inflitta dall’autorità garante del mercato per l’assegnazione dei diritti tv di calcio, relativamente alla quale il Gruppo farà ricorso ai successivi gradi di giudizio.
 
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Tradizionale appuntamento con gli azionisti oggi, 27 aprile, per il management di Mediaset, che ha discusso i risultati relativi al 2015 (leggi news).  La conferenza stampa successiva è stata l'occasione per parlare dei progetti del Gruppo e fare il punto sull'andamento dei primi mesi del 2016.

Un inizio d'anno col botto per il Gruppo di Cologno Monzese che relativamente ai ricavi pubblicitari ha messo il turbo realizzando una performance positiva double digit in aprile (intorno al +10%) e totalizzando un +4,5% nel progressivo dei primi quattro mesi del 2016.  "I dati che abbiamo ci fanno guardare avanti con ottimismo. Il consensus parlava per il 2016 di un mercato al +2,5%. I nostri risultati essendo migliori fanno ben sperare sul fatto che nei prossimi mesi le cose possano andare molto bene" ha dichiarato l'Ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi.

Una aspettativa positiva sul futuro confermata dalle parole di Stefano Sala, Ad della concessionaria Publitalia, che a margine della conferenza ha commentato: "Anche il mese di maggio sta dando segnali positivi. E anche i mesi estivi non ci preoccupano grazie a un palinsesto sfidante (in arrivo una nuova fiction e una versione vip di Caduta Libera) messo a disposizione dall'editore a favore di una politica commerciale volta ad intercettare il target femminile, non avendo noi eventi sportivi. La buona performance pubblicitaria di Mediaset in Italia nel 2015 (+1%) e il fatto che da maggio dello scorso anno ad oggi abbiamo prodotto risultati positivi per dodici mesi consecutivi, costituiscono i giusti presupposti per essere fiduciosi su un futuro ancora in crescita a testimonianza dell'efficacia di un meccanismo innescato dalle strategie Mediaset degli ultimi due o tre anni che permette di creare valore."

Di creazione di valore si è parlato anche relativamente a Mediaset Premium, la pay tv del Biscione da poco passata di proprietà ai francesi di Vivendi (leggi news), relativamente alla quale Pier Silvio ha dichiarato: "Premium ha creato molto valore. La sua cessione a Vivendi ha generato una bella plusvalenza per Mediaset per il bilancio 2016. Solo togliendo il costo della banda che avremmo comunque dovuto pagare, la differenza tra costi e ricavi di Premium in questi anni è di 244 milioni: oggi portiamo a casa 750 milioni (dalla cessione) per cui fate voi i conti. Non c'è nessuna dote a Vivendi nell'operazione, il valore di Premium è quello: il doppio di Rcs? il doppio dell'Espresso? il doppio di Mondadori? Quando è stata creata Premium aveva 100 milioni di cassa dentro che fanno parte del suo valore”. Relativamente all'andamento del business della pay tv Berlusconi ha sottolineato: “I diritti Champions sono costati 605 milioni in tre anni e la Champions già nel primo anno sarà probabilmente in utile. Gli abbonati sono oltre 2 milioni e nei primi mesi i ricavi sono in crescita del +20%”. 

Mediaset continuerà a produrre canali e contenuti per la pay tv, a raccogliere pubblicità per i canali a pagamento e a fornire capacità trasmissiva sui propri mux. E in merito a un possibile passaggio di Premium sul satellite "non è ad oggi una mossa conveniente ne a livello economico ne commerciale. Per il futuro la decisione spetterà a Vivendi" ha commentato Berlusconi.

Rispondendo poi a un'azionista sull'ipotesi che ci possa essere un disimpegno della famiglia Berlusconi dopo l'intesa con i francesi, l'Ad ha affermato: "Assolutamente no: l'accordo con Vivendi conferma il nostro impegno per costruire qualcosa di ancora più grande. L'impegno della mia famiglia nel settore editoriale sia televisivo sia della carta stampata rimane immutato". 

Dall'accordo Mediaset-Vivendi, che prevede il vicendevole scambio azionario del 3,5%, "i primi frutti in termini di prodotto e alleanza OTTV si vedranno a inizio 2017. Relativamente ai risultati economici ci vorrà un po' di più" ha concluso Pier Silvio.

Operazione Vivendi a parte, molta amarezza è stata palesata per la maxi multa di 51 milioni di euro inflitta dall’autorità garante del mercato per l’assegnazione dei diritti tv della Serie A 2015-2018. Fedele Confalonieri ha dichiarato a tale proposito: “C’è da restare allibiti. Penso che l’Antitrust dovrebbe essere a tutela del mercato, di quello reale, non di quello ipotetico. Un’autorità che nel 2014 certifica un’ipotesi di assegnazione, autorizzando la sub licenza, e trascorsi due anni dice che la Lega non poteva procedere a quella assegnazione, è un’autorità che sta tutelando la concorrenza? O piuttosto sta creando condizioni d’insicurezza e d’incertezza per le imprese?"

A queste consideraqzioni il presidente di Mediaset ha aggiunto: "il tutto con uno super sconto per Sky (che ha pagato una multa di soli 4 milioni di euro), ottenuto per la collaborazione". Confalonieri ha poi ribadito l'intenzione del Gruppo di Cologno Monzese di fare ricorso ai successivi gradi di giudizio, considerando le "evidenti falle che lasciano confidare nel ripristino di una situazione di diritto".

Maria Ferrucci