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Mediaset, nel primo semestre ricavi a 1,847 mld. In Italia nel periodo gennaio-luglio raccolta a +4% grazie ai Mondiali. Confalonieri lascia, ma resta presidente

Nel primo semestre nel nostro Paese ricavi pubblicitari lordi si sono attestati a 1.100,2 milioni di euro registrando una crescita del +2,2% sullo stesso periodo del 2017. Sul fronte degli ascolti, Mediaset è leader sul pubblico 15-64 anni con il 36,3% in prime time e il 34,7% di share nelle 24 ore. Il CdA del Gruppo, su proposta del vice presidente e amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi, ha approvato unanimemente l'accordo che prevede la risoluzione al 31 luglio 2018 del rapporto di lavoro dipendente dirigenziale con Confalonieri.

Il Consiglio di Amministrazione di Mediaset, riunitosi oggi, 27 luglio, ha approvato la relazione sul primo semestre 2018. Il Gruppo Mediaset chiude un semestre che consolida i buoni andamenti registrati nei primi tre mesi centrando gli obiettivi previsti: risultato operativo e utile netto positivi.  (Nella foto Pier Silvio Berlusconi, VP e AD Mediaset).

Da segnalare la crescita delle quote di mercato pubblicitario sia in Italia sia in Spagna nonostante la perdurante debolezza del comparto. L’incremento è anche dovuto all’ottima raccolta del mese di giugno generata dall’esclusiva dei Mondiali di Calcio Russia 2018 acquisita da Mediaset in entrambi i paesi di riferimento.

Si segnala inoltre che successivamente al 30 giugno 2018, oltre alla fase conclusiva dei Mondiali che ha registrato un grande successo editoriale e di ascolti, si è verificato un altro evento positivo per gli assetti economici della società. Il 16 Luglio 2018, Mediaset ha stretto una partnership con il fondo infrastrutturale F2i SGR che prevede la partecipazione nella nuova società che promuoverà un’Offerta Pubblica di Acquisto totalitaria sul capitale di Ei Towers Spa, società quotata di cui Mediaset detiene la partecipazione di controllo. In caso di successo, al termine dell’operazione Mediaset registrerà una significativa plusvalenza oltre a nuova cassa e al miglioramento della posizione finanziaria netta.

Tornando ai dati del primo semestre approvati oggi, l’andamento del Gruppo è sintetizzato nei seguenti risultati:
• I ricavi netti ammontano a 1.847,6 milioni di euro rispetto ai 1.845,7 milioni del primo semestre 2017.
In Italia, i ricavi sono stati pari a 1.340,4 milioni di euro rispetto ai 1.337,8 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. In Spagna i ricavi raggiungono 507,9 milioni di euro in linea rispetto ai 508,5 milioni del 2017. Determinante sui ricavi in entrambi i paesi l’andamento dei mercati pubblicitari. In Spagna, i ricavi pubblicitari televisivi lordi sono stati pari a 502,3 milioni di euro in linea con l’esercizio precedente (501,0 milioni di euro).

In Italia, i ricavi pubblicitari lordi si sono attestati a 1.100,2 milioni di euro registrando una crescita del 2,2% sui primi sei mesi 2017 (1.076,8 milioni di euro). Si tratta di un dato ancor più significativo se comparato al calo dell’1,4% del mercato pubblicitario italiano, dato calcolato da Nielsen per i primi cinque mesi del 2018 (gennaio-maggio) rispetto al pari periodo 2017.

• I costi operativi complessivi (costi del personale, altri costi operativi, ammortamenti e svalutazioni) ammontano a 1.674,7 milioni di euro rispetto ai
1.633,6 milioni di euro del primo semestre 2017. In Spagna sono stati pari a 355,5 milioni di euro rispetto ai 349,3 milioni di euro del 2017. In Italia i costi operativi complessivi sono stati pari a 1.319,3 milioni di euro rispetto ai 1.284,9 milioni del 2017, con una crescita del 2,7% per effetto del costo dei diritti e della produzione tv della prima fase dei Mondiali di Calcio.

• L’Ebit di Gruppo ammonta a 173,0 milioni di euro rispetto ai 212,1 milioni del precedente esercizio. In Italia l’Ebit è pari a 21,1 milioni di euro rispetto ai 52,9 milioni del 2017. In Spagna il dato segna 152,3 milioni di euro rispetto ai 159,2 milioni del precedente esercizio.

• Il risultato netto di Gruppo raggiunge i 42,8 milioni di euro rispetto ai 74,5 milioni di euro registrati nello stesso periodo del 2017.

• L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2018 è pari a 1.413,5 milioni di euro rispetto ai 1.392,2 milioni di euro alla pari data 2017 con una generazione di cassa caratteristica di 132,7 milioni di euro rispetto ai 199,4 milioni del primo semestre 2017. Sulla differenza ha inciso in particolare lo sfasamento tra i costi dei diritti dei Mondiali di calcio già integralmente sostenuti e gli incassi degli spazi pubblicitari che avverranno nel secondo semestre dell’esercizio. Nel periodo sono stati inoltre sostenuti investimenti in aggregazioni d’impresa da parte di Ei Towers pari a 36,5 milioni di euro oltre a 127,5 milioni di euro per dividendi distribuiti sia in Italia sia in Spagna da EITowers e Mediaset España.

Ascolti televisivi. Nei primi sei mesi 2018 le reti Mediaset confermano una netta leadership sul target commerciale sia in Italia sia in Spagna in tutte le fasce orarie. In Italia, Mediaset è leader sul pubblico 15-64 anni con il 36,3% in prime time e il 34,7% di share nelle 24 ore. Canale 5 è la rete italiana più vista sul target commerciale in tutte le fasce orarie con il picco d’ascolto in prime time (18,1%).

In Spagna, le reti televisive Mediaset España mantengono sul target commerciale la leadership assoluta nelle 24 ore con il 31,2% di share. Telecinco si conferma rete spagnola più vista nelle 24 ore (14,2%) sul totale individui.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Nei primi sette mesi, l’andamento dei ricavi pubblicitari in Italia consolida il trend positivo grazie all’ottimo contributo della raccolta di luglio, mese decisivo della Coppa del Mondo di calcio Russia 2018. La crescita stimabile a oggi per il periodo gennaio-luglio 2018 rispetto all’analogo periodo del 2017 è pari a circa il +4,0%.

Per la restante parte dell’esercizio, si conferma una visibilità generale ancora molto bassa. Tuttavia, le organizzazioni di settore stimano una ripresa del mercato pubblicitario, qualora ovviamente non si verifichino problemi esterni quali incertezze politiche in Italia e Spagna o crisi internazionali.

Mediaset inoltre beneficerà dei primi effetti positivi della digital transformation dell’offerta pay avviata nel corso nel primo semestre in linea con quanto annunciato lo scorso anno al mercato con le Linee guida 2020. Sulla base di tali evidenze, si conferma l’obiettivo di conseguire al termine dell’esercizio
un risultato operativo e un risultato netto consolidato positivi. Si segnala che il Risultato netto potrebbe ulteriormente incrementarsi per effetto della
plusvalenza generabile qualora venisse perfezionata la citata Offerta Pubblica di Acquisto totalitaria sul capitale di EI Towers.

In una nota emessa il giorno stesso della riunione del CdA il Gruppo di Cologno annuncia di aver concluso il suo rapporto di lavoro con Fedele Confalonieri, che comunque resterà presidente per i prossimi tre anni. Al manager, che possiede anche 400mila azioni Mediaset per un controvalore di 1,1 milioni di euro, andrà nel complesso una buona uscita di 15 milioni. 

Come si legge nella nota, il consiglio di amministrazione Mediaset ha accolto favorevolmente l'indicazione di Fedele Confalonieri (foto in  basso), confermato presidente della società dall'assemblea degli azionisti del 27 giugno scorso per il prossimo triennio, di risolvere il rapporto di lavoro dipendente dirigenziale pur mantenendo il suo incarico.

Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset

 Il CdA su proposta del vice presidente e amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi, ha approvato unanimemente l'accordo che prevede la risoluzione al 31 luglio 2018 del rapporto di lavoro dipendente dirigenziale con la corresponsione di una «integrazione al trattamento di fine rapporto» pari a 6,5 milioni di euro lordi (inclusivo del patto di non concorrenza) in applicazione delle norme contrattuali.

Prevista la determinazione sin d'ora di un «trattamento di fine mandato» (da corrispondersi nel momento in cui dovesse cessare o non essere rinnovato nel suo attuale incarico) pari a 8,5 milioni di euro lordi, anche a riconoscimento del contributo straordinario fornito dal presidente fin dalla fondazione del gruppo.

«L'accordo raggiunto con il presidente consente di risolvere in forma consensuale il rapporto di lavoro dipendente e pertanto di contenere i costi a carico della società ad esso connessi. Non vengono modificati gli assetti organizzativi e le deleghe conferite al Presidente che continuerà ad assicurare, senza soluzione di continuità il suo prezioso contributo alla vita del gruppo» spiega la nota. 

SP