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Mediaset produce la prima serie tv su Papa Bergoglio, la lancia su Canale 5 e vende a Netflix i diritti per tutto il mondo, Europa esclusa. Per il Gruppo chiusura d'anno in positivo
Per Mediaset uno dei maggiori sforzi produttivi: 15 milioni di dollari, 16 settimane di riprese ad opera di Taodue tra Argentina, Germania e Italia con un cast di attori internazionali e oltre 3.000 comparse. Questi i numeri del progetto dedicato al racconto della vita di Papa Francesco ideato, prodotto e totalmente finanziato dal gruppo di Cologno Monzese, con la regia di Daniele Luchetti, che ha debuttato sul grande schermo un anno fa con la distribuzione da parte di Medusa in 700 sale del film 'Chiamatemi Francesco'.
È il racconto emozionante e coinvolgente che ci farà conoscere il percorso che ha portato un figlio di emigrati italiani in Argentina a diventare la guida della Chiesa Cattolica. Si parte dalla vocazione di Bergoglio, ragazzo peronista degli anni Cinquanta, passando per la dittatura militare argentina, per cui ha ricevuto molte accuse di connivenza, arrivando all’esilio in Germania negli anni Ottanta, fino all’elezione a Papa il 13 marzo 2013.
Parte di questa grande operazione, 'Francesco - Il Papa della gente' è la prima serie tv al mondo sulla vita di Papa Bergoglio che in Italia fa il suo debutto in chiaro con due serate evento da 100 minuti ciascuna su Canale 5 il 7 e l'8 dicembre, con grande orgoglio dei vertici Mediaset.
Come precisato dall'Ad Mediaset Piersilvio Berlusconi in occasione della proiezione in anteprima alla stampa, "Il film è uscito un anno fa con ottimi riscontri sia di pubblico sia di critica e non è ancora mai passato in tv, nemmeno in pay. La serie che invece presentiamo oggi è un prodotto totalmente originale, con una sceneggiatura dedicata, e rappresenta un inedito assoluto. Per questo siamo onorati di portarla in prima tv nelle case degli italiani."
Un progetto con una chiara ambizione internazionale ripagata dall'acquisto da parte di Netflix per l'utilizzo streaming in tutto il mondo, Europa esclusa in virtù dell'accordo stipulato con Vivendi per dare vita alla piattaforma di contenuti paneuropea di cui il numero uno di Mediaset rivendica tuttora la paternità e che rimane nelle intenzioni del Biscione a prescindere da come si risolverà la querelle con i francesi di Bollorè.
"Avevamo tenuto fuori dall’accordo il Vecchio Continente, in vista dell’accordo con Vivendi" ha ricordato Piersilvio, "che prevedeva un soggetto di broadcasting paneuropeo tra Francia, Italia, Germania e Spagna e ci sembrava un’ottima dote da portare. Poi l’accordo, non per causa nostra è saltato, così ora venderemo la fiction anche in Europa per conto nostro. In Spagna e Portogallo l’abbiamo già fatto. La piattaforma europea di contenuti a pagamento era una nostra idea e ci stiamo lavorando comunque anche per contrastare l’arrivo di colossi come Amazon e Google. Stiamo valutando altri partner per realizzare il progetto. Sicuramente saranno dei broadcaster."
Uno di questi potrebbe essere Sky? Piersilvio lo esclude almeno "per questa operazione".
Relativamente al caso Vivendi Berlusconi, dopo avere ricordato che c'è un procedimento legale in corso, non ha esitato ad esprimere la propria amarezza e delusione per come sono andate le cose: "Abbiamo subito un torto assoluto da parte di Vivendi. Quando a fine luglio ci è arrivata la loro lettera in cui chiedevano di ritrattare, è stato come un fulmine a ciel sereno e ancora oggi non sappiamo il perché. Avevamo negoziato l’accordo per quattro mesi e per altri quattro avevamo curato tutti i dettagli. I numeri di Mediaset Premium sono credibili, tant'è che Telefonica ha sottoscritto senza problemi l'aumento di capitale per la parte che le compete. Dopo l'accaduto, era normale che andassimo per vie legali chiedendo l’esecuzione dell’accordo, che era vincolante. Questa vicenda ci ha causato enormi perdite e un danno gravissimo".
Nonostante tutto Mediaset, dopo un brillante mese di novembre sul fronte della raccolta pubblicitaria, chiuderà l'anno con segno positivo. Risultato di cui Berlusconi va particolarmente fiero considerando che il 2016 è stato segnato da Europei di Calcio, Olimpiadi e l’avvento dei due nuovi canali generalisti Tv8 e Nove.
Maria Ferrucci

