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Metro, Giampaolo Roidi lascia la direzione a Stefano Pacifici. I giornalisti: "Fatto grave e inatteso, che pregiudica la trattativa con l'Editore"

Nel pieno della vertenza sindacale per affrontare le difficoltà del quotidiano, dopo l’annuncio dell’editore di una possibile chiusura della redazione di Milano, i redattori riuniti in assemblea hanno espresso preoccupazione alla notizia del cambio del direttore.

Il Fondatore e direttore di Metro Giampaolo Roidi, complice la trattativa sindacale in corso dopo l’annuncio dell’editore di una possibile chiusura della redazione di Milano, dopo 12 anni di onorato servizio lascia la guida del quotidiano free a Stefano Pacifici, già direttore di dnews

Come si legge sul sito FSNI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), l'assemblea dei redattori di Metro, nel pieno delle trattative per affrontare le attuali condizioni di difficoltà, ha appreso la notizia del cambio del direttore, dichiarandolo "Un fatto grave e inatteso, che rischia davvero di pregiudicare gli sforzi posti in essere per raggiungere un accordo con l'editore Mario Farina, in vista della riorganizzazione del lavoro".

Tutti i giornalisti del quotidiano free-press sono uniti nell'esprimere "grande preoccupazione per questo avvicendamento alla direzione" proprio nel pieno di una complessa vertenza sindacale e nell'esprimere il rammarico per l’uscita del direttore Roidi, fondatore e anima di questo giornale.

"Metro, che voi lettori trovate gratuitamente ogni mattina – dichiarano i giornalisti –, viene confezionato da anni con il 30% dei giornalisti in meno. Nonostante questo, i redattori responsabilmente nelle ultime settimane hanno tentato di tenere aperto un dialogo con l'editore Farina. Questo è l'ultimo capitolo di una vicenda che negli ultimi mesi ha visto la cessione di tutti i supplementi con il marchio Metro".

In questo scenario l'editore si appresta a chiedere una cassa integrazione al 50% per i giornalisti, con il trasferimento a Roma di tutti i colleghi milanesi e la chiusura della redazione di Milano. "Una prospettiva – conclude l’assemblea dei redattori di Metro - che non può essere accettata come punto di partenza per qualsiasi trattativa".