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'Please, Dont' Go': IL in edicola dal 18 marzo con dedica alla Gran Bretagna
Nel nuovo numero, il magazine di Idee e Lifestyle del Sole 24 Ore racconterà delle 101 ragioni per chiedere agli inglesi di non lasciare l’Europa. Tra gli altri temi quello del rapporto tra gli islamisti e le donne, della manifattura italiana che non si ferma ai settori di fashion, furniture, food e Ferrari, delle macchine agricole per le fattorie statali in Cina e dello stadio Engenhão per le Olimpiadi di Rio. Una serie di storie italiane da esportazione. A supporto una campagna pubblicitaria realizzata internamente e pianificata sui mezzi del Gruppo 24 Ore.
IL, mensile del Sole 24 Ore dedicato alle Idee e al Lifestyle, torna in edicola con il quotidiano da venerdì 18 marzo e dedica la storia di copertina alla Gran Bretagna (titolo in prima 'Please, don’t go'), paese che per ragioni culturali e sentimentali, ha influenzato l’Europa e l’Italia in particolare.
Un legame, quello con il Regno Unito, fatto di ispirazione sui principi economici - più liberalismo e meno protezionismo - e politici - maggiori diritti e minore autoritarismo -, di influenze musicali e di ispirazioni culturali.
IL racconta di questo legame presentando, assieme alle '101 ragioni per cui non possiamo non dirci britannici', una serie di dati e di scenari in vista del referendum di giugno.
Sul nuovo numero anche un’analisi su un tema di grande attualità, quello del rapporto tra gli islamisti e le donne, e delle risposte che l’Occidente (non) sa dare.
Dimostrando, con il dibattito fatto di distinguo, imbarazzi e accuse di islamofobia seguito ai fatti di Colonia, agli articoli dell’algerino Kamel Daoud e al caso delle statue velate, che saremmo incapaci di difendere diritti e libertà individuali.
Spazio poi all’altro Made in Italy, con storie sulla manifattura italiana che non si ferma ai settori di fashion, furniture, food e Ferrari, le quattro F celebrate nel mondo che però producono il 22% del nostro export.
Dalle macchine agricole per le fattorie statali in Cina ai sistemi di smistamento per i centri postali di Royal Mail nel Regno Unito sino all’anello dello stadio Engenhão per le Olimpiadi di Rio, il magazine racconta una selezione di storie italiane da esportazione.
Una realtà di grande importanza se si pensa che, nel 2015, questo 'altro Made in Italy' ha generato un volume di esportazioni per oltre 322 miliardi di euro.
A supporto del magazine è prevista una campagna pubblicitaria realizzata internamente e pianificata sui mezzi del Gruppo 24 Ore.
AR
Un legame, quello con il Regno Unito, fatto di ispirazione sui principi economici - più liberalismo e meno protezionismo - e politici - maggiori diritti e minore autoritarismo -, di influenze musicali e di ispirazioni culturali.
IL racconta di questo legame presentando, assieme alle '101 ragioni per cui non possiamo non dirci britannici', una serie di dati e di scenari in vista del referendum di giugno.
Sul nuovo numero anche un’analisi su un tema di grande attualità, quello del rapporto tra gli islamisti e le donne, e delle risposte che l’Occidente (non) sa dare.
Dimostrando, con il dibattito fatto di distinguo, imbarazzi e accuse di islamofobia seguito ai fatti di Colonia, agli articoli dell’algerino Kamel Daoud e al caso delle statue velate, che saremmo incapaci di difendere diritti e libertà individuali.
Spazio poi all’altro Made in Italy, con storie sulla manifattura italiana che non si ferma ai settori di fashion, furniture, food e Ferrari, le quattro F celebrate nel mondo che però producono il 22% del nostro export.
Dalle macchine agricole per le fattorie statali in Cina ai sistemi di smistamento per i centri postali di Royal Mail nel Regno Unito sino all’anello dello stadio Engenhão per le Olimpiadi di Rio, il magazine racconta una selezione di storie italiane da esportazione.
Una realtà di grande importanza se si pensa che, nel 2015, questo 'altro Made in Italy' ha generato un volume di esportazioni per oltre 322 miliardi di euro.
A supporto del magazine è prevista una campagna pubblicitaria realizzata internamente e pianificata sui mezzi del Gruppo 24 Ore.
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