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Rai chiede a Sky il nome degli abbonati. In cambio stop ai programmi criptati sul satellite

La piattaforma di Murdoch risponde no e invoca la privacy degli abbonati: "E’ inoltre a dir poco sorprendente che questa richiesta sia la condizione per porre fine ai criptaggi dei programmi Rai sui decoder Sky, visto che già due sentenze, dal Tar del Lazio (del 2012) e del Consiglio di Stato (del 2013), hanno ribadito che l’azienda televisiva di servizio pubblico deve rispettare il principio di universalità, di neutralità tecnologica e di non discriminazione”.


 

La RAI (in foto il Dg Gubitosi) vuole i nomi di chi non paga la tassa sul televisore ma ha l'abbonamento al satellite e in cambio promette di non criptare più i programmi sulla piattaforma della Pay-tv. La Tv di Murdoch risponde no e invoca la privacy degli abbonati. Una querelle che va avanti da un po' di tempo e che viene riassunta in un articolo da La Stampa, in cui se ne descrivono gli ultimi sviluppi.

Primo fra tutti la replica della Pay tv alla richiesta della Tv di Stato: “Sky non violerà mai la privacy dei propri abbonati. La richiesta della Rai di avere accesso alle informazioni sensibili degli abbonati Sky per verificare il pagamento del canone è quindi irricevibile. E’ inoltre a dir poco sorprendente che questa richiesta sia la condizione per porre fine ai criptaggi dei programmi Rai sui decoder Sky, visto che già due sentenze, dal Tar del Lazio (del 2012) e del Consiglio di Stato (del 2013), hanno ribadito che l’azienda televisiva di servizio pubblico deve rispettare il principio di universalità, di neutralità tecnologica e di non discriminazione”.

Sul quotidiano torinese anche la controreplica di viale Mazzini: “Nessuna violazione della privacy. Noi non chiediamo di accedere alla banca dati degli abbonati Sky. Ma, ricordando che il canone Rai è una tassa che si paga per il solo fatto di possedere un televisore, a Sky chiediamo di non aiutare la Rai, ma di verificare se, tra i loro abbonati, ci sono situazioni fuori legge. In caso affermativo non dovrebbero certo venire a dirlo a noi. Riteniamo che da parte di Sky sarebbe corretto esercitare, per lo meno, una sorta di moral suasion sugli abbonati che non dovessero risultare in regola con il canone”.