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Rai, il piano di Renzi: Tg3, Tg locali e RaiNews accorpati nel segno del risparmio

Il progetto, si legge sul Messaggero, sarebbe pronto: il 23 luglio verrà presentato in un pre-cda informale in attesa del parere dei consiglieri, poi dopo l'estate potrebbe prendere corpo la riforma vera e propria. In base ai piani, volti all'ottimizzazione, sarebbero tolte le edizioni dei giornali di mezza sera e  tutte le sovrapposizioni. Verrà ripensata anche l’informazione locale, ma resteranno gli switches per le edizioni dei tg locali delle 12 e delle 19. Per la Berlinguer si profilerebbe la conduzione di Ballarò al posto di Floris passato a La7.
Matteo Renzi pronto a rivoluzionare l'informazione Rai, partendo dalla terza rete e dal Tg3, dove Bianca Berlinguer, l'attuale direttrice, dovrebbe sacrificare qualcosa ma potrebbe essere prescelta per la conduzione di Ballarò dopo il passaggio di Giovanni Floris su La7. 
Come riporta il Messaggero, il primo progetto al quale lavorano da più di un mese Nino Rizzo Nervo, presidente del Centro studi di giornalismo televisivo di Perugia, Valerio Fiorespino, direttore delle Risorse Umane e Carlo Nardello, direttore dello Sviluppo strategico, prevede l'accorpamento del Tg3, Rainews e tg locali. Con l'obiettivo di risparmiare, ci sarebbero così meno direttori, meno vice,  via  l'edizione dei telegiornali di mezza sera e  tutte le sovrapposizioni.

L’attuale RaiNews, guidata da Monica Maggioni, dovrebbe, secondo i piani, alimentare il Tg3. Verrà ripensata anche l’informazione locale, ma resteranno gli switches per le edizioni dei tg locali delle 12 e delle 19.

Il progetto, si legge sul Messaggero sarebbe pronto: il 23 luglio verrà presentato in un pre-cda informale in attesa del parere dei consiglieri, poi dopo l'estate potrebbe prendere corpo la riforma vera e propria.

In base a quanto trapela da alcune indiscrezioni, dietro questo piano ci sarebbe anche lo zampino di Antonio Campo Dall’Orto, uno dei potenziali successori di Luigi Gubitosi, si dice, che immagina il servizio pubblico con una unica rete e il resto da destinare al mercato.

Il Tg1 manterrebbe la sua identità di Tg istituzionale anche se potrebbe inglobalre Rai Parlamento, il Tg2 resterebbe coerente con la sua vocazione al racconto di temi di costume e società e il Tg3 si connoterebbe per informazione politica ed economica e uno sguardo all'internazionale.