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Reti telefoniche mobili a rischio collasso

L'Italia è il secondo Paese europeo per diffusione della banda larga mobile: se non si interviene rapidamente, considerato l'alto tasso di diffusione degli smartphone, nel 2013 si rischia di arrivare alla saturazione. E' quanto si apprende da un'inchiesta pubblicata oggi, 29 ottobre, su Il Mondo. La soluzione? Gli operatori devono mettere mano al portafogli e ottimizzare le reti.
Chi non può più fare a meno del suo smartphone è avvisato: nel 2013 potrebbe non funzionare così bene come ora. Il motivo? La saturazione delle reti telefoniche mobili, un problema che sta diventando reale in Italia, secondo Paese europeo per diffusione della banda larga mobile.

Come si legge oggi, 29 ottobre, in un'inchiesta pubblicata su Il Mondo, il 2013 potrebbe essere davvero l'anno del crack per la nostra rete mobile. Le linee possono saltare, saturarsi, diventare inaccessibili, e tutto questo creerebbe non poche difficoltà, dal momento che oggi il cellulare è uno strumento sempre più indispensabile, non soltanto per le relazioni interpersonali, ma anche per le questioni di business.

Gli operatori hanno dunque un paio d'anni di tempo per porre rimedio al rischio concreto del blocco delle comunicazioni mobili. La soluzione è investire nell'ottimizzazione e nell'ammodernamento delle reti, per renderle più adatte ad assorbire il traffico dati in continuo aumento.

Nel 2009, come rilevato da Nielsen, più di un terzo degli utenti dotati di smartphone usava meno di 1 mega al mese, mentre ora i dati sono aumentati di un quarto. E la diffusione dei tablet e di nuovi prodotti digitali non fa che complicare le cose, dal momento che sempre più persone oggi usano Internet in mobilità per controllare la propria casella e-mail, scaricare video da YouTube, aggiornare il proprio profilo su Facebook e così via.

Telecom Italia stanzierà circa il 30-40% di 9 miliardi per rimodernare le sue reti. Nei piani dell'operatore, come riporta Il Mondo, la realizzazione di connessioni più veloci, inizialmente a Milano e Roma e poi anche nel resto del Paese, mille nuove celle gsm per la voce, 5 mila siti hspa+ (per dati ad alta velocità) e 250 siti Lte (Long term evolution), ovvero lo standard di quarta generazione che consentirà di ricevere dati a 100 mega al secondo.

Il problema della saturazione della rete non sembra preoccupare più di tanto Vodafone Italia, che dichiara di investire ogni anno un miliardo di euro per lo sviluppo della banda larga mobile e e l'aggiornamento delle infrastrutture di rete.

Dello stesso avviso anche Wind che spiega a Il Mondo di aver seguito da sempre una politica commerciale in linea con un uso normale e dunque sostenibile della banda mobile.

Sta di fatto che il problema del collasso esiste e va affrontato al più presto, se non vogliamo arrivare al 2013 con milioni di smartphone tanto tecnologici quanto inutilizzabili.

SP