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Gruppo 24 Ore: nei primi sei mesi le perdite toccano i 49,8 mln e la raccolta cala del 5,2% ( 59,9 mln). Si dimettono Squinzi e cinque consiglieri. Carlo Robiglio nominato presidente pro tempore
Bufera al Gruppo 24 Ore. Dopo la riunione del CdA del 30 settembre, che ha approvato la semestrale da cui è emerso un risultato netto negativo di 49,8 milioni di euro (che, riporta una nota, risente della svalutazione di imposte anticipate per 10,4 milioni di euro, e si confronta con un risultato negativo rideterminato di 11,7 milioni di euro del 2015), si sono dimessi il presidente Giorgio Squinzi e altri quattro consiglieri, Livia Pomodoro, Carlo Pesenti, Claudia Parzani e Mauro Chiassarini. Il giorno successivo si sono aggiunte le dimissioni di Maria Carmela Colaiacovo. Dopo il Cda, l’amministratore delegato Gabriele Del Torchio (nella foto a sinistra) ha accusato un malore ed è stato costretto ad un ricovero all'ospedale.

Intanto, oggi, 2 ottobre, il CdA del Sole 24 Ore, riunitosi con la presenza dei consiglieri Luigi Abete, Niccolò Dubini, Marcella Panucci, Carlo Robiglio, assenti l’Amministratore Delegato Gabriele Del Torchio ed il consigliere Maria Carmela Colaiacovo, ha nominato Carlo Robiglio (nella foto a sinistra) presidente pro - tempore e nominato il consigliere Luigi Abete Vice Presidente. Il Presidente Robiglio e il Vice Presidente Abete hanno accettato le rispettive funzioni pro tempore, dichiarando che saranno disponibili a ricoprire i suddetti incarichi soltanto fino alla prossima Assemblea;
La decisione dei consiglieri, si legge in una nota del Gruppo, è stata presa "anche in considerazione della richiesta avanzata dal socio di maggioranza (Confindustria, ndr), circa la disponibilità dei consiglieri a rimettere il proprio mandato - nell'interesse della società e della preservazione della stessa".
Più precisamente, secondo quanto riporta Primaonline, a portare a una così grave rottura sarebbe stata " la richiesta fatta dalla consigliera e direttora generale di Confindustria, Marcella Panucci, agli altri membri del cda, di dichiararsi disponibili a mettere a disposizione il mandato nel caso fosse necessario liberare qualche poltrona per eventuali rappresentanti di finanziatori ingaggiati dall’azionista di maggioranza, cioè da Confindustria".
Dalla semestrale è emerso il problema della urgente ricapitalizzazione del gruppo poichè il patrimonio netto di 28,2 milioni di euro non è sufficiente per garantire la continuità aziendale, come evidenziato dai revisori che, senza l’impegno dell’azionista, non avrebbero firmato la semestrale.
Il 27 settembre Squinzi aveva chiesto a Confindustria "la disponibilità a valutare positivamente il proprio sostegno ad un'operazione di rafforzamento patrimoniale per quanto di competenza".
Il 29 settembre, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, aveva inoltre assicurato "la disponibilità, per la percentuale di competenza, a valutare positivamente un'eventuale operazione di rafforzamento patrimoniale - finalizzata a ricostituire, fino al valore attuale, il capitale sociale nella misura in cui lo stesso potrà risultare eroso a seguito della esecuzione delle azioni che si renderanno necessarie per attuare il piano industriale - previo esame e condivisione da parte nostra dei termini, dei tempi e delle condizioni dei possibili interventi sul capitale". Inoltre, aveva aggiunto Boccia, "laddove gli altri soci non dovessero supportare la società per la percentuale di loro competenza, ci potremmo rendere disponibili a valutare anche la possibilità di attivare forme tecniche di intervento di importo equivalente". Nella stessa lettera l'azionista Confindustria aveva preso "atto della diponibilità a rimettere il mandato di amministratori laddove ciò fosse funzionale ad agevolare la realizzazione dell'operazione".
Ora Boccia, dovrà preoccuparsi di trovare finanziatori per dare nuove risorse finanziarie al Sole, e identificare nuovi candidati disponibili ad occuparsi della gestione del gruppo editoriale.
Veniamo ora ai risultati della semestrale del Gruppo di cui è AD Gabriele del Torchio.
I ricavi consolidati ammontano a 151,8 milioni di euro, e si confrontano con un valore pari a 165,4 milioni di euro dello stesso periodo del 2015* (-13,4 milioni di euro). Tale variazione, si legge nella nota stampa, è attribuibile per 6,6 milioni di euro al deconsolidamento delle controllate Newton Management Innovation e Newton Lab. Al netto della variazione di perimetro, i ricavi consolidati registrano un calo di 6,8 milioni di euro principalmente riconducibile al calo dei ricavi pubblicitari pari a 3,3 milioni di euro (-5,2%) e dei ricavi dell’area Cultura per 2,0 milioni di euro.
I ricavi digitali complessivi del Gruppo ammontano a 51,1 milioni di euro e sono pari al 33,6% del totale dei ricavi (erano pari al 31,5% nel primo semestre 2015) in calo dell’1,8% rispetto al 2015. I ricavi digitali da contenuto informativo ammontano a 37,3 milioni di euro pari al 56,4% dei ricavi da contenuto informativo rispetto al 53,4% del primo semestre 2015.
I ricavi diffusionali del quotidiano (carta + digitale) sono in linea rispetto al primo semestre 2015. In crescita di 2,2 milioni di euro i ricavi da contenuto digitale informativo del quotidiano e dei quotidiani verticali (+18,7%).
I ricavi pubblicitari, pari a 59,9 milioni di euro, sono in diminuzione di 3,3 milioni di euro (-5,2%) rispetto allo stesso periodo del 2015, principalmente per il venir meno di alcune concessioni di editori terzi, al netto delle disomogeneità di perimetro i ricavi dell’area sono in calo del 3,0%. Il mercato di riferimento registra nel complesso una flessione del 2,8% (fonte Nielsen gennaio – giugno 2016).
I ricavi dell’Area Cultura, pari a 10,1 milioni di euro, sono in calo di 2,0 milioni (-16,3%), rispetto al 2015, per il calo dei visitatori alle mostre.
Il Margine Operativo Lordo (ebitda) è negativo per 19,7 milioni di euro e si confronta con un risultato rideterminato negativo di 2,8 milioni di euro per il primo semestre del 2015. Tale variazione è dovuta principalmente al calo dei ricavi, a minori proventi operativi e a oneri non ricorrenti pari a 8,7 milioni di euro, di cui 5,5 milioni di euro relativi a oneri di ristrutturazione per future riorganizzazioni aziendali. L’ebitda al netto degli oneri non ricorrenti è pari a -11,0 milioni di euro.
Il risultato operativo (ebit) è pari -36,1 milioni di euro e si confronta con un ebit rideterminato di -10,3 milioni di euro nel 2015 ed include oneri non ricorrenti pari a 14,8 milioni di euro. L’ebit al netto degli oneri non ricorrenti è pari a -21,3 milioni di euro.
Il Gruppo chiude il primo semestre 2016 con un risultato netto negativo di 49,8 milioni di euro, che risente della svalutazione di imposte anticipate per 10,4 milioni di euro, e si confronta con un risultato negativo rideterminato di 11,7 milioni di euro del 2015.
Al netto degli oneri non ricorrenti il risultato netto è pari a -23,6 milioni di euro.
Il Gruppo al 30 giugno presenta un Patrimonio Netto pari a 28,2 milioni di euro, con una diminuzione di 59,0 milioni di euro rispetto al patrimonio netto al 31 dicembre 2015, pari a 87,2 milioni di euro, per effetto della perdita del periodo pari a 49,8 milioni, nonché per la riesposizione di alcuni dati comparativi e altre variazioni per complessivi 9,2 milioni.
La posizione finanziaria netta è negativa per 29,6 milioni di euro e comprende per 6,9 milioni di euro il debito residuo relativo al sale and lease back della rotativa di Bologna. La posizione finanziaria netta si confronta con un valore al 31 dicembre 2015 rideterminato negativo per 33,9 milioni di euro, in miglioramento di 4,3 milioni di euro grazie all’incasso anticipato del vendor loan pari a 24,5 milioni di euro.
Alla luce dei risultati economici, finanziari e patrimoniali rilevati nel primo semestre 2016, si legge nella nota stampa " si sono rese necessarie valutazioni da parte degli amministratori in merito alla sussistenza del presupposto di continuità aziendale.
I risultati negativi del Gruppo hanno peraltro sollevato le preoccupazioni del Cdr (leggi qui il comunicato sindacale).
Gli amministratori hanno approvato le linee guida del Piano Industriale 2016-2020 nel Consiglio del 27 settembre 2016, hanno ottenuto la disponibilità delle banche finanziatrici a ridefinire la struttura del debito e hanno ottenuto la disponibilità da parte dell’azionista di maggioranza a valutare positivamente un eventuale aumento di capitale. Pur in presenza di significative incertezze gli Amministratori hanno redatto la Relazione finanziaria semestrale sulla base del presupposto della continuità aziendale, in quanto ritengono che il Gruppo possa disporre di adeguate risorse finanziarie per continuare ad operare in futuro come entità in funzionamento". (In allegato il comunicato stampa completo).
EC

