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Urbano Cairo punta alla maggioranza di RCS con un'offerta pubblica di scambio. Obiettivo: "creare un grande gruppo editoriale multimediale"

Lo si legge nella nota con cui l'imprenditore, già azionista di minoranza, ha annunciato l'operazioneRepubblica ha stimato che, stando al valore attuale delle sue azioni, Rizzoli vale 287 milioni di euro. Ne consegue che l’offerta di Cairo, che riguarda almeno il 50 per cento più una delle azioni, corrisponda a un valore complessivo di circa 143 milioni di euro.
Urbano Cairo lancia un’Ops sulle azioni Rcs Mediagroup. E si appresta a diventare, se l’offerta andrà in porto, il primo socio del Gruppo editoriale di via Rizzoli.

La proposta prevede 0,12 azioni Cairo Communication per ciascun titolo Rizzoli apportato. Il che significa che ogni 8,333 azioni consegnate gli aderenti riceveranno 1 azione Cairo Communication. In virtù di questo, sulla base del valore dei due titoli del 7 aprile scorso, il corrispettivo riconosce una valorizzazione di circa 0,551 per ciascuna azione Rcs. Tale valutazione, rettificata per tener conto del pagamento di un dividendo di 0,20 per azione, risulta pari a 0,527 euro per ciascun titolo consegnato all’Ops. Il tutto potrebbe richiedere l’emissione di massimo 62 milioni di nuove azioni Cairo Communication.

Come riportato nel comunicato diffuso, l'operazione punta a "creare un grande gruppo editoriale multimediale, dotato di una leadership stabile e indipendente, e a rafforzare il profilo economico-finanziario di Rcs accelerandone il processo di ristrutturazione e rilancio". Cairo ha quindi spiegato di voler far leva sulla propria esperienza nell’esecuzione di complesse ristrutturazioni aziendali e sulle competenze maturate nella raccolta pubblicitaria e la capacità di crescita nel settore dei periodici, che gli hanno consentito di mantenere un’elevata profittabilità in un difficile contesto di mercato. Il tutto si dovrebbe realizzare mantenendo inalterato l’attuale assetto manageriale.

L’idea è di realizzare "significative efficienze nella gestione dei costi operativi di Rcs, anche semplificando la struttura societaria e di sviluppare i ricavi sviluppando le potenzialità della Rizzoli e di ristabilire l’equilibrio economico del gruppo". In quest’ottica, Urbano Cairo sottolinea che la proposta da lui avanzata consentirà ai soci del Corriere "di divenire azionisti di un gruppo con un miglior profilo finanziario, dotato di una maggiore flessibilità operativa e strategica per sostenere il rilancio di Rcs e la creazione di valore nel medio termine". In particolare, si legge nella nota, "considerando la posizione finanziaria netta ampiamente positiva di Cairo Communication" chi aderirà all’offerta diventerà socio di una realtà "che, in termini consolidati, presenterà un indebitamento finanziario netto significativamente ridotto" rispetto a quello attuale.

E i debiti di Rcs sono una delle condizioni sospensive per il buon esito dell’Ops assieme al raggiungimento di adesioni pari almeno al 50% più un’azione. Cairo chiede infatti che le banche rinuncino "incondizionatamente a qualsivoglia facoltà di richiedere il rimborso anticipato del debito in ragione del cambio di controllo". Allo stesso modo domanda che l’esposizione del gruppo venga di fatto “congelata” fino all’approvazione del bilancio 2017. Auspica sostanzialmente la firma di una sorta di accordo di stand still. Fatto salvo per le somme da rimborsare legate agli incassi della cessione di Rcs Libri. Tra gli aspetti chiavi dell’Ops c’è poi la volontà di mantenere quotato il gruppo Rcs: qualora dovesse divenire titolare di una partecipazione nel capitale sociale di RCS superiore al 90%, si riserverà di valutare se procedere o meno alla ricostituzione del flottante .

Nell’operazione Cairo è assistito da Banca Imi ed Equita come advisor finanziari e da Bonelli Erede come consulente legale.