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Visibilia Editore: nei primi sei mesi ricavi in calo, a quota 2 mln e raccolta in linea
Visibilia Editore, la società guidata da Daniela Santanchè, ha chiuso la prima metà dell'anno con ricavi pari a 2 milioni di euro, in calo rispetto ai 2,32 milioni dello stesso semestre dell'anno precedente. La perdita di 231mila euro, è in contrazione rispetto ai 444 mila euro di rosso dello stesso periodo del 2015.
I ricavi pubblicitari che ammontavano a 1.152 migliaia di euro nel primo semestre 2015 si attestano a 1.008 migliaia di euro nel primo semestre 2016, con una flessione di 144 migliaia riconducibile, si legge nella nota, all’aumento contrattuale della quota riconosciuta alla Concessionaria. Infatti i ricavi al lordo della quota sono in linea sia con il budget che con l’anno precedente con una performance migliore del mercato di riferimento che produce un -3% per la pubblicità periodica a livello nazionale.
I ricavi da edicola si riducono da 637 migliaia di euro del primo semestre 2015 a 519 migliaia del primo semestre 2016 (- 18%) mentre i ricavi da abbonamenti si riducono da 489 migliaia del primo semestre 2015 a 428 migliaia del primo semestre 2016 (- 14%), registrando una flessione in linea con quella del mercato di riferimento.
I costi di produzione del primo semestre 2016 complessivamente scendono di 625 migliaia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale riduzione è riconducibile in parte alla diversa riclassifica degli oneri straordinari di cui sopra, e in parte ad una riduzione di 294 migliaia dei costi per servizi (fra cui carta, stampa, borderò, costi generali) e di 229 migliaia dei costi del personale.
Grazie ai savings di costi iniziati l’anno scorso, a quelli implementati nel corso del primo semestre 2016 e a quelli che saranno effettuati fino al 31 dicembre 2016 si attende un EBITDA positivo a fine esercizio. L’EBIT è negativo per 169 migliaia di euro dopo aver accantonato ammortamenti pari a 189 migliaia di euro.
A fine giugno 2016 la posizione finanziaria netta evidenziava un debito pari a 2,7 milioni di euro, in peggioramento di poco meno di 400 mila euro rispetto al dato al 31 dicembre 2015.

