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World Press Trends 2014, John Elkann: 'Mobile First', il futuro dell'editoria è nei device mobili
Aperto ieri a Torino il 66° Congresso mondiale dei giornali, durante il quale i rappresentati dei media di tutto il mondo discutono dei modelli di giornalismo e delle prospettive del settore nell’era digitale. Secondo i dati del 'World Press Trends 2014', il mercato globale dei giornali è stato stabile nel 2013, con ricavi complessivi per 163 miliardi di dollari. La pubblicità su carta è scesa del 6% rispetto al 2012, mentre quella digitale è salita dell’11% (+47% in cinque anni). il Congresso ha tracciato un futuro digitale dell'informazione, soprattutto considerando la fruizione in mobilità, su smartphone e tablet. Come sottolineato dal presidente della Fiat e dell’editrice de La Stampa, in apertura del Congresso.
Il mondo dell’editoria si ritrova a Torino per il 66° Congresso mondiale dei giornali, un appuntamento che ogni anno viene ospitato in un Paese diverso e che quest'anno porta in Italia il centro del dibattito sul futuro dell'editoria, della carta stampata e non solo.Oltre mille protagonisti del settore dei media attesi al Lingotto, per presentare nuovi modelli di giornalismo e discutere le prospettive del settore nell’era digitale.
Wan-Ifra, l'organizzazione mondiale degli editori e dei leader dei media che promuove il congresso, ha presentato questa mattina a Torino il 'World Press Trends 2014', una mappa dell'editoria mondiale, per fare il punto della situazione e cercare di prevedere le strategie per la sopravvivenza di un settore in forte crisi.
Ecco i dati principali emersi dall'indagine. Il mercato globale dei giornali è stato stabile nel 2013, con ricavi complessivi per 163 miliardi di dollari. Un risultato dovuto soprattutto ai buoni segnali provenienti dai mercati asiatici e dal Medio Oriente, mentre l’editoria nel resto del mondo continua a mostrare un calo.
La circolazione dei quotidiani è cresciuta globalmente del 2% dal 2012 (in cinque anni -2%): nel mondo, 2,5 miliardi di persone leggono i giornali su carta e 800 milioni su piattaforme digitali.
La diffusione dei giornali, secondo il rapporto, negli ultimi cinque anni ha fatto registrare un +6,67% in Asia, +6,26% in America Latina e +7,5% in Medio Oriente e Africa. Nello stesso tempo, è calata del 10,25% in America del Nord, 19,59% in Australia e 23% in Europa.
La pubblicità su carta è scesa a livello mondiale del 6% rispetto al 2012, mentre quella digitale è salita dell’11% (+47% in cinque anni).
Anche se è ancora la carta stampata a rappresentare la quota maggire (93%), dei ricavi complessivi, il Congresso ha tracciato un futuro digitale dell'informazione (anche se al momento il digitale non è in grado di garantire un vero modello di business), soprattutto considerando la fruizione in mobilità, su smartphone e tablet. Come sottolineato da John Elkann, presidente della Fiat e dell’editrice de La Stampa, in apertura del Congresso."Se un terzo della popolazione mondiale si connette quotidianamente ad internet attraverso smartphone e tablet, per gli editori diventi prioritario il tema della comunicazione attraverso la tecnologia mobile e di come si riesce a presidiarla" ha dichiarato il manager.
"Dieci anni fa gli smartphone non esistevano, oggi ne vengono venduti circa un miliardo l’anno, un numero quattro o cinque volte superiore a quello di tv o pc e questo numero sta crescendo, tanto che c’è sempre meno gente che spende il proprio tempo guardando la tv, ascoltando la radio o usando il pc mentre sempre più gente parla, acquista, chatta attraverso gli smartphone. E ciò che è rilevante - ha proseguito il manager - è che queste persone attraverso dispositivi leggono le notizie che noi diamo loro, le condividono, e loro stessi creano informazione». Il futuro, ha sottolineato Elkann citando
il Rapporto Innovazione del NY Times è 'Mobile first'.
EC

