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Pignatti (Homina): "Il Contenuto batte l'Algoritmo"

Pubblichiamo su ADVexpress questo interessante intervento nel quale l' Amministratore delegato di Homina ribadisce la centralità del contenuto nell'attività di comunicazione delle aziende, per la quale risulta fondamentale anche l’analisi dei dati per valutare l’efficacia della strategia. Ne consegue la crescente importanza della figura del content creator. Algoritmi e intelligenza artificiale diventano da parte loro validi strumenti di supporto alla comunicazione.

Algoritmi e intelligenza artificiale sono validi strumenti di supporto all’attività di comunicazione, ma al centro ci deve essere il contenuto. Le imprese ne sono sempre più consapevoli: dopo l’abbuffata di investimenti in comunicazione squisitamente “tecnologici”, ora tornano a puntare sui contenuti. Axios, un sito di informazione statunitense, citato in un articolo del quotidiano La Stampa, ha titolato provocatoriamente: il mestiere del futuro è quello di Editor in chief , il direttore di giornali.

Che non si parli di giornali e giornalisti in senso stretto è chiaro, la figura di cui si sta parlando è quella del produttore di contenuti (content editor), un nuovo -  ma non nuovissimo - ibrido tra il giornalista in senso classico e il comunicatore tradizionalmente inteso. Le imprese hanno sempre più bisogno di narrarsi, di farsi conoscere non solo per i prodotti o i servizi che offrono ma per i valori che esprimono e per l’etica con cui operano. Per farlo devono diventare media company, comunicare!

Il passaggio successivo è stato il raggiungere la consapevolezza che non basta un profilo sui social o una vetrina web e che la totale disintermediazione può essere un boomerang. La comunicazione è strategica, va messa in mano a professionisti come accade per ogni altro settore dell’attività d’impresa. Ci sono dati che confermano il processo in corso e l’attenzione ai contenuti: il numero di persone che su LinkedIn dichiara di lavorare in ruoli di editor all’interno di aziende che non appartengono al settore media, è aumentato del 32% in 10 anni.

L’attenzione e l’intrattenimento delle persone/clienti/utenti si ottiene con il contenuto, con l’idea, non con lo strumento; con attività di lungo periodo, non effimere. Naturalmente la declinazione dei contenuti resta determinante: integrazione tra web e social (tenendo conto dello specifico linguaggio di ogni social), gestione editoriale di blog e web magazine con taglio informativo, newsletter, podcast.

Ed è fondamentale l’analisi dei dati per valutare l’efficacia della propria strategia.

L’attività del content creator deve essere, a sua volta, coordinata con quella dell’ufficio stampa tradizionale e del marketing per dare unitarietà e coerenza alla proiezione esterna dell’impresa.  

La buona immagine e la buona reputazione si costruiscono con contenuti che hanno riscontro nella realtà e con professionalità ancorate a solidi principi deontologici.
Nell’era della trasparenza, le operazioni di camouflage sono insensate e dannose.

Omer Pignatti
Amministratore delegato di Homina