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Scenari

IAB Europe, AdEx Benchmark Report 2025: la pubblicità digitale europea cresce del +10,5% e raggiunge 131,1 miliardi di euro trainata da Video, Social e Retail Media

IAB Europe ha presentato la ventesima edizione dell'AdEx Benchmark Report, lo studio di riferimento sullo stato della pubblicità digitale in 30 mercati europei. Nel 2025 il comparto ha raggiunto 131,1 miliardi di euro, in crescita del +10,5% rispetto all'anno precedente: un incremento più contenuto rispetto al rimbalzo del 2024, ma diffuso in modo omogeneo su tutti i 30 mercati censiti. A trainare il mercato sono soprattutto video, social e retail media, mentre l'Europa centrale e sud-orientale accelera a un ritmo doppio rispetto ai mercati più maturi.

Una crescita più misurata rispetto al forte rimbalzo del 2024, ma una chiara direzione di marcia: nel 2025 gli investimenti pubblicitari digitali hanno continuato a spostarsi verso canali e formati che riflettono i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, la crescente domanda di risultati misurabili e la convergenza tra media, commercio e tecnologia. È quanto emerge dalla ventesima edizione dell’AdEx Benchmark Report di IAB Europe, che copre 30 mercati europei e fornisce indicazioni dettagliate su investimenti e trend di crescita per canali, formati e paesi.

Il mercato pubblicitario digitale europeo è passato da 102,2 miliardi di euro nel 2023 a 118,6 miliardi nel 2024 (+16,0%) fino a 131,1 miliardi nel 2025 (+10,5%). Si tratta di un tasso di crescita che si colloca appena sotto la media di lungo periodo pre-pandemia, dopo il forte rimbalzo del 2021 (+30,5%) e gli anni di crescita più contenuta del 2019-2020.

Il confronto con gli Stati Uniti mostra un mercato europeo pari a circa la metà di quello statunitense (131,1 miliardi contro 260,5 miliardi di euro) ma con una crescita inferiore: +10,5% in Europa contro +13,9% negli USA nel 2025.

Il report segnala inoltre che l'outperformance del digitale rispetto ai media tradizionali è tornata ad accelerare nel 2025: il digitale è cresciuto di 17 punti percentuali in più rispetto agli altri media, contro i 13,7 punti del 2024, un divario alimentato dallo spostamento degli inserzionisti verso il digitale, dall'automazione basata sull'IA e dalla continua transizione verso il video digitale, sia in ambito social sia non-social. Va peraltro ricordato che Digital OOH e spesa per influencer marketing restano esclusi dal perimetro dello studio.

Display: il video traina la crescita, la spesa audio accelera

Il display (incluso video e audio, esclusi retail media e social) vale 21,9 miliardi di euro nel 2025, pari al 21,9% della spesa digitale totale, in leggero calo rispetto al 23,0% del 2024. Il Regno Unito resta il primo mercato display con 10 miliardi di euro, seguito da Germania (5,2 miliardi), Francia (2,6 miliardi), Italia (2,3 miliardi) e Spagna (2 miliardi).

Il segmento è trainato dal video, che cresce del 13,0% a 15,4 miliardi di euro, mentre il display 'standard' (banner, native, contenuti integrati, newsletter, affiliate) resta sostanzialmente stabile (-0,8%) a 15,5 miliardi. L'audio digitale cresce del +13,9% a 1,23 miliardi, con podcast (+16,7%) e altri formati audio come streaming musicale e radio via IP (+11,8%) entrambi sopra il tasso medio di mercato.

A livello europeo il video pesa ormai il 48,2% della spesa display, con punte superiori all'89% in Slovenia e oltre il 70% in Turchia e Ucraina; in Italia il video vale il 53,9% del display. La spinta arriva soprattutto da SVOD (+59,6%) e BVOD (+14,5%), mentre AVOD cresce del 9,6%. Anche il programmatic accelera (+10,9% a 15,8 miliardi di euro), spostandosi sempre più verso il video (+19,8%) a scapito del display non video (-1,2%).

Social: il video vale ormai la metà della spesa

La spesa social cresce del +19,2% a 35,5 miliardi di euro, trainata dal social video (+25,7% a 18,6 miliardi), che supera per la prima volta il social 'standard' (+12,9% a 16,9 miliardi) diventando il 52% del totale. Considerando insieme video display e social video, la componente video della pubblicità digitale europea raggiunge quasi 34 miliardi di euro (+19,6%) e pesa il 50% dello spazio combinato display e social.

Search e Retail Media: la spesa retail cresce quasi tre volte più veloce del search tradizionale

Il search resta il formato più rilevante, con 56,2 miliardi di euro e una crescita del +8,8%, pari al 35,2% della spesa digitale totale (in lieve calo rispetto al 36,5% del 2024). Al suo interno, il retail search cresce del +19,1% a 10 miliardi di euro, quasi tre volte più velocemente del search 'standard' (+6,8% a 46,2 miliardi), portando la propria quota sul totale search al 17,8%, dal 16,3% del 2024. Quattordici mercati registrano una crescita a doppia cifra nel search, guidati da Croazia (+64,2%), Turchia (+40,0%) e Ucraina (+25,0%).

Il retail media nel suo complesso (retail search più retail display) supera per la prima volta la soglia dei 13 miliardi di euro, attestandosi a 13,3 miliardi (+16,7%) e superando per la prima volta il 10% della spesa pubblicitaria digitale totale europea.

Classified & Directories: un mercato in trasformazione strutturale

Il comparto classified & directories cresce del +6,5% a 7,4 miliardi di euro, con Regno Unito (1,17 miliardi) e Germania (1,07 miliardi) che restano i primi due mercati, seguiti da Francia, Svizzera, Turchia e Polonia. Il quadro per paese è però molto eterogeneo, segno di una trasformazione strutturale del comparto: si va dal +67,1% della Turchia e dal +20,3% della Spagna fino a cali a doppia cifra in Danimarca (-5,9%) e Finlandia (-10,0%).

La classifica per paesi

Il mercato europeo resta fortemente concentrato: i primi tre paesi (Regno Unito, Germania e Francia) valgono il 62% della spesa digitale totale, che sale al 70% considerando i primi cinque (con l'ingresso di Spagna e Italia), all'88% per i primi dieci e al 95% per i primi quindici mercati. In termini assoluti, il Regno Unito guida con 46,9 miliardi di euro, seguito da Germania (21,6 miliardi) e Francia (12,7 miliardi); l'Italia si colloca al quinto posto con 6,03 miliardi di euro, dietro la Spagna (6,7 miliardi).

Nel dettaglio, la crescita del mercato italiano nel 2025 è stata del +9,8%, poco sotto la media europea (+10,5%) e vicina a quella di mercati maturi come i Paesi Bassi (+9,9%). Il display vale 2,26 miliardi di euro (+9,4%), con il video ormai al 53,9% della spesa display, sopra la media europea (48,2%). Il search si attesta a 1,51 miliardi (+6,9%, sotto il dato europeo), i classified & directories a 369 milioni (+9,1%). Nel confronto tra maturità e crescita dei mercati, l'Italia si colloca quindi tra i paesi a spesa pro capite elevata, ma con un ritmo di espansione più vicino ai mercati maturi dell'Europa occidentale che ai molto più dinamici mercati dell'Europa centrale e sud-orientale.

Complessivamente, tutti i 30 mercati coperti dallo studio sono cresciuti nel 2025 e 16 di essi a doppia cifra. I dieci mercati più dinamici appartengono tutti all'area CEE e SEE: in testa la Turchia (+37,0%), seguita da Serbia (+26,0%), Ucraina (+22,0%), Croazia (+20,7%), Polonia (+14,4%), Romania, Bulgaria, Slovenia, Ungheria e Repubblica Ceca. Applicando la correzione per l'inflazione a Turchia e Ucraina, il numero di mercati con crescita a doppia cifra scende da 16 a 14: la crescita reale della Turchia si riduce infatti all'1,6% e quella dell'Ucraina all'8,2%.

I commenti

«Il mercato pubblicitario digitale europeo – ha osservato la CEO di IAB Europe, Feehan Townsend – ha continuato a dimostrare resilienza e slancio in un contesto di incertezza macroeconomica, regolamentazione in evoluzione, pressioni geopolitiche e diversi livelli di maturità dei mercati nella regione. Guardando al futuro, le opportunità restano forti in video, CTV, retail media, misurazione, dati e uso responsabile dell'intelligenza artificiale. Ma a condizione che l'innovazione sia accompagnata da fiducia, trasparenza e accountability».

Secondo il Chief Economist di IAB Europe, Daniel Knapp, la crescita del mercato pubblicitario digitale, in un contesto di crescita del PIL europeo debole, incertezza sulle politiche commerciali e consumatori cauti, indica un elemento strutturale: «La pubblicità digitale si sta scollegando dal ciclo macroeconomico perché assorbe sempre più funzioni che un tempo appartenevano ad altre parti dell'economia, comportandosi come infrastruttura di vendita e vetrina commerciale, finanziata dalle aziende come si finanzia la distribuzione più che i media tradizionali».

Knapp osserva inoltre che nel 2025 l’effetto principale dell'intelligenza artificiale si è manifestato sul lato dell'offerta pubblicitaria – creatività più economica, ottimizzazione migliore, maggiore automazione, con guadagni di produttività che favoriscono in modo sproporzionato i piccoli inserzionisti – mentre gli effetti “secondari”, su comportamento di ricerca, acquisti agentici e allocazione dei budget tra i canali, sono solo agli inizi e saranno un tema centrale della prossima edizione del report.

 

In allegato, la presentazione completa: IAB_Europe_AdEx_Benchmark_2025_final.pdf

 

TR