Poltrone
Costa (Wpp)agli inglesi: in Italia si può anche investire
Il bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto, questa la sintesi del county manager della holding internazionale di fronte a una platea di imprese britanniche riunitasi a Milano il 31 gennaio.
Giovedì scorso si è tenuto un importante incontro a Milano presso la Camera di Commercio Britannica per l'Italia. Il pubblico era costituito da circa 120 manager in rappresentanza di una ottantina di aziende inglesi interessate a investire in Italia. A fare gli onori di casa il presidente John Law, a parlare delle opportunità, ma anche degli aspetti che rendono la società italiana spesso incomprensibile, Massimo Costa. Come noto, il country manager di Wpp, la holding inglese guidata da Martin Sorrell, non è mai stato prodigo di complimenti nei confronti del nostro paese. Nella serata di fine gennaio ha però ha saputo trovare anche argomenti positivi. La sintesi del suo intervento può essere rappresentata nel classico bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto. Le opportunità che il nostro paese può offrire agli investitori lsono diverse. Innanzitutto le profonde radici industriali (il nostro è il secondo paese manifatturiero d'Europa dopo la Germania), in secondo luogo l'affermazione dei cosiddetti 'distretti di eccellenza', costituiti dai poli della moda e del lusso, del design, dell'auto, dell'alimentare con industrie d'eccellenza quali Barilla e Ferrero.
La valorizzazione di tali eccellenze è, secondo Costa, un problema di comunicazione e di immagine che l'Italia, nel suo insieme, non riesce a trasmettere alla comunità internazionale.
Mentre riesce assai bene a comunicare la parte 'brutta' del paese come la mancanza di spirito di appartenenza, di una cultura condivisa e consapevolezza delle nostre possibilità.
Insomma, per il country manager di Wpp l'Italia offre grandi potenzialità ma si autolimita a causa di un campanilismo, sinonimo spesso di provincialismo, duro a morire.
Come se ne esce? Da un lato creando, appunto, modelli di comunicazione che sappiano evidenziare le nostre positività, dall'altro incoraggiando i giovani ad assumere una visione sempre più internazionale. La fiducia di Costa sta proprio nelle nuove generazioni che per fortuna rispetto al passato conoscono meglio le lingue e, grazie ai mezzi di comunicazione digitali, possono condividere la propria cultura con i coetanei di altri paesi.

