Poltrone

Jane Reeve: nella moda come nella comunicazione l’importante è fare squadra

Raggiunta al Pitti Uomo la ex ad di JWT parla per la prima volta alle testate di settore del suo nuovo, prestigioso incarico come ad della Camera Nazionale della Moda. Una sfida non facile, la sua, perché dovrà riuscire a introdurre una nuova mentalità in un sistema caratterizzato da grandi individualismi, per competere con le grandi armate francesi e inglesi. La comunicazione, digitale e non, sarà la sua arma di combattimento. 
In un clima non certo entusiasmante per il mondo della comunicazione c’è un manager che inizia una nuova, importante avventura in un ambito in questo momento decisamente più stimolante. Parliamo di Jane Reeve che da pochissimi giorni ha lasciato la carica di ad in JWT per sedersi sulla poltrona di amministratore delegato della Camera Nazionale della Moda alla quale è approdata dopo una lunga e approfondita ricerca curata da un’importante società di head hunting, la Egon Zehnder. Un incarico che va al di là della sfera istituzionale ed è, invece, finalizzato a uno scopo preciso: promuovere il sistema moda Italia che, nonostante le eccellenze individuali che riesce ancora oggi ad esprimere, manca di una visione comune e di una progettualità strategica che minacciano di farlo soccombere sotto il peso sempre più ‘schiacciante’ delle altre superpotenze della moda, dalla Francia all’Inghilterra, agli Stati Uniti, per non parlare dei paesi ormai emergenti soltanto di nome.

La sua è una battaglia dove gli altri ‘eserciti’ possono contare su investimenti decisamente più pesanti. Se il British Fashion Council ha un budget di 10 milioni di Euro (8,5 milioni di sterline) la Reeve può contare su, circa, 7 milioni e mezzo. Di cui 4,7 arrivano dalle quote associative e il restante dagli sponsor e dalla Camera di Commercio. In verità si tratta già un bell’incremento rispetto al passato.

Ufficializzato il suo passaggio lo scorso 26 settembre (leggi news), la troviamo già al lavoro. L’abbiamo raggiunta telefonicamente ieri a Firenze per il Pitti Uomo per raccogliere alcune battute, come si dice, ‘al volo’.

Allora, com’è il mondo della moda rispetto a quello dell’advertising? “Mi piace. Mi trovo in un ambiente che ha voglia di valorizzare un comparto, in maniera sistematica, al di là degli individualismi che pure nella moda sono fortissimi. Trovo importante che sia abbia la coscienza non solo che la moda è una voce molto importante per l’economia italiana, soprattutto in termini di export, ma che la competizione è ormai a livello globale. L’obiettivo che mi è stato assegnato dal presidente Mario Boselli e dal cda, che mi ha scelto all’unanimità, è quello di fare sistema per vincere la sfida a livello internazionale. In questo contesto la comunicazione ha e avrà un ruolo sempre più importante, perché dovrà valorizzare l’eccellenza della moda italiana”.

Per rimanere ancora in tema di comunicazione le opportunità offerte dal mondo digitale sono molto importanti per diffondere i contenuti a livello globale, giusto? “Certamente. L’asse digitale è la forma di comunicazione certamente più globale ed è alla portata di tutti i brand, grandi e piccoli. Per questo può aiutare in maniera particolarmente efficace a fare emergere l’eccellenza italiana, anche in vista di Expo 2015. Ma non solo di comunicazione digitale ci occuperemo. Utilizzeremo gli strumenti tradizionali e gli eventi in Italia e soprattutto all’estero dove intendiamo promuovere anche le piccole e medie imprese che operano nella moda”.

Per fare tutto questo occorrono molti soldi. La Camera nazionale della Moda conta su risorse in alcuni casi inferiori rispetto a quelle di altri paesi, Inghilterra in testa. “E’ vero, ma con il nuovo statuto e il riassetto organizzativo siamo riusciti già ad aumentare gli investimenti. Considero questo un segnale molto positivo”.

Oltre alla bravura Jane Reeve ha dalla sua un po’ di fortuna, cosa che non guasta mai nella carriera di un manager. Lo scorso novembre , quando si delineava la volontà di rilanciare in maniera concreta la moda italiana, Armani ha deciso di entrare nell’associazione. All’appello manca ancora Dolce & Gabbana. “Sì, quello di Armani è un segnale positivo molto importante, per quanto riguarda D&G vedremo, voglio essere ottimista”.

Il suo è un addio o un arrivederci al mondo delle agenzie? “Innanzitutto intendo salutare ancora una volta i miei ultimi compagni di viaggio come Sergio Rodriguez ed Enrico Dorizza, che sono certa sapranno andare avanti alla grande nel bellissimo lavoro che abbiamo fatto insieme”. In effetti, il 2013 è stato un anno particolarmente positivo dal punto di vista del new business: ultimo arrivato Divani&Divani by Natuzzi, preceduta da una sfliza di acquisizioni che, in ordine sparso vanno dalla riconquista del btl di Vodafone a San carlo, da Crodino a Unicredit, passando per Generali (istituzionale) e Sara Assicurazioni. “Se è un addio o un arrivederci non so - afferma la Reeve -, è certo che continuerò ad occuparmi di comunicazione da un altro punto di vista”.

E cosa si sente di dire alla business community? “Dico che la comunicazione è un mezzo che aiuta tutti i business, a livello locale e internazionale. In generale anche l’industria dell’advertising, nell’accezione più ampia, dovrebbe fare quello che stiamo cercando di fare qui alla camera della Moda, ossia organizzarsi in un sistema che si muova compatto per fare emergere il valore di quello che produce”.

In bocca al lupo Jane Reeve!

Salvatore Sagone