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Poltrone

Nel totonomine AgCom Stefano Quintarelli in corsa per la presidenza

La Twittersfera lo acclama come successore di Corrado Calabrò alla guida dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e Massimo Sideri sul Corriere della Sera lo definisce 'tecnico' tra i massimi esperti Internet in Italia. Il suo nome si unisce così all'ufficiosa lista di candidati alle poltrone di via Isonzo.
I sette anni (2005-2012) di mandato dell’Agcom dell’era Calabrò si concludono a metà maggio, passando alla storia come quelli della rivoluzione Internet. Per il presidente uscente è tempo di bilianci e in quello presentato in Parlamento viene ribadita la necessità di accelerare sulle reti di nuova generazione, una priorità assoluta per l'Italia. I dati della relazione mostrano che è cresciuto il peso delle telecomunicazioni sul Pil (2,7%), con il mobile che, grazie al boom di smartphone e tablet, vale ormai ben più della telefonia fissa. L’Italia vanta anche il primato del Paese con la più alta penetrazione di smartphone fra i giovani (47%). Nota dolente il ritardo del Bel Paese nel campo delle reti di nuova generazione, che secondo Calabrò costa tra l’1 e l’1,5% del Pil e per questo non è più rinviabile.

E l'arduo compito spetterà ai nuovi commissari (passati da 8 a 4 grazie all'articolo 23 del decreto Salva Italia) e al loro presidente. Da Rete e partiti richieste per procedure più trasparenti nei metodi d'elezione e profili professionali pubblici. Intanto al via il totonomine per l’authority che sembrerebbe annoverare più nomi di tecnici e ingegneri al posto di personaggi provenienti da politica o giurisprudenza.

Tra i rumor una delle nomination più gettonate è quella di Antonio Sassano, fra i massimi esperti di frequenze a livello internazionale, ordinario di ricerca operativa all’Università Sapienza di Roma, “padre” del piano frequenze 2010 e a lungo consulente di Agcom e del ministero delle Comunicazioni. Un altro superspecialista in corsa per le poltrone di via Isonzo, Maurizio Dècina, ingegnere elettronico, ordinario di Reti e Tlc al Politecnico di Milano, ex presidente della Fondazione Bordoni e direttore scientifico del Cefriel, che ha lavorato per Sip, Italtel, At&t.
 
Nell'ufficiosa lista anche i nomi di: Andrea Camanzi, Consigliere dell´Autorità per la vigilanza sui contratti e docente di economia e gestione delle imprese di comunicazione alla Luiss, Piero De Chiara, professionista della convergenza tv-Internet, attualmente in Telecom (broadband content market development) ed ex presidente di Dgtvi, Roberto Zaccaria, docente di istituzioni di diritto pubblico, ex presidente Rai oltre che consigliere di amministrazione dell’Ente cinema, Giovanni Valentini, editorialista del quotidiano la Repubblica, Antonello Falomi, ex senatore Pds e Ds, ora nel gruppo Misto, che si è occupato a lungo di Rai, e Giovanna De Minico, docente di diritto all’Università di Napoli e componente della fondazione Astrid. Per finire Antonio Martusciello, unico commissario rieleggibile perché entrato in Agcom solo negli ultimi due anni.

Per il successore di Corrado Calabrò, che verrà nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio (d’intesa con il ministro delle comunicazioni), sottoposta al parere con maggioranza qualificata delle competenti Commissioni parlamentari, voci di corridoio indicano fra i candidati Vincenzo Zeno Zencovich, docente di diritto comparato, che ha preso posizione a difesa del beauty contest e di Fabio Colasanti ex direttore generale della direzione della società dell’informazione dell’Ue.

A questi si sarebbe aggiunto Stefano Quintarelli (in foto). Massimo Sideri sul Corriere della Sera ne lancia la candidatura come tecnico tra i massimi esperti Internet in Italia, perfetto alla presidenza dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Una candidatura fortemente acclamata in queste ore dalla Twittersfera.

Secondo quanto si legge sul Corriere a firma di Sideri, per la prima volta in Italia pare che si stia svolgendo una vera e propria campagna su Twitter e nella bloggosfera per la presidenza di un’Authority. Una candidatura che potrebbe rivelarsi un passo avanti verso la trasparenza, a pochi giorni, tra le altre cose, dalla storica sentenza della Cassazione che cancella definitivamente quell’ignobile accusa di stampa clandestina per i blogger.

Il caso è quello di Stefano Quintarelli (@quinta su Twitter), blogger e giornalista, uomo “ombra” di molte delle iniziative di governo o parlamentari con la desinenza digitale, la cui candidatura alla presidenza sarebbe giunta sulla scrivania del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Quintarelli, ex imprenditore ora al gruppo Sole24Ore, è considerato persona competente un po’ in maniera trasversale avendo lavorato con Pd, Pdl e Lega, ed era già tra i nomi in circolazione per una delle poltrone da consigliere di nomina parlamentare.

Non tutti al Ministero dello Sviluppo sembrano convinti della fattibilità di una candidatura «tecnica», dunque in linea con l’anima di questo esecutivo, ma nella sostanza semi-sconosciuta ai vertici dei partiti. In ogni caso il passaggio chiave rimane quello presso la presidenza del consiglio di Mario Monti, dove peraltro lavora Antonio Catricalà che pure avrebbe pensato alla possibilità di andare all’Agcom. 

Alle camere il dibattito sul dopo-Calabrò è previsto per la prossima settimana. Una presidenza tecnica sarebbe giustificata invero dalla sempre maggiore complessità dei temi da affrontare quali la transizione delle telecomunicazioni sul digitale, o la difesa del Copyright sulla Rete, anche se il lodo politico delle frequenze televisive rimane la partita più importante.

MF