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Osservatorio Kampaay 2026: la 'long tail' dei micro-eventi aziendali guida la frammentazione della spesa MICE
Convention, congressi e grandi eventi continuano a rappresentare la parte più visibile della spesa MICE. A crescere, però, è soprattutto la cosiddetta "long tail" degli eventi aziendali: mini-meeting, incontri di formazione, team building e iniziative diffuse sul territorio che, pur avendo un valore economico contenuto se considerate singolarmente, nel loro insieme rappresentano una spesa frammentata e difficile da governare.
È quanto emerge dall'Osservatorio 2026 di Kampaay, realizzato sulla base di 1.593 eventi organizzati nel primo semestre 2026 per 150 aziende, distribuiti in oltre 500 città, comuni italiani e 12 Paesi esteri, che offre una fotografia dell'evoluzione del mercato e dei nuovi modelli di gestione della spesa eventi, del rapporto coi fornitori e del ruolo del procurement. Il campione comprende aziende di settori diversi, dall’assicurazione e finance, al mondo della consulenza e dei servizi professionali, dal pharma e healthcare, all’industria e manifattura.
"Per anni l'attenzione delle aziende si è concentrata soprattutto sui grandi eventi, quelli con budget importanti e processi consolidati – spiega Daniele Arduini, co-founder & ceo di Kampaay –. Oggi, invece, la crescita di questo mercato riguarda centinaia di iniziative distribuite nel corso dell'anno che, considerate nel loro insieme, rappresentano una categoria di spesa sempre più rilevante. È questa evoluzione che sta spingendo le aziende a ripensare il modo di organizzare e governare gli eventi."
La spesa MICE si frammenta in migliaia di iniziative
L’88,3% degli eventi aziendali rientra nella fascia dei piccoli e medi eventi con un valore compreso tra 5 e 10mila euro. Considerati singolarmente questi eventi hanno un impatto limitato, ma nel loro insieme rappresentano una componente sempre più rilevante della spesa aziendale.
“E’ chiaro che considerati singolarmente, questi appuntamenti sembrano avere un'incidenza limitata sui budget aziendali – prosegue Daniele Arduini -. È la loro numerosità, però, a renderli rilevanti. Migliaia di meeting, attività formative, team building e iniziative locali, organizzati durante tutto l'anno, danno origine a una categoria di spesa strutturata che fino a oggi è rimasta spesso fuori dai tradizionali modelli di governo”.
Oltre otto fornitori su dieci non vengono riutilizzati
La frammentazione emerge con ancora maggiore evidenza osservando la filiera dei fornitori. Nel semestre analizzato sono stati coinvolti 1.406 fornitori diversi e, a livello di singola azienda, l’84% dei fornitori scelti non viene più riutilizzato nei sei mesi successivi. Per il Procurement questo significa gestire continuamente nuove anagrafiche, verifiche fiscali e di compliance, processi di onboarding, fatture e pagamenti per rapporti che, nella maggior parte dei casi, non si ripeteranno.
La “long tail” degli eventi cambia a seconda di chi genera la spesa all’interno dell’azienda. Nel pharma e healthcare, sono soprattutto le funzioni mediche e commerciali a organizzare autonomamente formazione, informazione scientifica e incontri con la rete. Nel mondo assicurativo e finance, il principale driver è la rete commerciale, con meeting e cicli formativi che si replicano sul territorio. Nell’industria e manifattura, invece, sono più spesso sales e direzione a decidere offsite, viaggi cliente e iniziative strategiche: una spesa quindi voluta dal management, ma che può sfuggire ai processi di procurement pensati per l’operatività. Nella consulenza e nei servizi professionali, infine, gli eventi nascono soprattutto dalle esigenze di team e clienti e si ripetono nel corso dell’anno. Cambiano le esigenze, ma non la dinamica: sono attività ricorrenti, organizzate da funzioni e sedi diverse, che sommandosi generano una spesa rilevante ma restano spesso frammentate tra budget, fornitori e processi differenti.
La frammentazione diventa ancora più evidente nelle aziende con una presenza capillare sul territorio, dove un’unica iniziativa può trasformarsi in decine di eventi apparentemente distinti. Il 26 marzo, ad esempio, Kampaay ha registrato 42 eventi in 24 ore: 37 facevano parte della stessa iniziativa, una festa aziendale organizzata contemporaneamente in diverse sedi italiane. È la stessa dinamica che si ritrova nei programmi itineranti, nelle attività formative replicate e nelle iniziative locali: un unico bisogno aziendale che, distribuito su più sedi, viene spesso gestito come una serie di eventi separati.
“E’ proprio su questa frammentazione e crescente complessità che si inserisce il nostro modello che combina una piattaforma tecnologica innovativa, competenze specialistiche di un team di Event Expert e un network di oltre 6mila fornitori certificati e in continua espansione – conclude il ceo di Kampaay -. La nostra mission è quella di aiutare le aziende a riconoscere e governare una spesa che si distribuisce tra migliaia di iniziative, funzioni, sedi e fornitori. Quella che appare come una somma di piccoli eventi è, in realtà, una categoria di spesa strutturata, che le aziende sono chiamate a gestire in modo sempre più strategico”.
Il report completo è disponibile al seguente link.

