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Domenico Pellegrino (Bluvacanze) a BIT 2023: "Le agenzie di viaggio hanno innovato, ma le politiche economiche non hanno sempre saputo semplificare e favorire un settore che vale il 13% del Pil come il turismo"
Il lavoro dell’agente di viaggi perde attrattività sul pubblico giovane, ma è molto richiesto per le competenze dal mercato del turismo organizzato. Come recuperare terreno? Dopo il Covid-19, la domanda di viaggi riparte con il valore della consulenza e la volontà di cominciare l’itinerario ancora prima di partire, proprio perché un esperto dalla sua scrivania informa il viaggiatore nella maniera più opportuna e costruendo insieme l’esperienza.
Queste le premesse del dibattito sul “Futuro dell’agente di viaggio” moderato in BIT da Laura Dominici, caporedattrice di Guida Viaggi, testata Travel B2B, cui ha partecipato Domenico Pellegrino, nelle vesti di presidente di Aidit, e Ceo del Gruppo Bluvacanze che rappresenta 900 agenzie di viaggi, il tour operator Going e la travel management company Cisalpina Tours con, al suo interno, Cisalpina MICE e l’agenzia Out Of The Blu.
Domenico Pellegrino: "il ricambio generazionale non è un fenomeno nuovo. Siamo invecchiati e sempre meno giovani vengono ai colloqui e alle fiere; tuttavia, le politiche economiche non hanno sempre saputo semplificare e favorire un settore che vale il 13% del Pil come il turismo. Eppure, non si può dire che la distribuzione turistica organizzata non sia stata innovativa: le agenzie di viaggi hanno innovato eccome, non è giusto dire che sono rimaste immobili. Si pensi che il turismo organizzato è stato il primo a digitalizzare, standardizzando i linguaggi informatici di prenotazione della biglietteria aerea, attraverso i GDS. Invece, le banche sono arrivate all’home banking 30 anni dopo".
Nell’ultimo decennio, gli oneri burocratici e assicurativi hanno reso molto complessi i processi di lavoro in agenzia di viaggi, inoltre l’imprenditore-agente ha dovuto aggiornarsi sul continuo sviluppo della ricerca web che ha, di fatto, accelerato l’accessibilità a svariati strumenti di informazione e booking online b2c, senza dimenticare che i costi del lavoro sono aumentati notevolmente.
"Tuttavia, questo è un lavoro che nasce dalla passione ed è stato portato avanti proprio da questa forza intrinseca - ha aggiunto Pellegrino - . Mi sento di dire che il ruolo dell’agente di viaggi, anche in Europa, non si è affatto esaurito. Deve cambiare però il modello organizzativo: ancora legato alla storia di migliaia di microimprese e meno impostato su modelli industriali come in altri settori. Non solo per economie di scala, ma per adottare tecnologie e formazione e management evoluti. Stare al passo dell’innovazione è la parte difficile e affidarsi a gruppi industriali che hanno un forte posizionamento nel mercato e soprattutto solidità finanziaria è l’unica soluzione, nella contemporaneità dello scenario che ho descritto. Gli agenti di viaggi devono uscire dal proprio negozio, per rimanere nel settore come a un comparto complesso".
“Quanti agenti di viaggi oggi lavorano con un CRM profilato e sono in grado di preparare proposte per stimolare il mercato sapendo leggere le tendenze sui flussi in movimento nel turismo in quel momento? - è stato detto durante il dibattito da alcuni panelist -. L’agente di viaggi ha tutto ciò che serve per costruire, insieme al consumatore, un'esperienza di viaggio su misura: ha il territorio, i fornitori, le informazioni e deve tornare a comporle come in un puzzle, per offrirle – tutte insieme – al consumatore”.
A Domenico Pellegrino è stato chiesto, infine: come attrarre i giovani nel turismo, quali azioni portare in evidenza a livello di associazione di categoria, in Confindustria? "Le persone sono il cuore di questo mestiere e le competenze complesse sono parte di esso - ha risposto il manager -. Ma oltre all’assistenza e alla formazione è la messa a disposizione della competitività la soluzione per fare della distribuzione turistica un settore forte e quindi di appeal. Oggi tutti i modelli distributivi hanno si sono “complicati”.
Il processo distributivo è diventato molto più articolato: le agenzie sono influencer, sono tecnologiche, sono consulenti, sono un poliedro di competenze e specializzazioni. Se parliamo ai giovani e ad attrarli come imprenditori dobbiamo uscire dal modello tradizionale “mononucleare”, cioè di singolo agente che sa fare di tutto un po’. Il mercato dei consumi va verso la realizzazione di aziende complesse, anche nel turismo".
Nel dibattito è poi emerso che c’è molta più formazione oggi, anche universitaria, per accedere al mestiere di agenti di viaggio e turismo organizzato, più in generale. Il target è prettamente femminile e di microimprese che sempre di più hanno bisogno di consulenze esterne: nella comunicazione, sui social, anche la recentissima applicazione di intelligenza artificiale “Chat GPT”, che sembra una minaccia, invece potrebbe diventare una opportunità. Solo per dirne alcune. Le opportunità sono da cogliere, anche da parte dei giovani, ma occorre ripensare il modello organizzativo dell’agenzia di viaggi.
Sul finire del dibattito è stato affrontato brevemente il tema dei salari. Domenico Pellegrino ha richiamato l’esigenza di rivedere le logiche di cuneo fiscale, in quanto in un settore dalla bassissima marginalità per le imprese non si possono alzare gli stipendi.

