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Il Sole 24 Ore: cinque italiane nella top 10 globale, l’Italia degli eventi conquista la vetta
Il BEA World Top 50 Event Agencies, uno dei riferimenti globali per la live communication che classifica le agenzie più titolate al premio globale ideato da ADC Group, è finito sotto i riflettori de Il Sole 24 Ore, che lo ha utilizzato come chiave di lettura per raccontare l’evoluzione e il posizionamento competitivo dell’industria italiana degli eventi.
Il quotidiano di Confindustria ha infatti scelto questa classifica come indicatore autorevole per misurare il peso reale del settore a livello globale, evidenziando come l’Italia non sia più solo sinonimo di creatività, ma un punto di riferimento strutturato e riconosciuto.
Guarda qui le posizioni di tutte le agenzie in classifica
Come riportato nell'articolo a firma di Andrea Biondi, cinque agenzie italiane nelle prime 10. E la vetta mondiale in uno dei comparti dove l’improvvisazione non basta più da tempo: quello degli eventi.
Il dato che colpisce non è soltanto il vertice - con Ninetynine prima al mondo con 71 punti - ma la profondità della presenza italiana: cinque agenzie private nelle prime dieci (Next Group è quinta; Balich Wonder Studio sesta; Ega Worldwide nona e Filmmaster decima).
Un segnale netto, difficilmente liquidabile come episodio isolato.
Nella classifica generale dietro Ninetynine si piazzano la olandese XSAGA (58 punti) e, a pari merito, la spagnola Experientia e l’olandese WINK (55). Ma è la distribuzione complessiva a raccontare una storia diversa: l’Italia non è più un outsider capace di colpi di genio, è un sistema che regge il confronto lungo tutta la filiera.
Il ranking, del resto, non premia l’acuto ma la continuità. L’analisi considera le performance tra il 2017 e il 2025, ricalcolando i punteggi delle diverse edizioni e includendo tutti gli eventi vincitori anche in presenza di successi multipli. Un perimetro più rigoroso, che riduce le distorsioni e misura davvero la capacità di stare sul mercato internazionale nel tempo.
È qui che il dato italiano acquista peso. Perché emergere una volta è possibile, consolidarsi è un’altra storia. E in un settore che nel frattempo è diventato sempre più complesso — tra tecnologia, comunicazione, logistica e gestione degli stakeholder — la differenza la fa chi sa tenere insieme tutto.
Solo guardando a Ninetynine - e tralasciando le cerimonie olimpiche di Bws o Filmmaster - si capisce bene il salto: dal Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci ai grandi eventi giubilari, fino al Ferrari Capital Markets Day. Non semplici eventi, ma piattaforme articolate dove convivono istituzioni, brand globali, sicurezza, reputazione e ritorni economici.
«È una testimonianza concreta della nostra capacità di gestire progetti complessi e di grande portata, coniugando marketing strategico, comunicazione integrata e eventi innovativi in piena sinergia con istituzioni, organizzazioni del terzo settore ed i più importanti brand del mondo», ha commentato il ceo di Ninetynine, Simone Mazzarelli.
Ed è proprio questo il punto. L’Italia degli eventi, a lungo raccontata come laboratorio creativo, mostra oggi un’altra faccia: organizzazione, metodo, capacità industriale. Non più solo talento, ma processo. Non più improvvisazione brillante, ma affidabilità.
Cinque agenzie nelle prime dieci non sono una coincidenza. Sono un’indicazione di sistema. Significa che esiste una filiera capace di competere su scala globale, che ha imparato a parlare la lingua dei grandi clienti internazionali senza perdere identità.

