Industry

Eventi, il settore cerca il rilancio. La nuova campagna di #Italialive su ItaliaOggi che fa il punto con Salvatore Sagone

La nuova campagna "I numeri contano. Soprattutto quando non ci sono più" inizia a farsi notare. Cosa ci lasciamo alle spalle, cosa chiediamo e cosa riserva il futuro alla event Industry. Lo ha raccontato al quotidiano di Class Editori il portavoce del Club degli Eventi e della Live Communication.

È tempo di pensare alla ricostruzione per il settore degli eventi ma, per farlo, occorre che il governo sostenga nel lungo periodo un comparto che, vivendo di programmazione, ha bisogno di mesi per tornare ai livelli pre-Covid. Fondamentale poi che le aziende tornino a investire negli eventi che non solo hanno già adottato protocolli di sicurezza sanitaria ma sperimentano anche nuovi format a cavallo tra fisico e digitale, per ridurre gli affollamenti in presenza e per rilanciarsi con uno stile più televisivo.

Così si legge nell'articolo su ItaliaOggi, a firma del giornalista Marco Capisani, per spiegare il duplice obiettivo di sensibilizzazione di #Italialive, che riunisce tredici tra le principali associazioni dell'industria dei congressi e degli eventi, con la nuova campagna-manifesto (leggi news) a sostegno di un'industria da 65,5 miliardi di fatturato, con un impatto sul pil di 36,2 miliardi e 15,5 miliardi di entrate tributarie finora garantite per lo Stato, senza dimenticare i 569 mila addetti.

Un settore che a causa delle restrizioni anti Covid è rimasto fermo da un anno e mezzo con gravi conseguenze e ricadute sull'intero sistema economico nazionale. Secondo quanto emerso dalla quinta edizione della ricerca Ricerca Astra-Club degli Eventi, gli effetti della pandemia hanno comportato nel 2020 una riduzione media del 70,8% dei fatturati aziendali nel settore (leggi news).

Su ItaliaOggi il punto sul presente e futuro dell'industry nell'intervista a Salvatore Sagone, portavoce dei rapporti con i media di #Italialive e presidente del Club degli Eventi e della Live Communication

«Quello che chiediamo è che vengano sbloccati i circa 450 milioni complessivi di aiuti al settore, peraltro già previsti dal governo, e che, come per altri comparti, venga estesa pure al mondo degli eventi la decontribuzione del costo del lavoro. Soprattutto considerando che dal 1° luglio ripartiranno i congressi ma il 2021 è un altro anno, di fatto, sostanzialmente perso. Gli eventi vanno programmati e preparati per tempo. Quindi da qui a fine anno i prossimi mesi serviranno perlopiù a riaccendere i motori, soprattutto nel segmento del business-to-business. L'intero settore dovrà aspettare gli inizi del 2022 per tornare a pieno ritmo».

Sempre secondo Sagone, si legge su ItaliaOggi, con la ripresa «il mondo degli eventi potrà presentarsi al pubblico anche con qualche novità: sempre più, infatti, emerge un'impostazione televisiva degli eventi in modo che possano essere fruiti contemporaneamente sia dal vivo sia soprattutto da chi li segue attraverso le piattaforme digitali. Non a caso ora», conclude il portavoce dei rapporti con i media di #Italialive, «vengono ricercati maggiormente figure professionali come autori tv, sceneggiatori e attori provenienti proprio dal mondo del broadcasting».