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Amnesty international patrocinia ‘30’ di di Giobbe Covatta
Già testimonial della campagna mondiale Amnesty International ‘Io pretendo dignità’, Giobbe Covatta si lascia ispirare dai diritti umani fondamentali per la sua ultima affabulazione: ‘30’, infatti, non è solo il titolo dello spettacolo in scena al Teatro Ciak Webank di Milano, dal 6 al 15 maggio, ma è il numero degli articoli di cui si compone la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall'Onu il 10 dicembre 1948.
Trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. Vi si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato. Vi si sancisce anche che tutti hanno diritto ad avere una nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni, a prendere parte al governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e a ricevere un'istruzione.
In chiave ironica (ma non troppo), come nel suo stile, Giobbe prosegue la sua riflessione sui diritti fondamentali dell'uomo, raccontando con sarcasmo di chi questi diritti li ha solo sulla carta.
Giobbe Covatta da sempre si distingue per il suo impegno umanitario. È testimonial dell’Amref (Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca) e della sezione Italiana di Amnesty International, da cui ha ottenuto per ‘30’ uno speciale patrocinio. La stessa ha conferito all'attore/comico il premio ‘Arte e diritti umani’, giunto alla sua terza edizione, per ‘Io pretendo dignità’ (www.iopretendodignita.it).
Lanciata nel maggio 2009, la campagna intende affrontare e fermare le violazioni dei diritti umani che creano e acuiscono la povertà. Si occupa di temi quali la mortalità materna, gli insediamenti abitativi precari e le responsabilità delle aziende estrattive.

