Sponsorizzazioni

Paolo Zona: "La formazione ECM e il congressuale medico-scientifico tornano a preoccuparci"

Si è svolta giovedì 22 aprile, la riunione della Commissione Nazionale per la Formazione Continua, nella quale è stata accordata l'attuazione delle norme contenute nel regolamento del sistema ECM. Secondo il presidente di Federcongressi, essa limiterà il ruolo degli sponsor, che potrebbero scoraggiarsi dal sostenere gli eventi formativi rivolti al personale sanitario. Il presidente scrive una lettera al Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla.
"Si prospetta un nuovo blocco delle sponsorizzazioni, che già quattro anni fa causò per lunghi mesi l’annullamento di tutti gli eventi di formazione medico-scientifica, provocando la chiusura di numerose aziende del nostro settore e la perdita di migliaia di posti di lavoro".
Così Paolo Zona commenta  la deicisione presa durante la riunione svoltasi giovedì 22 aprile, della CNFC, nella quale si è conclusa la decisione di attuare, a decorrere dal 1° maggio 2010, le disposizioni contenute nel regolamento applicativo dei criteri oggettivi per il riordino del sistema Educazione Continua in Medicina di cui all’accordo stato-regioni del 5 novembre 2009, disponibile sul sito del Ministero della Salute.

Ci si riferisce in particolare alla norma secondo cui il reclutamento dei partecipanti a un evento formativo debba essere svolto solo dai provider senza alcuna interferenza da parte dello sponsor e quella secondo cui il provider sarebbe tenuto alla massima riservatezza sui dati dei partecipanti, di cui non potrebbe fornire l’elenco allo sponsor, il quale, si troverebbe nella situazione di non conoscere nemmeno i nomi di chi ha assistito a un evento svoltosi grazie al suo contributo economico.
paolo zona copia.jpg
La reazione del presidente Federcongressi Paolo Zona: "Difficile trovare le parole per esprimere l’amarezza di vederci ancora una volta trattati come l’ultima ruota del carro. Grazie a questa ineffabile decisione della Commissione ECM, sostenuta dal Ministero della Salute, stiamo riassaporando sensazioni assai simili a quelle vissute tra gli ultimi mesi del 2006 e i primi del 2007, allorché il blocco delle sponsorizzazioni da parte di Farmindustria causò per lunghi mesi l’annullamento di tutti gli eventi di formazione medico-scientifica, provocando la chiusura di numerose aziende e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Prendo atto che i quattro anni nel frattempo trascorsi, durante i quali ci eravamo forse ingenuamente illusi di poterci dimenticare situazioni tanto angosciose, sono passati invano. La regolamentazione ECM continua a essere quello che è sempre stata, ossia fonte di discriminazione e danni economici di cui i professionisti della meeting industry sono il bersaglio. Non si perda l’opportunità di un riordino della ECM che tenga conto dell’esperienza acquisita: non mi sto inventando nulla se dico che otto anni hanno mostrato che, salvo eccezioni da condannare, la formazione in medicina si può fare salvaguardandone l’eticità e l’indipendenza dei contenuti senza, nel contempo, fare torti a nessuno. Smettiamola di intervenire sulle aree di miglioramento della normativa, che indubbiamente ci sono, trascurando il ruolo della nostra filiera. Ricordiamoci che la meeting industry, al pari di qualsiasi altro settore produttivo del nostro paese, è composta da una dilagante maggioranza di piccole e medie imprese, che invece di essere sostenute nei loro sforzi di creare ricchezza e lavoro, alla prova dei fatti vengono regolarmente e sfacciatamente dimenticate".

I controversi aspetti del regolamento applicativo furono già oggetto di un’allarmata lettera del presidente Federcongressi al Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla lo scorso 27 gennaio. Ora che il Ministero della Salute sembra avviato a confermarli in toto, Zona ha scritto un’ulteriore lettera, a nome di tutta la filiera, al Ministro Brambilla: "La prevista destituzione dello sponsor commerciale da ogni funzione imprenditoriale e di immagine - scrive Zona - non contrasta soltanto con l’evidenza storica dell’organizzazione degli eventi, ma, molto più gravemente, porta inesorabilmente al blocco di quegli investimenti etici e trasparenti che avranno drammatica ripercussione sia sulla qualità che sulla quantità dell’attività formativa e congressuale. L’interruzione di tali attività non riguarderà solo gli incontri educazionali-formativi disseminati su tutto il territorio nazionale, ma, in scala geometrica, coinvolgerà il 'congressuale' nazionale e internazionale, penalizzando quindi l’intera filiera delle meeting industry e mettendo a rischio di sopravvivenza soprattutto le numerose aziende di dimensioni medio-piccole che operano prevalentemente nel settore medico-scientifico".
La lettera si conclude proponendo un confronto globale che tenga in dovuto conto le esigenze di tutti i protagonisti, sponsor e operatori del settore compresi'.