Celebrazione - ricorrenza

Con feste in piazza e musei aperti fino a tarda sera, è calato il sipario su “Bergamo e Brescia Capitale della Cultura"

La cerimonia conclusiva si è svolta il 19 dicembre al teatro Donizetti di Bergamo e al Grande di Brescia con il passaggio di testimone a Pesaro che sarà capitale nel 2024.

Con un evento che si è tenuto il 19 dicembre scorso al teatro Donizetti di Bergamo e al Grande di Brescia, si è svolto l’atto conclusivo di “Bergamo e Brescia Capitale italiana della Cultura”.

Alla cerimonia che ha dato vita al gran finale hanno partecipato – scrive il quotidiano L’Eco di Bergamo –: “il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, i sindaci Giorgio Gori e Laura Castelletti, gli assessori comunali Nadia Ghisalberti e Andrea Poli, l’assessore regionale Francesca Caruso e Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro, prossima Capitale italiana della Cultura” con interventi che si sono alternati a intermezzi musicali.

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori  - si legge ancora sul quotidiano della città - ha dichiarato, durante la cerimonia: Lungo il 2023, dal 20 gennaio ad oggi, abbiamo indossato con orgoglio la maglia di Capitale italiana della Cultura, un titolo che dal primo giorno abbiamo voluto declinare al singolare, con una scelta che il presidente Mattarella il 20 gennaio definì “Un segno, non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa - ha detto il sindaco di Bergamo Gori durante la cerimonia al Donizetti -. Perché la cultura unisce. In tempi difficili – ci ricordò il Presidente nel suo discorso alla cerimonia di apertura – “la cultura è chiamata a giocare un ruolo: nel colmare le distanze, nel ristabilire rispetto e coesistenza, nell’unire gli uomini”. Questo è il “segno” che Bergamo e Brescia hanno voluto dare all’Italia e all’intera Europa, con una motivazione che le circostanze di questa fase storica – con due guerre che insanguinano i confini del nostro continente e il Medio Oriente – hanno reso ancora più consapevole e forte».

“Questo è il ‘segno’ – ha proseguito Gori - che Bergamo e Brescia hanno voluto dare all’Italia e all’intera Europa, con una motivazione che le circostanze di questa fase storica, con due guerre che insanguinano i confini del nostro continente e il Medio Oriente, hanno reso ancora più consapevole e forte”.