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Evento culturale

"Superfluo" è la nuova provocazione lanciata da None collective attraverso la mostra transmediale commissionata da Pasqua Vini in occasione di ArtVerona

Con la mostra - che si snoda in un percorso che attraversa due sale di Palazzo del Capitanio - gli artisti sollecitano la riflessione sull’utilità dell’inutile e su cosa sia veramente necessario.

Il legame tra Pasqua Vini e l’arte contemporanea digitale è un’alleanza di molti anni. Dalla visione bucolica di un’Arena di Verona rifiorita durante il lockdown - attraverso lo sguardo di Timo Helgert – al potere di registrare il sentiment del mondo di AMYGDALA. n  - l’installazione realizzata da fuse* per la facciata di Palazzo Maffei Casa Museo durante Vinitaly 2022 - la cantina veronese continua a investire nel dialogo e nella collaborazione con talenti della creatività italiani e internazionali.

In occasione di ArtVerona, fiera dedicata all’arte contemporanea, Pasqua Vini torna a invitare la collettiva di artisti NONE a realizzare un nuovo progetto artistico su commissione. Con gli artisti romani le occasioni di collaborazione negli ultimi anni sono state molteplici, tra cui Falling Dreams, opera presentata a BASE Milano e alle Gallerie Mercatali di Verona, considerata dalla critica tra le installazioni immersive di maggior valore del 2021. Dopo aver firmato installazioni presentate al Museo di Santa Giulia, alla Cavallerizza Reale di Torino, a BASE Milano, per citare le più recenti, NONE collective torna quindi a Verona, con una mostra a Palazzo del Capitanio, palazzo storico in ristrutturazione che aprirà solo per l’occasione temporaneamente al pubblico.

Con la mostra transmediale SUPERFLUO gli artisti sollecitano la riflessione sull’utilità dell’inutile e su cosa sia veramente necessario, perché spesso sono le cose più leggere, apparentemente inutili, a renderci felici. L’installazione è una prevaricazione dei pregiudizi e uno stimolo a rivedere il concetto di superfluo. L’utilità dell’inutile scaturisce dalla consapevolezza che l’uomo si nutre di emozioni, che sono ciò che più caratterizza la sua umanità. Il superfluo è tutto ciò che dà senso al momento, al qui ed ora, ciò che rende piacevole l’esistenza. Come il vino, l’arte fluisce nel nostro inconscio e tocca un livello più profondo della ragione, il sentire. La logica non basta, non esistono parametri oggettivi per misurare l’emozione. L’utilità, il senso e il fine non sono sufficienti per spiegare l’uomo. Le emozioni, il sapere, l’arte, il lusso sono una necessità che inizia quando la necessità finisce. Ed allora stiamo apprezzando l’effimero, l’inutile, il superfluo.

Il vino condivide con l’arte codici linguistici e sociali universali che raccontano il bello e il buono della vita. In particolare, l’arte immersiva contemporanea sollecita esperienze collettive che coinvolgono la parte emotiva e sensoriale del pubblico, in grande affinità al mondo del vino, dove la componente sociale di condivisione dell’esperienza è intrinseca alla degustazione stessa. Per esaltare il valore suggestivo dell’installazione, gli artisti hanno scelto di giocare con l’ambiguità di significato della parola SUPERFLUO, traducendo in luminosità massima la visione del messaggio che vogliono condividere con il pubblico.

La mostra si snoda in un percorso che attraversa due sale di Palazzo del Capitanio. Un primo ambiente accoglie il visitatore e introduce il tema della mostra attraverso l’esposizione di opere e video generativi di super-fluidi iridescenti. Accedendo alla sala successiva, il visitatore si troverà all’interno di un’installazione artistica site specific. L’opera immersiva sarà composta da una multiproiezione che popolerà le volte del soffitto di organismi bioluminescenti mentre lo spazio centrale della sala sarà occupato da una semisfera con cui interagirà una luce laser che evocherà tra i mondi superflui anche quello del vino. L’installazione obbligherà ad abbandonare i tradizionali punti di riferimento visivi e uditivi per immergersi in un mondo immaginifico e superfluo e vivere l’ossimoro dell’utilità dell’inutile.

Riccardo Pasqua, amministratore delegato di Pasqua Vini: “Siamo onorati che i NONE abbiano risposto al nostro invito a tornare a Verona per portare un nuovo messaggio durante una manifestazione fieristica di prestigio come ArtVerona. La volontà di creare e emozionare appartiene all’arte come al vino. Nel loro nuovo progetto artistico, vedo l’espressione immaginifica e suggestiva del valore che il nostro vino racchiude. L’arte utilizza codici linguistici universali che superano barriere dove tutti gli altri linguaggi hanno fallito, stimola ad avere un orizzonte sempre più aperto oltre il confine del comune agire. Anche in questo ci riconosciamo. Siamo The House of The Unconventional. Non c’era modo migliore di esprimere la nostra visione di creatività e innovazione”.