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Da Netflix ai quartieri di Milano: Frankenstein diventa teatro sociale nei quartieri popolari della città con "Frankenstein – The Mary Shelley Picture Show"

Lo spettacolo è un tour gratuito nei quartieri di Milano e rappresenta un esperimento di teatro sociale e partecipativo. Sul palco, oltre 80 cittadini-attori affiancati da professionisti interpretano il Mostro non come figura spaventosa, ma come specchio delle fragilità umane. L'obiettivo è creare un "Frankenstein di comunità" che "riaccende i cuori delle periferie" attraverso l'inclusione, le musiche originali eseguite dall'Orchestra Inclusiva Esagramma e costumi realizzati con materiali riciclati, simboleggiando la ricucitura delle ferite sociali.

Mentre Frankenstein di Guillermo del Toro conquista il pubblico su Netflix, un altro Frankenstein prende vita nei quartieri di Milano.

Dopo l’anteprima nella Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini, Frankenstein – The Mary Shelley Picture Show di Minima Theatralia, diretto dai Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf), torna in città con un tour gratuito che unisce teatro sociale, musica e partecipazione.

Nel film di Del Toro, come nel nostro spettacolo, il mostro non fa paura: è lo specchio delle nostre fragilità”, spiegano i Duperdu. “In scena ogni corpo, ogni voce e ogni storia trovano posto. Perché mostro è solo un altro modo per dire umano”.

Un esperimento di teatro partecipativo e inclusivo

Lo spettacolo riunisce 80 cittadini-attori, dai 5 agli 80 anni, con abilità, origini e identità differenti, affiancati da artisti professionisti come Rajae Bezzaz, e con apparizioni video di Cristina Crippa ed Elio De Capitani nei panni dei genitori di Mary Shelley. Compaiono anche Loris Fabiani e Ginestra Paladino, che riportano in scena la sfida letteraria lanciata da Lord Byron nell’estate del 1816, da cui nacque il mito del Moderno Prometeo.

Le musiche originali di Fabio Wolf, eseguite dall’Orchestra Inclusiva Esagramma, creano un ponte emotivo tra racconto e canto, mentre la regia di Marta M. Marangoni trasforma la diversità in linguaggio scenico. La drammaturgia partecipata di Francesca Sangalli intreccia autobiografie e letteratura, portando sul palco storie di fragilità, sogni e rinascita.

I costumi e le scenografie, realizzati nella costumeria sociale Sunomi con materiali riciclati e cerniere raccolte nei quartieri del Nord Milano, diventano simbolo di ferita e ricucitura, di corpi e comunità che si rimettono insieme.

Il tour nei quartieri

Il viaggio di Frankenstein prosegue venerdì 28 novembre (ore 21.00) al Mezzanino Dateo con il Clown Gala del Collettivo Clown, e si conclude giovedì 18 dicembre (ore 17.00) all’Oratorio della Chiesa dell’Annunciazione di Affori. L’iniziativa è sostenuta da Fondazione Alia Falck e Comune di Milano, con la partecipazione di Orchestra Inclusiva Esagramma, Collettivo Clown e Coro Ipazia.

Un Frankenstein di comunità

Se nel Frankenstein di del Toro la Creatura si ribella alla solitudine, in quello dei Duperdu è la comunità stessa a rianimarsi: un esperimento di teatro vivo che nasce dal basso e restituisce voce a chi non ne ha. Un Frankenstein che non rianima cadaveri, ma riaccende i cuori delle periferie, ricucendo con arte e poesia ciò che la società tende a separare.