Evento pubblico

Bellissimo is just about money

È sempre una questione di soldi, anche quando sono falsi. Ma le banconote da 5 Tuxel disegnate da Bellissimo valgono pur qualcosa, nello State of Indepen/dance.

Poligrafici e bilanci di uno stato immaginario...

Lo studio creativo Bellissimo ha curato per la nona volta consecutiva la grafica e la comunicazione di Club to Club, il festival internazionale di musica elettronica di Torino gemellato ogni anno con una città europea.
La campagna di quest’anno segue la fondazione dell’immaginario “State of Indepen/dance” ad opera di Xplosiva (l’associazione culturale che organizza il festival) e verte sulle principali emanazioni di uno stato: non solo il proprio statuto, a cui aderisce ogni artista in cartellone, e l’inno nazionale, ma anche la propria moneta e bandiera, francobolli e altri elementi identificativi. Tra questi spicca la banconota, appositamente disegnata e stampata in cinquantamila pezzi.

Il nuovo conio è il “Tuxel”, nome che alcuni leggono come incrocio tra Torino e Bruxelles, la città gemella di quest’edizione, altri come un criptomaggio ai Tuxedomoon. Il tasso di cambio attuale di un Tuxel è 0,20 euro, un valore già otto volte superiore a quello della moneta al momento della sua entrata in vigore. Ma secondo le stime degli operatori finanziari e alcuni collezionisti esperti, è molto probabile che entro fine anno il valore del Tuxel arrivi a equiparare o addirittura a superare la moneta unica europea.
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Disegnare banconote, con quegli intricati retini sovrapposti anticontraffazione e elementi figurativi sottilmente allegorici, è il sogno di molti grafici. Bellissimo ci è andato molto vicino, recuperando in parte le conoscenze tecniche di un suo antenato - il bisavolo di uno dei fondatori lavorava alla Zecca dello Stato - e prendendosi per una volta la soddisfazione di stampare con ben cinque colori dichiarati, due vernici e una trancia a caldo.
L’ispirazione alla lontana viene dalla banconota da 10 franchi svizzeri (se si parla di soldi, la Svizzera è un must) che ritrae Le Corbusier. Non volendo scegliere un musicista italiano defunto, la vocazione educativa implicita nella direzione del festival ha optato per Karlheinz Stockhausen, con buona pace di molti clubber che si chiederanno, chi era costui?

L’idea di creare uno stato fittizio parallelo al Festival risale ad alcuni anni fa, quando Bellissimo propose a Xplosiva di adottare come claim di Club to Club il saggio, icastico adagio di Matthew Herbert, “Music is the only place where I can have freedom in my life”. Lo Stato dell’Indipen/danza diventa così finalmente l’unico luogo fisico e metafisico in cui si è liberi di essere se stessi, una nazione che unisce gli artisti e il pubblico in un unico sentimento.