Evento pubblico

Dopo Expo: spunta il progetto della Statale per la nuova Città Studi

La proposta dell'Università Statale è quella di creare un polo universitario e aggregativo. Il progetto di fattibilità è allo studio del consiglio di amministrazione dell'ateneo. Circa i costi, si parla di una cifra intorno ai 400 milioni di euro, ma il grande scoglio da superare è l'alto costo d’ingresso fissato da Arexpo: 340 milioni.

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Che cosa ne sarà del dopo-Expo? Come saranno impiegati e utilizzati i terreni dell'attuale cantiere dell'Esposizione Universale? 

Una cosa è certa: gli sforzi sono tesi a evitare che quella stessa area, dopo il 31 ottobre 2015, diventi deserta e inutilizzata, rimanendo ai posteri come testimonianza di uno spreco di risorse e di una mancata ottimizzazione delle strutture e delle spese sostenute.

Come già documentato da e20express.it, per la gestione dell'area, dopo la gara, andata deserta, per trovare uno "sviluppatore di progetto", i soci Comune di Milano, Fiera Milano e Regione Lombardia hanno chiesto agli atenei milanesi, guidati da Politecnico e Statale, di definire tale progetto (vedi notizia correlata a fondo pagina).

Ebbene, una città universitaria, un campus, un polo della ricerca avanzata e dell’informatica fanno parte della proposta avanzata dall'Università Statale di Milano.

Il progetto di fattibilità è allo studio del consiglio di amministrazione dell'ateneo: si parla di una nuova Città Studi, che prenderebbe il posto di quella esistente nella parte est di Milano. 
L’Università, trasferendo le attività e, con esse, oltre 18mila persone tra studenti e professori, potrebbe creare un avanzato polo di ricerca e un luogo di aggregazione, con impianti sportivi, auditorium e residenze.

Circa i costi, si parla di una cifra intorno ai 400 milioni di euro, che potrebbe essere in parte coperta con la vendita delle strutture di proprietà dell’ateneo, che comunque manterrebbe la sede storica di via Festa del Perdono. 

Un ostacolo da superare, nel frattempo, è il costo d’ingresso fissato da Arexpo, la società incaricata di trovare uno sviluppatore per definire la destinazione dell'area nel dopo-Expo. Tale costo è 340 milioni, senza dubbio molto alto e motivo per il quale fino a ora nessun gruppo ha avanzato una qualche manifestazione d’interesse.

In attesa di capire la destinazione dell'area, Giuseppe Sala, commissario unico di Expo 2015 e amministratore delegato di Expo S.p.A., ha esposto la possibilità di utilizzare alcuni dei padiglioni resi disponibili dagli stessi Paesi partecipanti (vedi notizia correlata a fondo pagina).