Evento pubblico

Come sarà la musica del futuro? Ne hanno discusso durante l'evento glo™ Genovese (Blue Note) e Buccolieri (Thaurus)

I due professionisti hanno portando sul palco dell'iniziativa la loro esperienza rispetto a come l’evoluzione digitale ha migliorato i classici concerti e a come questi due mondi potranno convivere in una nuova dimensione, senza rinunciare all’uno o all’altro.

Ieri sera Daniele Genovese - managing director del famosissimo Blue Note di Milano - e Ciro Buccolieri - CEO e Co-Founder di THAURUS, etichetta indipendente nonchè agenzia di management, booking e publishing di Artisti – si sono incontrati al glo™ Flagship store di Milano per portare nuovi punti di vista ed esperienze che, grazie alla DIGITAL INNOVATION, possono interpretare alla perfezione lo stile break binary di glo™ dove “non rinunciare a nulla” è la parola d’ordine.

Come sarà la musica del futuro? Quali i nuovi canoni per comporla, viverla e ascoltarla? Sarà necessario fare delle rinunce rispetto alle diverse esperienze passate?

Anche il mondo della musica, così come molti altri settori, ha inevitabilmente subito una trasformazione e allo stesso tempo si è avvicinato al mondo dell’innovazione e della tecnologia che hanno visto una forte accelerazione. Ma nel prossimo futuro quale di queste strade sarà meglio perseguire?

A queste e molte altre domande in ambito di evoluzione musicale hanno risposto Ciro Buccolieri e Daniele Genovese durante l’evento digitale organizzato da glo™ e trasmesso sui canali social in diretta dal glo Flagship store di Milano, portando la loro esperienza rispetto a come l’evoluzione digitale ha migliorato i classici concerti e a come questi due mondi potranno convivere in una nuova dimensione, senza rinunciare all’uno o all’altro.

CONCERTI DIGITALIZZATI: IL CASO BLUE NOTE

Inoltre, durante l’evento, è stato svelato un video in esclusiva di un dietro le quinte di uno dei primi concerti totalmente digitalizzati del Blue Note con i commenti in diretta di Daniele Genovese che alla domanda <<l'idea di digitalizzare i concerti jazz è arrivata dovendo far fronte alla chiusura dei locali o era nell’aria da tempo?>> ha così commentato: “La digitalizzazione del Blue Note era già nell'aria da tempo: nel periodo intercorso dall'apertura -nel 2003- ad oggi, le tecnologie e il loro utilizzo sono cambiate radicalmente, così come l'approccio degli artisti che una volta erano più diffidenti. Negli ultimi anni è diventato tutto alla portata di tutti grazie a piattaforme e servizi come youtube e instagram, e anche al Blue Note stavamo ragionando su cosa sarebbe stato possibile fare per uscire dai nostri muri e raggiungere un pubblico più vasto grazie a questa opportunità”.

Il digital concert è un qualcosa che integra il concerto fisico, e che ha la capacità di renderlo disponibile ad una quantità di persone altrimenti irraggiungibili, oltre a poter essere più facilmente arricchito con altri contenuti che appartengono al media digitale. Il fatto che migliaia di persone disseminate nel pianeta possano vedere uno spettacolo che si svolge in una sala da poche centinaia di posti è certamente uno dei principali valori aggiunti” e ha aggiunto “I vantaggi principali emergono quando quello che si va a vedere ha qualcosa di "speciale" da un punto di vista dei contenuti o del contesto in cui si svolge, ed è con questa filosofia che stiamo orientando le nostre scelte con Blue Note”.

Le iniziative sono state molto apprezzate perché siamo riusciti a presentare nelle varie occasioni dei concerti in linea con il nostro nome e il nostro marchio, mantenendo degli standard molto alti sia da un punto di vista artistico che di resa tecnica video e audio. Abbiamo un pubblico molto vasto - circa 65.000 spettatori a stagione - e affezionato, e abbiamo anche percepito che quello che stavamo realizzando era in qualche maniera un modo per mantenere una continuità e un contatto con tutte queste persone che non potevano venirci a trovare fisicamente al Blue Note, senza dover rinunciarvi”.

COSA SUCCEDE IN CASA THAURUS

Ciro Buccolieri ha invece raccontato di come in Thaurus si stia lavorando in vista degli eventi digitali oltre che dei lanci e della promozione di nuovi dischi. Ha inoltre raccontato di come si stiano organizzando gli artisti a livello discografico in base all’attuale situazione, della tipologia di uscite che sono state premiate in questo periodo così atipico, e di quali canzoni che più di altre sono state apprezzate dal pubblico.

E alla domanda: La pandemia ha fatto di necessità virtù, tu credi che un concerto in streaming possa sostituire degnamente un concerto dal vivo? ha risposto: “Quello che abbiamo attraversato e che stiamo attraversando è stato e continua ad essere giorno dopo giorno un periodo difficile per il nostro settore, così legato alla sfera emotiva delle persone e alla loro presenza all’interno di contesti altamente sociali. Ma la musica non si ferma e proprio nei momenti più difficili continua ad essere uno strumento di compagnia, di svago, sollievo, al servizio delle persone. Per questo non ci si può fermare e bisogna fare di necessità virtù, quindi ben vengano tutte le iniziative di streaming live, che per quanto non potranno mai sostituire definitivamente l’esperienza dal vivo di un concerto, possono ad esso affiancarsi e per il momento supplire allo loro mancanza.”

Con questa e con molte altre iniziative glo™ si fa portavoce della sua filosofia caratterizzata da un imperativo: non rinunciare a nulla. In qualsiasi ambito, quando ci si trova di fronte ad un bivio, perchè scegliere quando è possibile percorrere entrambe le strade?