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Programmatic

Programmatic: sempre più strategico per la comunicazione di Luxottica, al lavoro nello sviluppo di soluzioni di targeting in-house

L'azienda, che acquista pubblicità in modalità automatizzata dal 2015, ha iniziato a costruire l'infrastruttura programmatica lo scorso anno dotandosi di una piattaforma proprietaria DMP, per una visione più olistica del targeting dei clienti.

Luxottica Group, che gestisce tra gli altri i marchi Ray-Ban, Oakley, Sunglass Hut e LensCrafters, investe sempre più sul programmatic come leva strategica per una comunicazione di successo.  

Il produttore di occhiali, che dal 2015 acquista pubblicità in modalità automatizzata, lo scorso anno ha sviluppato una piattaforma di gestione dati (DMP) proprietaria e sta ora lavorando a soluzioni di targeting in-house con l'obiettivo di massimizzare la conoscenza dei consumatori e le proprie competenze in ambito Ad-Tech. 

Lo ha sottolineato Nicola Saraceno, svp global retail marketing e customer relationship management Luxottica, in occasione della conferenza Programmatic I/O a New York City svoltasi il 26 ottobre. Il manager ha affermato che il programmatic può aiutare la sua azienda a capire i propri clienti, fornendo loro contenuti pertinenti e creando esperienze senza soluzione di continuità in quasi 9.000 punti vendita fisici e online.

"Il programmatic ci permette di vedere dove sono i nostri clienti e di parlare con loro lungo tutta la la customer journey. Stiamo reagendo più rapidamente ai risultati delle nostre campagne e possediamo i dati. Ma il programmatic è ancora una scatola nera, e abbiamo iniziato a scoprirne solo la metà" ha affermato Saraceno.

Luxottica continua a lavorare con diverse agenzie media, tra cui OMD, e con alcune (solitamente tra 2 e 5) DSP per ogni campagna.

"Ora stiamo lavorando con gli stessi partner, ma essendo oggi rispetto al passato molto più competenti nel programmatic li sfidiamo ogni giorno stimolandoli a dare il meglio delle proprie capacità" ha concluso il manager che ritiene ci sia un gap tecnologico tra gli inserzionisti e le loro agenzie, ed è compito delle aziende colmare questo divario.