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Campagna multimediale per Medici Senza Frontiere. Firma Lowe Pirella Fronzoni

L'agenzia ha realizzato la campagna della grande organizzazione medica indipendente che opera in contesti di guerra, pianificata su stampa, tv, radio, web e materiale btl per le donazioni. Al progetto hanno lavorato Alessandro Bedeschi (art) e Massimo Ambrosini (copy), sotto la direzione creativa di Francesco Bozza e Umberto Casagrande .

È on air da fine ottobre la nuova campagna di comunicazione di Medici Senza Frontiere. Il concept creativo, sviluppato da Lowe Pirella Fronzoni, è volto a creare un forte posizionamento e un'immagine univoca e riconoscibile per la grande organizzazione medica indipendente in contesti di guerra.

La creatività, declinata su tutti i mezzi di comunicazione, veicola in modo emozionale l'importanza dell'impegno che MSF ripone nel suo operato e del sostegno di cui l'associazione stessa ha bisogno per non arrendersi mai di fronte alle situazioni di conflitto. La campagna stampa multisoggetto mostra persone ferite, vittime di guerre e disastri naturali: una parte del loro corpo è fasciata con un tessuto bianco. Non si tratta però di una comune garza, bensì di una bandiera bianca, la bandiera della resa, quella che MSF si ostina a non voler alzare. Il titolo infatti recita 'Non possiamo alzare bandiera bianca. Ci serve anche quella' .

Il film 30" presenta immagini molto forti di reportage, che mostrano i nostri medici in azione in diverse parti del mondo: quelle zone dove MSF opera in prima linea per soccorrere le popolazioni stremate da guerra, fame e disastri naturali. Nell'ultima scena una dottoressa interviene d'urgenza per curare la ferita sanguinante di un uomo usando la prima cosa che trova: una bandiera bianca. Conclude il claim: 'Medici Senza Frontiere. Non ci arrendiamo'.

La campagna si completa con sito internet interattivo e coinvolgente appositamente realizzato per la raccolta fondi, un comunicato radio 30" e materiale btl per le donazioni. Al progetto hanno lavorato Alessandro Bedeschi (art) e Massimo Ambrosini (copy), sotto la direzione creativa di Francesco Bozza e Umberto Casagrande .