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Cannes 2016: GP Innovation a Google Deepmind per Alphago, software che 'umanizza' il pc. Nulla di fatto per l'Italia

Un software creato da Google Deepmind capace di battere i più grandi campioni al mondo di Go - da qui il suo nome ‘Alphago’ - si è aggiudicato il Grand Prix alla quarta edizione degli Innovation Lions. I 6 progetti italiani non erano riusciti a entrare in shortlist
(Cannes - dal nostro inviato Tommaso Ridolfi) Era il 2007 quando la serie di videogame per Xbox firmati da Crispin Porter + Bogusky per Burger King vinse il Titanium Grand Prix: a dieci anni di distanza, non c'è forse miglior testimone di quanto siano cambiati i tempi del Grand Prix Innovation assegnato quest'anno a un software completamente diverso, ma nato anch’esso per ‘giocare’: Alphago, realizzato da Google Deepmind, è infatti un programma nato per il ‘Go’, considerato il gioco più complicato mai inventato dall’uomo, che non si fonda come gli scacchi esclusivamente sulla logica, ma che richiede una forte dose di intuizione e di sensibilità umana - cose che l’Intelligenza Artificiale non era finora mai stata in grado di replicare.

Per raggiungere il suo obiettivo, sconfiggere i maestri di Go al nono dan, Alphago utilizza due distinte reti neurali, una metodologica e una valoriale. La prima, il policy network, restringe le possibilità da studiare a un paio di mosse particolarmente promettenti per non dover valutare ogni possibilità - che se negli scacchi sono una ventina dopo ogni mossa, nel Go sono circa 200 per ogni posizione, il che vuol dire che anche a un super computer servirebbero milioni di anni per calcolarle tutte!

Il value network giudica invece quale dei due giocatori sia in vantaggio nella partita a partire da una specifica posizione, senza anche in questo caso dover analizzare tutte le eventuali alternative. In altre parole, secondo Google, il software ha dotato la macchina di un grado di 'intuito' sufficiente a sconfiggere per la prima volta in assoluto alcuni dei più grandi campioni di Go al mondo.

Come dice il video di presentazione della case history (guardalo qui), se oggi questo software serve a vincere un gioco, in futuro le tecniche dietro Alphago potranno servire alla società per risolvere alcuni dei suoi problemi più gravi. Per questa ragione, spiega Emad Tahtouh, Director Applied Technology di Finch, presidente della giuria Innovation, il progetto ha meritato il Grand Prix: “Da qualsiasi punto di vista la si esamini, semplicità, complessità o grado di successo, la case di Alphago stabilisce infatti uno standard nel campo dell’Intelligenza Artificiale con cui dovremo fare i conti negli anni a venire, e non solo qui a Cannes”.

Quando si parla di innovazione bisogna fare attenzione, specifica però Tahtouh, “Perché il linguaggio può ingannare e si tratta di un vocabolo dai molti significati. Non necessariamente, per esempio, l’innovazione ha a che fare con la pura invenzione e non sempre richiede a monte un alto grado di tecnologia: io credo che sia altrettanto importante riconoscere come innovativo un agente di cambiamento, qualcosa che migliorara il presente e stimola a pensare al futuro. E anche in quest’ottica Alphago è pionieristico e all’avanguardia”.

Quanto è stato difficile identificare in questo progetto il migliore della sezione?
“Prima di tutto devo dire che all’incremento quantitativo del +70% delle iscrizioni è corrisposto un altrettanto elevato miglioramento dal punto di vista della qualità - risponde Tahtouh -. Le presentazioni live sono state perfette nel chiarire fin da subito idee, problemi da risolvere, obiettivi, mezzi per raggiungerli e risultati. Dall’altro lato ci sono talmente tante sotto-categoria negli Innovation Lions - dal social good al machine learning, dal business to business al business to consumer e così via - che non avrebbe senso confrontarne i lavori nel modo tradizionale: abbiamo perciò deciso di valutare ognuno dei 381 progetti iscritti secondo i suoi propri ed esclusivi meriti, rimanendo neutrali sul possibile Grand Prix fino al momento della discussione finale. Quando questa è arrivata è stata praticamente unanime fin dalla prima votazione”.

Anche in questo caso, purtroppo, nessuno dei progetti italiani iscritti (6 in totale), era riuscito a entrare in shortlist.

(in allegato l’elenco completo dei vincitori e il medagliere)