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Cannes 2016. In PR 1 Oro e 1 Argento all'Italia con 'The Dilemma' di Publicis per Heineken. GP alla Svezia con 'The Organic Effect' per Coop
Cannes. Doppio Leone nella seconda giornata dei Cannes Lions per la campagna italiana già vincitrice di un Argento in Promo&Activation. Ad aggiudicarsi il Grand Prix nella sezione dedicata alle Relazioni Pubbliche un interessante progetto firmato Forsman & Bodenfors Gothenburg legato al tema dei prodotti alimentari biologici.
(Cannes. Dai nostri inviati Serena Piazzi e Tommaso Ridolfi). Ancora Leoni per 'The Dilemma', la campagna firmata da Publicis Italy per Heineken che, dopo l'Argento in Promo&Activation (leggi news), in PR conquista un leone d'oro e uno d'argento.
(guarda il video)
Nulla di fatto per le altre campagne entrate in shortlist, 'Dacia Family Project', di MSLGroup- Publicis Consultants Italia per Renault e Happy Tears di Proximity Italia per SCA Tempo (leggi news).
I progetti, nella sezione in cui è presente in veste di giurato italiano Stefania Mercuri, partner e general manager MyPr, non sono stati premiati, anche se per Dacia "è stata questione di un soffio", come ci ha raccontato Mercuri (guarda l'intervista).
Ricordiamo che lo scorso anno il nostro Paese in questa sezione aveva ottenuto tre leoni di bronzo. (leggi news)
Il massimo riconoscimento del 2016 è stato assegnato alla Svezia, per il progetto 'The Organic Effect' che Forsman & Bodenfors Gothenburg ha firmato per Coop.
Per promuovere un maggior consumo di cibo biologico, Coop ha invitato un'intera famiglia svedese a consumare solo alimenti biologici per un periodo di tempo. Prima di cominciare questa speciale 'dieta', tutti i componenti della famiglia sono stati sottoposti a degli esami medici, che sono stati ripetuti al termine dell''esperimento'. Dal confronto dei valori pre e post appariva chiaramente come il consumo di cibo 100% biologico fosse più salutare.
(guarda il video)
"Tra tutte le entries abbiamo selezionato i lavori in grado di guadagnare l'attenzione delle persone senza chiederla esplicitamente - ha dichiarato il presidente di Giuria John Clinton, North American Head of Creative and Content di Edelman -, valutando anche i risultati raggiunti dai singoli progetti".
Riguardo ai progetti italiani, Clinton ha affermato: "Sicuramente due dei lavori italiani sono emersi ‘di prepotenza’: quello per Dacia è stato un lavoro splendido che ha mancato il leone per un soffio, mentre 'The Dilemma' di Heineken e uno stunt straordinario, sicuramente molto costoso ma davvero potente. Prima ancora di venire a Cannes lo avevo già visto perché credo me lo abbiamo inviato almeno 15 persone diverse…".
"Detto questo - ha continuato il presidente di giuria - la lezione da imparare per chiunque voglia vincere a Cannes, e non mi riferisco solo all’Italia, è che occorre interpretare al meglio le caratteristiche di ogni singolo paese per renderle appealing a giurati che provengono da ogni parte del mondo. Una questione di rilevanza ma anche di relativismo culturale: per esempio, in una delle campagne che abbiamo giudicato c’erano dei condor utilizzati per identificare le discariche abusive in quel paese. E’ chiaro che in Peru, da dove viene quel progetto, il significato è chiaro: ma quanto può esserlo per chi vive a New York, o a Stoccolma, o a Roma? Il problema è che da un lato molte volte elementi ‘nazionalistici’ come questo sono dati per scontati, ma dall’altro se si cercasse di ‘spiegarli’ si darebbe al tutto una connotazione ‘razionale’ che ne brucerebbe l’impatto emotivo”.
"Il GP è supportato da un'idea molto forte e ha avuto un impatto importante - ha aggiunto Clinton - . Si tratta di un'iniziativa che ha avuto il merito di sensibilizzare le persone riguardo al tema dell'alimentazione in modo molto efficace".
Rispetto al fatto che molti dei lavori presenti nella sezione PR non siano stati iscritti da agenzie di relazioni pubbliche, il presidente si è limitato ad affermare: "E' vero, ma bidgona tenere presente che ormai l'industry è caratterizzata da un forte grado di integrazione e che noi giurati in fase di valutazione abbiamo preso in considerazione soltanto l'idea, non il soggetto che l'ha presentata al Festival".
(In allegato l'elenco completo dei vincitori e il medagliere)
(guarda il video)
Nulla di fatto per le altre campagne entrate in shortlist, 'Dacia Family Project', di MSLGroup- Publicis Consultants Italia per Renault e Happy Tears di Proximity Italia per SCA Tempo (leggi news).
I progetti, nella sezione in cui è presente in veste di giurato italiano Stefania Mercuri, partner e general manager MyPr, non sono stati premiati, anche se per Dacia "è stata questione di un soffio", come ci ha raccontato Mercuri (guarda l'intervista).
Ricordiamo che lo scorso anno il nostro Paese in questa sezione aveva ottenuto tre leoni di bronzo. (leggi news)
Il massimo riconoscimento del 2016 è stato assegnato alla Svezia, per il progetto 'The Organic Effect' che Forsman & Bodenfors Gothenburg ha firmato per Coop.
Per promuovere un maggior consumo di cibo biologico, Coop ha invitato un'intera famiglia svedese a consumare solo alimenti biologici per un periodo di tempo. Prima di cominciare questa speciale 'dieta', tutti i componenti della famiglia sono stati sottoposti a degli esami medici, che sono stati ripetuti al termine dell''esperimento'. Dal confronto dei valori pre e post appariva chiaramente come il consumo di cibo 100% biologico fosse più salutare.
(guarda il video)
"Tra tutte le entries abbiamo selezionato i lavori in grado di guadagnare l'attenzione delle persone senza chiederla esplicitamente - ha dichiarato il presidente di Giuria John Clinton, North American Head of Creative and Content di Edelman -, valutando anche i risultati raggiunti dai singoli progetti".
Riguardo ai progetti italiani, Clinton ha affermato: "Sicuramente due dei lavori italiani sono emersi ‘di prepotenza’: quello per Dacia è stato un lavoro splendido che ha mancato il leone per un soffio, mentre 'The Dilemma' di Heineken e uno stunt straordinario, sicuramente molto costoso ma davvero potente. Prima ancora di venire a Cannes lo avevo già visto perché credo me lo abbiamo inviato almeno 15 persone diverse…".
"Detto questo - ha continuato il presidente di giuria - la lezione da imparare per chiunque voglia vincere a Cannes, e non mi riferisco solo all’Italia, è che occorre interpretare al meglio le caratteristiche di ogni singolo paese per renderle appealing a giurati che provengono da ogni parte del mondo. Una questione di rilevanza ma anche di relativismo culturale: per esempio, in una delle campagne che abbiamo giudicato c’erano dei condor utilizzati per identificare le discariche abusive in quel paese. E’ chiaro che in Peru, da dove viene quel progetto, il significato è chiaro: ma quanto può esserlo per chi vive a New York, o a Stoccolma, o a Roma? Il problema è che da un lato molte volte elementi ‘nazionalistici’ come questo sono dati per scontati, ma dall’altro se si cercasse di ‘spiegarli’ si darebbe al tutto una connotazione ‘razionale’ che ne brucerebbe l’impatto emotivo”.
"Il GP è supportato da un'idea molto forte e ha avuto un impatto importante - ha aggiunto Clinton - . Si tratta di un'iniziativa che ha avuto il merito di sensibilizzare le persone riguardo al tema dell'alimentazione in modo molto efficace".
Rispetto al fatto che molti dei lavori presenti nella sezione PR non siano stati iscritti da agenzie di relazioni pubbliche, il presidente si è limitato ad affermare: "E' vero, ma bidgona tenere presente che ormai l'industry è caratterizzata da un forte grado di integrazione e che noi giurati in fase di valutazione abbiamo preso in considerazione soltanto l'idea, non il soggetto che l'ha presentata al Festival".
(In allegato l'elenco completo dei vincitori e il medagliere)


