Advertising
Cannes 2016. La forza del grande schermo per le grandi cause
Della forza e dell’impatto del cinema per promuovere sia le marche che le ‘giuste cause’ hanno parlato Sir John Hegarty (fondatore di BBH), i produttori Steve Golin (‘Spotlight’, ‘The Revenant’) e Lawrence Bender (‘An Inconvenient Truth’), e Claudia Gonzalez (UNICEF) che ha lanciato in questa occasione la nuova campagna globale #WHATIREALLYREALLYWANT dedicata all’empowerment femminile.
(Cannes - dal nostro inviato Tommaso Ridolfi) “In un mondo frammentato come il nostro, ciò che tiene tutto insieme è sempre un'idea, una grande idea - ha esordito Sir John Hegarty, fondatore di BBH -: ma questa idea non può essere, come molti sostengono, 'media neutral' perché deve partire da qualche cosa di preciso. Il cinema è un straordinario punto di partenza, da cui partire per raccontare le storie che sono l'essenza dei brand, come noi pubblicitari dovremmo più spesso ricordare loro”.
Fra le molte campagne ‘cinematografiche’ realizzate nel corso della sua carriera Hegarty ha scelto quella per Xbox ‘Life is short’ del 2002, in cui la vita di un uomo dalla nascita alla morte è condensata in meno di 60”: “All’epoca è stato pianificato solo al cinema perché fu impossibile trasmetterlo in Tv, considerato troppo ‘forte’. Ma è un esempio di come una grande idea possa essere ridotta e sintetizzata in pochi secondi ma riuscire lo stesso a competere con le i grandi film pensati e prodotti per il grande schermo. Si può fare e dovremmo farlo molto più spesso”.
La campagna ideata da Hegarty per i 17 obiettivi delle Nazioni Unite nel cammino verso un futuro sostenibile mostra il momento esatto in cui i delegati di ogni nazione del mondo - rappresentati da animali di ogni specie - votano il piano di azione: “Secondo un report di Nielsen, 1 persona su 3 di quelle che hanno visto lo spot lo hanno ricordato senza alcun suggerimento, un dato sorprendente - ha detto Hegarty - e dovuto interamente all’impatto della creatività, almeno lo spero, e del cinema”.
Steve Golin, produttore con Anonymous Films de ‘Il caso Spotlight’ e di ‘The revenant’ - entrambi premiati da diversi Oscar lo scorso marzo - ha sottolineato il ruolo del cinema nel farsi portavoce di cause importanti: “Quello di Spotlight era un tema rischioso da affrontare per una argomento come la pedofilia diffusa nella chiesa che ha sicuramente poco appeal di massa. Ma mentre tutti hanno evidenziato il suo lato giornalistico-investigativo, basato peraltro su una serie di veri articoli, io ho sempre pensato che l’angolazione più interessante fosse il fatto che ci fosse questa enorme ‘cospirazione’ in cui tutti sapevano ciò che stava accadendo - gerarchie ecclesiastiche, educatori, perfino i genitori delle vittime… - ma nessuno ha mai fatto nulla”.
Il risultato, ha aggiunto Golin, al di là del successo di critica e pubblico, è che dopo il film sono emerse nuove testimonianze e nuovi racconti che hanno portato a incriminazioni e arresti, oltre a un atteggiamento sicuramente più deciso dello stesso pontefice sull’argomento.
“I problemi che il mondo deve affrontare sono complessi, lo sappiamo tutti perfettamente - ha detto Claudia Gonzalez, chief of public advocacy UNICEF -: ma visto che già oggi praticamente la metà delle campagne che vincono leoni qui al Festival sono correlate a qualche giusta causa, vorrei invitare tutti i creativi e i pubblicitari a far sì che anche l’altra metà possa esserlo! Usate la creatività per far sì che le persone non solo mettano a fuoco i problemi ma comincino ad agire e a fare pressione su chi ci governa. E lo stesso vale per il cinema”.
Lawrence Bender, produttore di 'Pulp Fiction', 'Kill Bill' e moltissimi altri film di successo, non solo diretti da Quentin Tarantino, oltre che dei documentari ‘An unconvenient truth’ e ‘Countdown to zero’, ha invitato però a non mescolare i due piani “C’è il cinema di puro intrattenimento e c’è il cinema impegnato: A volte i due generi si possono mixare, ma non si può pensare di farlo sempre e comunque”.
Al termine del seminar Gonzalez ha presentato la nuova campagna promossa dalle Nazioni Unite e dedicata a temi quali la fine della violenza sulle donne, la loro educazione, la fine dei matrimoni combinati per le bambine e l’equo compenso per il loro lavoro.
Lo spot, girato da MJ Delaney per Moxie Pictures con artiste provenienti da Sud Africa, Nigeria, Canada, USA e UK, è un remake del celebre pezzo delle Spice Girls ‘Wannabe’, il cui refrain ribadisce ciò che ogni ragazza vorrebbe davvero - “what I really really want” - che sarà pianificato dal 16 luglio nei cinema di tutto il mondo
Fra le molte campagne ‘cinematografiche’ realizzate nel corso della sua carriera Hegarty ha scelto quella per Xbox ‘Life is short’ del 2002, in cui la vita di un uomo dalla nascita alla morte è condensata in meno di 60”: “All’epoca è stato pianificato solo al cinema perché fu impossibile trasmetterlo in Tv, considerato troppo ‘forte’. Ma è un esempio di come una grande idea possa essere ridotta e sintetizzata in pochi secondi ma riuscire lo stesso a competere con le i grandi film pensati e prodotti per il grande schermo. Si può fare e dovremmo farlo molto più spesso”.
La campagna ideata da Hegarty per i 17 obiettivi delle Nazioni Unite nel cammino verso un futuro sostenibile mostra il momento esatto in cui i delegati di ogni nazione del mondo - rappresentati da animali di ogni specie - votano il piano di azione: “Secondo un report di Nielsen, 1 persona su 3 di quelle che hanno visto lo spot lo hanno ricordato senza alcun suggerimento, un dato sorprendente - ha detto Hegarty - e dovuto interamente all’impatto della creatività, almeno lo spero, e del cinema”.
Steve Golin, produttore con Anonymous Films de ‘Il caso Spotlight’ e di ‘The revenant’ - entrambi premiati da diversi Oscar lo scorso marzo - ha sottolineato il ruolo del cinema nel farsi portavoce di cause importanti: “Quello di Spotlight era un tema rischioso da affrontare per una argomento come la pedofilia diffusa nella chiesa che ha sicuramente poco appeal di massa. Ma mentre tutti hanno evidenziato il suo lato giornalistico-investigativo, basato peraltro su una serie di veri articoli, io ho sempre pensato che l’angolazione più interessante fosse il fatto che ci fosse questa enorme ‘cospirazione’ in cui tutti sapevano ciò che stava accadendo - gerarchie ecclesiastiche, educatori, perfino i genitori delle vittime… - ma nessuno ha mai fatto nulla”.
Il risultato, ha aggiunto Golin, al di là del successo di critica e pubblico, è che dopo il film sono emerse nuove testimonianze e nuovi racconti che hanno portato a incriminazioni e arresti, oltre a un atteggiamento sicuramente più deciso dello stesso pontefice sull’argomento.
“I problemi che il mondo deve affrontare sono complessi, lo sappiamo tutti perfettamente - ha detto Claudia Gonzalez, chief of public advocacy UNICEF -: ma visto che già oggi praticamente la metà delle campagne che vincono leoni qui al Festival sono correlate a qualche giusta causa, vorrei invitare tutti i creativi e i pubblicitari a far sì che anche l’altra metà possa esserlo! Usate la creatività per far sì che le persone non solo mettano a fuoco i problemi ma comincino ad agire e a fare pressione su chi ci governa. E lo stesso vale per il cinema”.
Lawrence Bender, produttore di 'Pulp Fiction', 'Kill Bill' e moltissimi altri film di successo, non solo diretti da Quentin Tarantino, oltre che dei documentari ‘An unconvenient truth’ e ‘Countdown to zero’, ha invitato però a non mescolare i due piani “C’è il cinema di puro intrattenimento e c’è il cinema impegnato: A volte i due generi si possono mixare, ma non si può pensare di farlo sempre e comunque”.
Al termine del seminar Gonzalez ha presentato la nuova campagna promossa dalle Nazioni Unite e dedicata a temi quali la fine della violenza sulle donne, la loro educazione, la fine dei matrimoni combinati per le bambine e l’equo compenso per il loro lavoro.
Lo spot, girato da MJ Delaney per Moxie Pictures con artiste provenienti da Sud Africa, Nigeria, Canada, USA e UK, è un remake del celebre pezzo delle Spice Girls ‘Wannabe’, il cui refrain ribadisce ciò che ogni ragazza vorrebbe davvero - “what I really really want” - che sarà pianificato dal 16 luglio nei cinema di tutto il mondo





