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Cannes 2016. Le 6 grandi holding dell'adv rispondono all'appello dell'ONU e di Ban Ki-Moon

Sotto l'egida del Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon, e superando almeno temporaneamente le rivalità economiche, finanziarie e in qualche caso anche personali, le sei più grandi organizzazioni pubblicitarie al mondo hanno unito le forze nel programma Common Ground in supporto dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite intendono raggiungere da qui al 2030. Oltre a una grande campagna globale e comune per pubblicizzare l'iniziativa, ognuna delle holding si occuperà di uno specifico set di problemi: la salute (Dentsu), il cambiamento climatico (Havas), l'acqua (IPG), l'alimentazione (Publicis Groupe), l'educazione (Omnicom), la diversità di genere e l'uguaglianza (WPP)
(Cannes - dal nostro inviato Tommaso Ridolfi) Nel 2007 ci aveva già provato Al Gore, in occasione dell'uscita del documentario 'Una scomoda verità', seguito nel 2009 da Kofi Annan e Bob Geldof: in entrambi i casi, l'appello alla comunità dei pubblicitari e dei creativi di impegnarsi in prima persona sul fronte del cambiamento climatico non cadde nel vuoto, ma neanche ottenne risultati eclatanti. Lo scorso anno è stata nuovamente la volta di Al Gore, che su invito esplicito di Sir Martin Sorrell promise di impegnarsi nel trovare un maggior supporto da parte dei comunicatori riunendo le 6 principali holding della comunicazione per affrontare con maggior concretezza la questione.

Il risultato di quella promessa si è visto venerdì al Palais des Festival di Cannes, quando l'attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, dopo un breve keynote ha invitato sul palco Yannick Bolloré, Chairman e CEO di Havas, Michael Roth, Chairman e CEO di IPG, John Wren, President CEO di Omnicom, Maurice Lévy, Chairman e CEO di Publicis Groupe, e Sir Martin Sorrell, fondatore e CEO di WPP.

"Mi hanno detto che sono di fronte alla più grande riunione al mondo di 'pazzi' - ha esordito Ban Ki-moon giocando sul termine Mad Men, slang americano per pubblicitari - ma nulla rispetto a quelli con cui mi capita di avere a che fare... Sono appena arrivato da Cuba dove il governo colombiano e i guerriglieri ribelli delle FARC hanno finalmente accettato di deporre le armi dopo 50 anni di lotta e siglare un accordo di pace. E' solo l'ultima testimonianza del fatto che lavorando insieme si può raggiungere qualunque obiettivo, anche quello di costruire un mondo migliore e più sostenibile. Per questo sono venuto qui, a chiedere a voi, che siete maestri nel raccontare storie, di aiutarci a costruire la più grande campagna mai pensata a favore dell'intera umanità".

Come ha ricordato Ban Ki-moon, infatti, nel settembre dello scorso anno, tutti i paesi aderenti all'ONU hanno adottato all'unanimità un'Agenda per lo Sviluppo Sostenibile da qui al 2030 focalizzata su 17 obiettivi: il progetto più ambizioso mai messo in piedi dalle Nazioni Unite, costruito dopo aver chiesto a tutti, e in particolare ai giovani e alle donne, quali fossero secondo loro le priorità da affrontare.

"Siamo la prima generazione che può sconfiggere la povertà - ha spiegato -, e l'ultima che può fare qualcosa per salvare il pianeta prima che sia troppo tardi. Ma la visione dietro ai 17 Sustainable Development Goals (SVG) è complessa e astratta: l'aiuto di cui abbiamo bisogno da parte vostra è nel tradurre la visione in azione, nel modo più semplice ed efficace possibile, coinvolgendo ogni persona sul pianeta e superando le rivalità quotidiane esattamente come hanno fatto coloro che stanno per salire con me sul palco attraverso l'iniziativa 'Common Ground', un terreno comune per un obiettivo comune".

E commentando il referendum britannico il cui esito è stato annunciato proprio venerdì scorso, prima di introdurre sul palco i vertici delle 6 holding, il Segretario Generale ha notato come nessun paese possa vivere da solo: "Ieri come oggi, sono convinto che quando lavoriamo insieme siamo più forti: questa è la chiave per un mondo migliore, ed è nelle nostre mani".

'Common Ground': gli impegni dei 'big six'

Dopo un breve video messaggio di Tadashi Ishii (Dentsu), unico a non poter essere presente a Cannes, ciascuno dei Ceo ha brevemente illustrato l'area cui il proprio gruppo intende dedicarsi e le motivazioni alla base della scelta.

Yannick Bollorè (Havas) - Climate Change
"L'attenzione al cambiamento climatico e all'energia da fonti sostenibili fa parte da sempre del Gruppo della mia famiglia. Metteremo a disposizione le nostre capacità di comunicatori - la creatività per far capire il messaggio e i media per distribuirlo - per far sentire le persone più responsabili. Non da meno, mi auguro che la solo presenza qui, quando come è noto molto spesso siamo ai ferri corti gli uni contro gli altri, sia un esempio e una fonte di ispirazione anche per altri settori".

Michael Roth (IPG) - Acqua
"L'acqua è al centro di una crisi globale che influenza la vita di milioni di persone, soprattutto nei paesi meno sviluppati, provocando disordini e malessere politico ed economico. Vogliamo aumentare il tempo e le risorse da dedicare alle cause pro-bono, focalizzare il volontariato al nostro interno e ingaggiare i nostri clienti, molti dei quali potranno aiutarci grazie ai loro prodotti ma anche alla loro comunicazione - come testimonia il manifesto capace di trasformare l'umidità dell'aria in acqua potabile realizzato qualche anno fa in Peru".

John Wren (Omnicom) - Educazione
Crediamo che l'educazione sia un fattore chiave, fondamentale per poter risolvere a cascata gli altri problemi a livello globale e al tempo stesso individuale.Sappiamo che richiederà molto tempo ma sappiamo anche che raggiungere l'obiettivo è possibile: possiamo solo dire che ci impegneremo al massimo dentro e fuori Omnicom per trovare tutte le risorse, umane ed economiche, necessarie".

Maurice Levy (Publicis) - Alimentazione
"Il cibo è prima di tutto ciò di cui le persone hanno bisogno per sopravvivere, e anche se spesso definiamo la nostra come la 'sharing economy' in realtà non è vero: mentre più di un miliardo di persone sulla terra non ne ha a sufficienza, nel mondo occidentale fino al 30/40% va completamente sprecato... Ci impegneremo per trovare un nuovo approccio al tema dell'alimentazione, promuovendo l'utilizzo di produzioni più vicine ai luoghi di consumo e migliorando la condivisione".

Sir Martin Sorrell (WPP) - Diversità ed eguaglianza di genere
"La diversità e l'eguaglianza di genere sono un pre-requisito allo sviluppo sostenibile, il punto di partenza per risolvere i problemi anche in tutti gli altri ambiti. 'Common Ground' è un'iniziativa pratica, nata per l'illuminato interesse personale di ognuno di noi, e sono certo che l'incontro di oggi non sarà allo stesso tempo l'inizio e la fine del progetto..."

Dalle parole ai fatti

Il paradosso, ha aggiunto poi Sorrell, "E' che proprio mentre parliamo di collaborazione il risultato di Brexit ha dato un segnale opposto, di separazione, che ritengo sia una tragedia. E ho paura che il tema dell'immigrazione e dei rifugiati influenzerà anche le elezioni americane di novembre: invito perciò tutte le altre agenzie ad accettare questa sfida, aiutando i 6 gruppi che hanno già aderito, affrontando questa specifica questione e situazione".

Oltre a una campagna di comunicazione globale sviluppata congiuntamente, che sarà pianificata su spazi messi gratuitamente a disposizione da editori di tutto il mondo, fra i primi passi concreti mossi dal programma 'Common Ground', il finanziamento di un fondo dedicato alla realizzazione di tutte e 7 le idee risultate vincitrici qui a Cannes nella sezione Young Lions, ciascuna delle quali dedicata proprio a uno dei 17 SVG.