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Euro Rscg Wwd Prosumer Report: i ragazzi del Duemilla? Green, responsabili e digitali
Euro RSCG Worldwide ha pubblicato i risultati dell'ultima ricerca condotta a livello globale nel suo Prosumer Report intitolato 'Millennials: The Challenger Generation'. L'indagine ha esplorato le abitudini e le prospettive della generazione del Duemila per quanto riguarda il luogo di lavoro, i consumi, la famiglia e le prospettive per il futuro. Emerge una generazione impegnata e attiva soprattutto attraverso social media e comportamenti quotidiani di acquisto, preferiti ai più tradizionali canali politici.
Euro RSCG Worldwide ha pubblicato i risultat i della sua ultima ricerca condotta a livello globale nel suo Prosumer Report intitolato'Millennials: The Challenger Generation' .Contrariamente a quello che vogliono stereotipi superati, che rappresentano giovani apatici, lo studio mette in luce una generazione impegnata nel creare cambiamenti significativi, attraverso i social media e comportamenti quotidiani di acquisto, invece che attraverso i più tradizionali canali politici.
Lo studio ha preso in esame un totale di tremila persone intervistate in tutto il mondo, dalla Cina alla Francia, dall’India al Regno Unito e agli Stati Uniti e ha esplorato le abitudini e le prospettive della generazione del Duemila per quanto riguarda il luogo di
lavoro, i consumi, la famiglia e le prospettive per il futuro.
“Stiamo assistendo all’affermarsi di una generazione unica, forte non solo per il numero di persone ma per il senso di responsabilità personale nei confronti delle loro comunità e del mondo, per la consapevolezza che dimostra riguardo alle questioni mondiali e per l’influenza che ha grazie a strumenti, quali i social media, che permettono di agire sia individualmente che collettivamente per provocare cambiamenti positivi” commenta David Jones, CEO di Havas e Euro RSCG Worldwide e cofondatore di One Young World, il primo forum di livello internazionale per giovani leader.
Jones aggiunge: “Come abbiamo visto in One Young World, questa generazione crede profondamente nel potere dell’azione individuale e collettiva. La rivoluzione digitale ha dato loro la possibilità di pianificare il futuro senza essere vincolati da distanze generazionali e geografiche. Hanno la volontà, la motivazione e un potere di agire senza precedenti. Nell’anno della ‘primavera araba,’ non ci sono dubbi sull’importanza di capire la prospettive dei giovani e dell’importanza di impegnarsi con loro in modo significativo.”
Le parti più rilevanti dello studio comprendono:
• Voi rompete, noi aggiustiamo: la nuova generazione ha un profondo senso di responsabilità e pragmatismo. Invece che incolpare le generazioni precedenti o le diverse culture per le problematiche globali, sono pronti e prendere sulle loro spalle la responsabilità di creare soluzioni realizzabili. Otto su 10 giovani della generazione del Duemila (85%) ritengono che sia dovere della loro generazione
cambiare il mondo. I delegati di One Young World e i candidati sono impegnati in ogni parte del mondo. Ecco due esempi: studenti del Ghana hanno organizzato un programma contro il cambiamento climatico e stanno facendo pressioni per una regolamentazione statale più rigida, mentre in Cina, lo studente di architetturanXiaochen Wang sta promuovendo attivamente la protezione del patrimonio storicoe il rilancio urbano.
• Quale gap generazionale? In forte contrasto con il credo della generazione dei baby boomers “non fidarti di nessuno sopra i 30 anni”, i giovani del Duemila vedono nei loro genitori i punti di riferimento più fidati. Sei intervistati su dieci dicono di fare affidamento sui propri genitori per consigli e informazioni, e il 90% esprime il desiderio di avere la fiducia dei propri genitori. Infatti, i genitori sono visti come la fonte di informazione più affidabile, prima degli amici, dei media tradizionali e anche di internet.
• Realistici, ma pieni di speranza: i giovani del Duemila sono consapevoli delle problematiche che il mondo deve affrontare. Più di sette su dieci pensano che il mondo tra vent’anni sarà più pericoloso, meno pacifico e più inquinato. Ma questo non li rende più cinici. Quasi tutti gli intervistati (l’82%, con punte del 91% in India) credono che la loro generazione ha il potere di cambiare il mondo.
“Il potere per questa generazione non riguarda la ricchezza o la celebrità (anche se queste non guastano),” commenta Kate Robertson, presidente di Euro RSCG U.K. e cofondatrice di One Young World. “Gli eroi di oggi sono individui che sono andati oltre l’eccesso di informazioni e l’inerzia sociale per aiutare gli altri, per spingere per il cambiamento. I loro modelli sono persone come Blake Mycoskie e Wael Ghonim.”
Attingendo da questa ricerca e dal più recente studio di Euro RSCG sulla generazione del Duemila Robertson commenta: “Si evince in modo chiaro che questa generazione crede che il tempo stia scadendo e che il mondo non possa più aspettare che i governi forniscano delle soluzioni. Sono preoccupati per lo stato dell’ambiente e per il rispetto dei diritti umani. La maggioranza si considera consapevole per quanto riguarda le problematiche ambientali e insiste che gli individui, e le aziende e gli stati, devono fare di più per limitare le proprie impronte al carbonio. Il rispetto dei diritti umani preoccupa in modo particolare gli intervistati del Medio Oriente e del Nord Africa; in queste ultime
settimane abbiamo assistito a quello che il potere e la passione dei giovani possono fare in queste zone.”
Uno strumento di cambiamento del 21° secolo: il 61% degli intervistati pensano che i social media sia il nuovo strumento di potere nelle mani dei giovani e il 70% lo considera uno strumento di cambiamento, una statistica rivelatrice alla luce delle rivoluzioni in Egitto e negli altri luoghi in cui la rivoluzione è stata organizzata e in qualche modo alimentata dai social media.
Le donne un giorno governeranno il mondo: il 55% dei giovani del Duemila sostengono che i cambiamenti di domani saranno guidati dalle donne.
Il potere del consumatore: quasi metà degli intervistati hanno dichiarato che esercitano un grande potere come consumatori e aventi diritto al voto. Credono anche di poter influenzare i cambiamenti a livello individuale, con il 63% che sostiene che “guidare meno2 e il 62% che sostiene che “consumare meno” siano le chiavi per risolvere alcune delle problematiche mondiali.
“Il cambiamento radicale non riguarda i conflitti e le controversie del 2011” commenta Jones. “Mentre i baby boomers si sono ribellati e i Sessantottini si sono rivoltati, i giovani di oggi sono puntano sulla comunità, la collaborazione e l’interconnessione.”
Contare sulle aziende per il cambiamento: i giovani del Duemila credono fermamente nel potere delle aziende di fare del bene. Infatti, il 40% di loro sostiene che le corporation hanno una capacità maggiore rispetto ai governi di creare cambiamento, mentre solo il 27% sostiene il contrario. Questo è un cambiamento sorprendente rispetto all’affermata nozione che vuole le aziende interessate solo al proprio interesse e profitto.
Inoltre, l’86% degli intervistati di un precedente studio di Euro RSCG sostengono che sia importante che le imprese si impegnino in qualcosa in più rispetto al mero profitto. Dove i governi hanno fallito, ci si aspetta che le imprese intervengano. La sostenibilità è una delle aree in cui questa generazione vede che le aziende stanno prendendo un ruolo di primo piano. Due terzi credono che i business più di successo nel futuro saranno quelli sostenibili, mentre solo il 7% si dice in disaccordo. Questi giovani cercano un partner nelle aziende che stanno assumendo responsabilità nei confronti delle tematiche sociali e ambientali, sia come consumatori che nelle loro prospettive di impiego. Il nuovo posto di lavoro: diversamente dagli stereotipi, i giovani del Duemila considerano lo sforzo e l’atteggiamento gli ingredienti più importanti per il successo:
il 73% cita l’essere un grande lavoratore come la chiave per ottenere risultati e il 63% dichiara che avere fiducia in se stessi è cruciale, indicando di avere una visione meritocratica. I giovani del Duemila pongono l’enfasi sulla creatività e sulla collaborazione, elementi importanti per lavorare meglio e, quando possibile, scelgono strumenti e percorsi che ritengono più efficaci per raggiungere i loro obiettivi.
Sono ossessionati con l’apprendimento continuo fino pensare di poter scegliere di lasciare un’azienda se ritengono di aver esaurito il livello di conoscenza per loro disponibile.
Supportare la crescita professionale e l’apprendimento continuo è la chiave per ottenere il massimo dal talento dei giovani.
Ricerca di brand “bussola”: nonostante l’idea diffusa per cui una marca valga l’altra, la gran parte dei giovani intervistati credono che sia importante trovare marchi ai quali poter essere fedeli. Ciò è sensato, se si considera l’approccio personale che questa generazione instaura con i brand. Vogliono trovare marchi in cui poter credere, e che possano riflettersi in modo positivo su di loro, a lungo termine. Il 58% degli intervistati stanno cercando marchi che riflettano la loro personalità.
Prosumer Reports è una serie di pubblicazioni di Euro RSCG Worldwide, parte di un’iniziativa globale che ha lo scopo di condividere informazioni e idee, incluse le nostre ricerche fatte entro il network di agenzie e compagnie clienti di Euro RSCG.
www.prosumer-report.com.
http://oneyoungworld.org.
EC

