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Google verso Facebook, lotta all'ultimo adv

Nell'unico mercato pubblicitario quello della pubblicità online che ancora cresce a doppia cifra, il colosso di Mountain View si aggiudica circa la metà di una raccolta totale che supera il miliardo di euro, ma deve fare i conti con l’azienda di Mark Zuckerberg che secondo stime di mercato raccoglie in Italia circa 55 mln di euro minacciando seriamente la posizione del monopolista.
Come si legge su Corriere Economia del 18 luglio, in Italia il mercato dell'adv online, l'unico a crescere ancora a doppia cifra (+18% nel primo quadrimestre 2011, dati Nielsen), è monopolizzato da Google, che si aggiudica circa la metà di una raccolta totale che supera il miliardo di euro. (Nella foto Stefano Maruzzi country manager di Google Italy)

In pochi anni BigG, con circa 110 dipendenti e con sede in Irlanda, è divenuta la quinta concessionaria di pubblicità del Paese, lavorando su ogni mezzo digitale possibile: dal motore di ricerca a YouTube, dalle mappe e i display di DoubleClick a Gmail.

La società di Mountain View dovrà però fare i conti con Facebook. Il social network più famoso del mondo, è diventato una vera e propria mania del Bel Paese con 20 milioni di utenti registrati e 12 milioni attivi nel giorno medio, e sta costantemente scalando posizioni nel mercato dell’adv online. Le stime indicano che l’azienda di Mark Zuckerberg raccolga in Italia circa 55 milioni di euro l’anno con una pubblicità sempre più personalizzata e in continua crescita.

I due giganti puntano a estendere il loro dominio anche sui servizi mobili. Facebook sta studiando una nuova piattaforma per gli smartphone per contrastare Android di Google, che da parte sua controlla AdMob, una concessionaria che raccoglie pubblicità per le applicazioni offerte sul market Android.

Google inoltre è accusata di fornire servizi di news online che 'rubano' le notizie degli editori, senza pagare il corrispettivo dovuto. Ma gli ultimi accordi con gli stessi editori e i broadcaster consentono a BigG di convogliare il 40-50% del traffico che arriva ai siti web dei publisher che genera una buona fonte di ricavi pubblicitari. Nonostante tutte le rassicurazioni, i quasi monopolisti di Internet fanno paura. Tanto che molti ritengono che il nuovo (e contrastato) regolamento sul copyright digitale che l’Agcom ha promesso per settembre sia un tentativo di limitare il loro potere di mercato.

MF